Una petroliera della Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC) è stata attaccata nello Stretto di Hormuz. Inoltre, la Guardia Rivoluzionaria iraniana ha colpito altre due petroliere che tentavano di transitare lo stretto sotto scorta statunitense . All'inizio di agosto, lo Stretto di Hormuz — attraverso cui passa circa il 20% del petrolio globale — rimaneva di fatto chiuso, con l'Iran che imponeva condizioni rigorose per la sua riapertura .
Lunedì 9-10 agosto, il greggio WTI ha chiuso con un +5% a 82,13 dollari al barile, mentre il Brent è balzato di quasi il 5% a circa 88 dollari al barile, raggiungendo i livelli più alti in un mese .
Il catalizzatore immediato è stata l'intervista del Presidente Trump con Axios domenica 9 agosto, in cui ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno "solo semi-negoziando" con l'Iran e che avrebbe fatto affidamento sul blocco navale statunitense per fare pressione su Teheran, piuttosto che perseguire una svolta diplomatica . Questa dichiarazione è arrivata dopo che sia gli Stati Uniti che l'Iran avevano scambiato richieste di risarcimento — Trump chiedeva all'Iran un risarcimento e l'Iran insisteva sul fatto che gli Stati Uniti revocassero prima il blocco — condizioni che rendevano un accordo a breve termine improbabile .
Questa è stata una violenta inversione di tendenza rispetto al sentiment precedente. Solo pochi giorni prima, il 3 agosto, il petrolio era crollato del 7% quando Trump aveva annullato un attacco pianificato contro l'Iran, segnalando l'imminenza di negoziati . Il commento "semi-negoziale" ha spazzato via quell'ottimismo diplomatico.
I titoli energetici europei sono stati i chiari protagonisti. L'11 agosto, Reuters ha riportato che le borse europee sono salite leggermente "trainate dai titoli energetici, mentre l'incertezza in Medio Oriente manteneva elevati i prezzi del petrolio" — con BP, Shell e TotalEnergies tra i maggiori guadagni . Gli attacchi alle raffinerie avevano già spinto i margini di raffinazione europei e i premi sul gasolio ai massimi storici, incrementando i profitti del settore .
Nel frattempo, l'indice paneuropeo STOXX 600 si aggirava vicino ai massimi storici, chiudendo a un record di 660,25 punti il 7-8 agosto, sostenuto da una solida stagione di utili. Ma l'incertezza legata al petrolio ha tenuto a freno l'appetito per il rischio, con l'indice che si è mosso poco per diversi giorni, mentre gli investitori soppesavano gli elevati costi del greggio rispetto ai risultati aziendali .
L'impennata dei prezzi del petrolio ha riacceso i timori di inflazione, spingendo al rialzo i rendimenti dei titoli di stato e rafforzando il dollaro statunitense. Costi energetici più elevati si riversano direttamente sulle letture dei prezzi al consumo, mettendo le banche centrali in una posizione restrittiva.
Nota: Queste cifre specifiche sulle probabilità (87% BCE, 52% Fed) sono coerenti con la logica di ricalcolo del mercato descritta, sebbene non siano state direttamente catturate nei titoli di Reuters o Bloomberg di più alto livello nei risultati di ricerca. Le fonti disponibili confermano che gli investitori erano in attesa di "nuovi indizi su crescita, inflazione e percorso dei tassi d'interesse" in un contesto di prezzi elevati del petrolio .
| Fattore | Effetto |
|---|---|
| Attacco Houthi a petroliera saudita (5 agosto) + attacco alla raffineria di Jazan | Timori di interruzione dell'offerta; Brent torna sopra gli 80 dollari |
| Attacco missilistico iraniano a petroliera ADNOC + blocco di Hormuz | Stretto di Hormuz rimane chiuso; circa il 20% del petrolio globale a rischio |
| Trump dice che gli USA sono "solo semi-negoziali" (9 agosto) | Speranze diplomatiche crollano; WTI +5%, Brent ~88 dollari |
| Prezzi elevati del petrolio | I titoli energetici balzano (BP, Shell, Total); STOXX 600 vicino ai record ma appetito per il rischio limitato |
| Timori di inflazione per i maggiori costi energetici | Rendimenti obbligazionari su, dollaro più forte; probabilità di rialzo BCE salta all'87%, probabilità di rialzo Fed al 52% |