Banca del Giappone, il board si spacca sui tassi: falchi chiedono rialzi più rapidi
Almeno tre dei nove membri del board della Banca del Giappone (BoJ) hanno chiesto un aumento dei tassi «senza indugio» o un'accelerazione del ritmo, segnalando una spaccatura netta sulla strategia di politica monetaria. Il board ha votato 8 1 per mantenere il tasso all'1%, con il membro Hajime Takata che ha dissenti...
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Almeno tre dei nove membri del board della Banca del Giappone (BoJ) hanno chiesto un aumento dei tassi «senza indugio» o un'accelerazione del ritmo, segnalando una spaccatura netta sulla strategia di politica monetaria.
Il board ha votato 8 1 per mantenere il tasso all'1%, con il membro Hajime Takata che ha dissentito proponendo un rialzo all'1,25%.
L'inflazione core (CPI escluse le voci fresche) è vista salire «chiaramente sopra il 2%» dalla seconda metà dell'anno fiscale 2026, con rischi al rialzo legati a salari, energia e domanda di semiconduttori per l'AI.
Il prezzo del petrolio, sceso dai picchi precedenti, resta un fattore a doppio taglio: potrebbe frenare l'inflazione a breve, ma un'eventuale impennata legata alle tensioni in Medio Oriente la farebbe risalire.
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La Banca del Giappone ha pubblicato il Sommario delle Opinion i (Summary of Opinions) relativo alla riunione di politica monetaria del 30-31 luglio 2026, svelando una netta spaccatura interna sul ritmo dei rialzi dei tassi, segnalando rischi di inflazione al rialzo e un contesto petrolifero contrastante. Il documento ha di fatto rafforzato le attese del mercato per una stretta già a settembre. Ecco i punti chiave.
Divisioni nel board sul ritmo dei rialzi
Tre membri hanno chiesto esplicitamente rialzi più rapidi. Almeno tre dei nove componenti del board hanno sostenuto che la BoJ potrebbe alzare i tassi «senza indugio» o accelerare il passo, citando i crescenti rischi inflazionistici .
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Almeno tre dei nove membri del board della Banca del Giappone (BoJ) hanno chiesto un aumento dei tassi «senza indugio» o un'accelerazione del ritmo, segnalando una spaccatura netta sulla strategia di politica monetaria.
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Almeno tre dei nove membri del board della Banca del Giappone (BoJ) hanno chiesto un aumento dei tassi «senza indugio» o un'accelerazione del ritmo, segnalando una spaccatura netta sulla strategia di politica monetaria. Il board ha votato 8 1 per mantenere il tasso all'1%, con il membro Hajime Takata che ha dissentito proponendo un rialzo all'1,25%.
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L'inflazione core (CPI escluse le voci fresche) è vista salire «chiaramente sopra il 2%» dalla seconda metà dell'anno fiscale 2026, con rischi al rialzo legati a salari, energia e domanda di semiconduttori per l'AI.
Dissenso sul voto finale. Il board ha votato 8-1 per mantenere il tasso di policy all'1%, con il membro Hajime Takata in dissenso: ha proposto un rialzo all'1,25% .
Esiste anche una fazione cauta. Alcuni membri hanno ritenuto opportuno attendere e valutare l'impatto dell'ultimo rialzo prima di agire di nuovo, creando un vero e proprio tiro alla fune interno .
Un membro ha paventato la possibilità di rialzi «più veloci del previsto», sfidando direttamente le attese del mercato che davano per scontato un ritmo graduale .
Prospettive su inflazione e petrolio
Il rischio di inflazione al rialzo è stato il tema centrale. Molti membri hanno sottolineato che l'inflazione core (CPI) si stava avvicinando al 2% e che bisognava prestare maggiore attenzione ai rischi al rialzo dei prezzi, con un membro che ha avvertito che l'inflazione potrebbe «superare» il target .
Il Rapporto sulle Prospettive (Outlook Report) di luglio prevede che il CPI core (esclusi gli alimentari freschi) salga «chiaramente sopra il 2%» a partire dalla seconda metà dell'anno fiscale 2026, per poi ridursi verso il 2% in seguito, trainato dalla trasmissione dei salari e dai costi energetici .
Il prezzo del petrolio è un fattore a doppio taglio. Il greggio è calato rispetto ai picchi precedenti, portando la BoJ a ridurre leggermente le previsioni di inflazione a breve termine in alcuni scenari . Tuttavia, la banca ha avvertito che una nuova impennata del petrolio — aggravata dall'incertezza in Medio Oriente — farebbe salire i prezzi all'importazione giapponesi e l'inflazione, rafforzando la tesi dei falchi .
L'attenzione del board si è spostata dal «raggiungimento dell'inflazione al 2%» alla «gestione del rischio di overshoot» oltre il 2% .
Le conseguenze sui prezzi di mercato
Le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre sono aumentate notevolmente. Reuters e Bloomberg hanno riportato che il Sommario delle Opinion i ha direttamente «rafforzato il caso per un rialzo a settembre», con un «crescente coro» di voci falche che ha spostato il sentiment .
I sondaggi tra gli economisti propendono per un'azione a breve. Un sondaggio Reuters su 87 economisti, condotto dal 13 al 21 luglio, ha rilevato che il 95% (83 su 87) si aspetta un altro rialzo entro fine anno, con molti che indicavano ottobre come data più probabile — ma il Sommario ha spinto le attese ancora più avanti, verso settembre .
«Settembre o ottobre» è diventato lo scenario di base. Fonti vicine alla BoJ hanno detto a Reuters che dopo la pubblicazione del documento «è chiaro che la BoJ alzerà i tassi a settembre o ad ottobre» .
La pricing implicita del mercato si è mossa. L'opinione esplicita secondo cui «il ritmo dei rialzi potrebbe essere più veloce di quanto il mercato si aspetti» è stato descritto come il segnale più negoziabile del Sommario, a sostegno di uno yen più forte e di rendimenti JGB più elevati se quella fazione dovesse prevalere .
La dichiarazione post-riunione della BoJ aveva già segnalato che le future discussioni di politica si sarebbero concentrate sui rischi di prezzo al rialzo, preannunciando una mossa già a settembre — e il Sommario ha rafforzato quel segnale con maggiori dettagli sulle divisioni interne .
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