L'Aie ha definito la perturbazione come il più grande shock di offerta petrolifera della storia, con effetti a cascata su produzione, transito e scorte . Nel suo rapporto mensile di marzo, l'Aie ha riportato che l'offerta globale di petrolio è crollata di 10,1 milioni di barili al giorno rispetto al mese precedente, attestandosi a 97 milioni di barili al giorno a marzo — il calo mensile più grande mai registrato. La sola produzione dell'OPEC+ è scesa di 9,4 milioni di barili al giorno, a 42,4 milioni . L'Aie ha inoltre rilevato che i produttori del Golfo avevano perso circa 14 milioni di barili al giorno di produzione entro giugno 2026, con gli incrementi non-OPEC delle Americhe solo parzialmente in grado di compensare le perdite .
L'offerta globale di petrolio è ora prevista in calo di 3,9 milioni di barili al giorno rispetto alla domanda nel 2026, poiché il conflitto prosciuga le scorte a un "ritmo senza precedenti" . L'Aie ha messo in guardia da "scorte criticamente basse" prima del picco della domanda estiva, sottolineando che i rilasci di emergenza sono una soluzione temporanea, non un rimedio per una reale carenza di offerta . L'agenzia ha inoltre rivisto le previsioni precedenti, proiettando ora una contrazione della domanda, poiché lo shock dei prezzi frena i consumi .
Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso dal 28 febbraio 2026, interrompendo quasi il 20% delle forniture globali di petrolio e gas . Gli Stati Uniti hanno inizialmente imposto un blocco navale dei porti iraniani da metà aprile a fine maggio 2026, bloccando circa 2 milioni di barili al giorno di greggio iraniano e costringendo il petrolio a stoccaggio galleggiante . Un secondo blocco, più esteso, è stato reimposto nel luglio 2026 dopo il collasso di un cessate il fuoco, coprendo l'intera costa iraniana, tutti i porti e i terminal petroliferi, nonché tutte le navi a prescindere dalla bandiera . Il primo giorno del rinnovato blocco, solo nove navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e un aereo statunitense ha disabilitato una petroliera diretta all'isola di Kharg, il più grande terminal di esportazione iraniano .
Il petrolio è balzato oltre i 100 dollari al barile all'inizio di marzo 2026, per la prima volta dal 2022. I prezzi sono saliti del 9% fino a un massimo mensile a luglio 2026, dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato il rinnovato blocco navale totale della costa e dei porti iraniani . L'Aie ha avvertito che, anche in caso di cessate il fuoco, potrebbero essere necessarie settimane o mesi per ripristinare la produzione e le rotte marittime, e che il mondo si trova ad affrontare un vero e proprio deficit di offerta, non solo un'impennata dei prezzi guidata dalla paura .