Blocchi Houthi nel Mar Rosso — I ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno bloccato il Mar Rosso, costringendo le navi che normalmente usano il Canale di Suez a deviare attorno all'Africa o a cercare percorsi alternativi . Questo ha aggravato i colli di bottiglia globali e messo ulteriore pressione sul Canale di Panama
.
Siccità da El Niño — Un El Niño in via di sviluppo ha ridotto drasticamente le piogge a Panama, abbassando il livello dei laghi che alimentano le chiuse . Il canale ha già imposto restrizioni sul pescaggio e tagli alla capacità. La NOAA stima ora una probabilità superiore al 90% di un El Niño "molto forte" e un 69% di probabilità che le condizioni diventino le più severe mai registrate entro la fine del 2026
. Durante l'ultima grave siccità (2023-2024), i transiti giornalieri furono dimezzati, passando da 36 a 18 a un certo punto
. Restrizioni simili stanno ora tornando in vigore, comprimendo l'offerta proprio mentre la domanda esplode.
Prezzi alle stelle delle aste — L'effetto combinato è esplosivo. Le aste giornaliere per i transiti attraverso le chiuse Neopanamax hanno registrato una media di 1,1 milioni di dollari ad agosto 2026, ovvero più di 16 volte la media dello stesso periodo del 2025 . Singole aste hanno raggiunto i 4 milioni di dollari (per la portacontainer Seaspan Benefactor l'11 agosto) e ora il record di 4,6 milioni (per la G. Arete il 14 agosto)
. L'Autorità del Canale di Panama ha minimizzato, definendo questi prezzi "dinamiche di mercato temporanee" e non una tariffa imposta dal canale stesso
, ma la tendenza è chiara: l'offerta è limitata dalla siccità, mentre la domanda è gonfiata dai conflitti.
In sintesi, il canale è stretto tra un tetto di capacità (siccità) e un pavimento di domanda (guerra e blocchi Houthi), con i prezzi delle aste che fungono da valvola di sfogo. Il risultato sono costi da record per saltare la fila, attese di giorni per le navi che non possono o non vogliono pagare, e un ridisegno fondamentale delle rotte del commercio energetico globale.