3. La Marina russa scorta apertamente la flotta ombra
Dalla fine del 2025, la Marina russa opera "in modo completamente palese" nel Baltico, con il compito principale di scortare le navi della flotta ombra . A maggio 2025, un caccia russo ha violato lo spazio aereo estone per scortare una petroliera della flotta ombra lontana da un tentativo di interdizione estone
. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato pubblicamente che la Russia difenderà le sue navi con "tutti i mezzi disponibili"
.
4. Incidenti ibridi in aumento
L'analisi del Small Wars Journal documenta che dall'autunno 2024, attori legati allo Stato russo sono responsabili di una serie crescente di incidenti: violazioni territoriali, disturbo GPS e sondaggio di infrastrutture, condotti da una flotta ombra sempre più militarizzata . Il Lansing Institute osserva che queste navi ora operano come piattaforme avanzate per la raccolta di intelligence e la proiezione di potenza
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NATO: Operazione Baltic Sentry
La NATO ha lanciato l'Operazione Baltic Sentry nel gennaio 2025, schierando fregate, aerei da pattugliamento marittimo e droni navali per proteggere le infrastrutture sottomarine critiche . Tuttavia, l'analisi del Small Wars Journal valuta che Baltic Sentry sia "un inizio significativo, ma gli attuali sforzi di controllo e monitoraggio sono ancora inadeguati, poiché la stragrande maggioranza delle navi della flotta ombra continua a operare senza essere contrastata nella regione"
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Royal Navy: aumento del monitoraggio
Il dilemma dell'Estonia
L'Estonia, membro della NATO sul fronte baltico, ha deciso di non sequestrare le navi della flotta ombra russa nel Baltico, citando il timore che la cattura di petroliere possa provocare una risposta militare diretta da Mosca — un rapporto Reuters ha descritto i rischi come troppo alti . Questo evidenzia la linea sottile che i membri della NATO stanno percorrendo tra controllo ed escalation.
Le prove convergono e sono coerenti nel periodo 2025-2026: la flotta ombra russa si è evoluta da strumento di elusione economica a strumento paramilitare e di guerra ibrida palese, con le navi da guerra della Marina russa che ora scortano fisicamente le petroliere attraverso le acque NATO. La Baltic Sentry della NATO e l'aumento del monitoraggio della Royal Navy rappresentano le principali risposte occidentali, ma gli analisti notano che l'applicazione rimane parziale e che il rischio di uno scontro navale diretto — che sia per un abbordaggio fallito, una collisione accidentale o una mossa deliberata di escalation — è più alto che in qualsiasi momento dalla fine della Guerra Fredda.