I punti chiave:
Le prove rimangono indirette, ma i modelli computerizzati supportano l'ipotesi che il calore dell'interno di Plutone sciolga il ghiaccio di azoto alla base del ghiacciaio, dove si accumula in serbatoi pressurizzati prima di eruttare in superficie .
Uno studio separato guidato da Amanda Sickafoose (Planetary Science Institute), anch'esso pubblicato nell'agosto 2026 su The Planetary Science Journal, riporta il primo declino osservato della pressione atmosferica di Plutone dalla scoperta della sua atmosfera nel 1988 .
Gli scienziati avevano previsto questo congelamento già nel 1996, ma lo studio del 2026 fornisce la prima conferma osservativa che il processo è iniziato seriamente .
Nel loro insieme, i risultati del 2026 dipingono l'immagine di un Plutone che sta contemporaneamente perdendo la sua atmosfera mentre si raffredda e mantiene attività geologica tramite serbatoi sotterranei che occasionalmente rilasciano azoto liquido sulla superficie. Le striature scure su Sputnik Planitia potrebbero essere luoghi in cui l'azoto liquido ha recentemente raggiunto e attraversato la superficie, mentre i dati di occultazione confermano che l'atmosfera a quote più elevate ha già iniziato a diradarsi significativamente .
Entrambe le scoperte sono state pubblicate su The Planetary Science Journal e si basano su dati raccolti anni prima — le immagini di New Horizons del 2015 e le misurazioni di occultazione che coprono il periodo 2017–2023. Il fatto che scoperte così drammatiche emergano ancora da un unico sorvolo e da osservazioni da terra sottolinea quanto Plutone continui a sorprenderci.
Come ha detto un ricercatore: "Plutone non smette mai di sorprenderci" — e gli studi del 2026 confermano che il pianeta nano rimane uno dei mondi più dinamici ed enigmatici del nostro sistema solare.