Israele e Stati Uniti hanno posto il veto sull'inclusione della Francia nella shortlist dei candidati alla verifica . La notizia è significativa: Parigi era stata coinvolta nei tavoli diplomatici sul disarmo di Hezbollah già a fine 2025, insieme ad Arabia Saudita e Stati Uniti . Un funzionario libanese e due diplomatici stranieri hanno confermato il veto all'agenzia Reuters . Le ragioni ufficiali non sono state dettagliate, ma secondo alcuni analisti Israele ritiene la diplomazia francese troppo accomodante verso fazioni legate a gruppi armati .
Il Libano ha respinto la proposta di affidare il ruolo di verifica a società private di sicurezza . La shortlist è composta esclusivamente da Stati che potrebbero inviare personale militare, non contractor privati . Una fonte libanese ha definito l'approccio statale una condizione necessaria per l'accettazione .
Hezbollah non è parte dell'accordo e ha rifiutato di deporre le armi . Al Jazeera ha riportato che le due parti restano divise sulla questione, con un alto funzionario libanese che ha dichiarato che la sessione romana difficilmente produrrà ulteriori progressi su questo punto centrale . La posizione di Hezbollah è l'ostacolo principale lungo tutto il percorso negoziale .
Resta irrisolta la cornice per ospitare le future truppe di verifica . Non è stato ancora chiarito se opereranno sotto il mandato dell'UNIFIL (la forza di peacekeeping dell'ONU in Libano) o come forza separata, né come verranno alloggiate . Un funzionario libanese ha indicato che inserire la forza sotto l'UNIFIL richiederebbe una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, dato che il mandato dell'UNIFIL scade alla fine del 2026 .
Le parti non hanno concordato la prossima zona da cui le forze israeliane dovrebbero ritirarsi . Sebbene l'accordo quadro del 26 giugno e i colloqui di luglio 2026 abbiano stabilito il concetto di "zone pilota" per un ritiro graduale legato al disarmo , i negoziati sull'area specifica per il prossimo arretramento sono in stallo . Una fonte della presidenza libanese ha detto all'AFP che Israele ha rifiutato di ritirarsi da altre aree a meno che l'esercito libanese non abbia il pieno controllo delle prime due zone pilota .
Un ulteriore round di colloqui è previsto per l'inizio di settembre 2026 , anche se non è stata confermata una data esatta. I negoziati continueranno con ogni probabilità all'ambasciata USA a Roma , con l'obiettivo di fare progressi sui nodi irrisolti: il quadro della forza di verifica, la prossima zona di ritiro e, soprattutto, il disarmo di Hezbollah .