Diversi media e analisti collegano questa scelta a un aumento delle preoccupazioni per la sicurezza personale del presidente dopo il presunto attacco con droni alla sua residenza di Valdaj, nella regione di Novgorod, nel dicembre 2025. Il Cremlino, tuttavia, non ha confermato pubblicamente che sia questa la ragione del cambiamento.
Secondo il media indipendente russo Agentstvo, citato il 7 agosto 2026, Putin ha ricominciato a visitare le regioni del Paese dopo una lunga pausa. Quattro delle prime cinque tappe del nuovo itinerario si trovano oltre gli Urali, in Siberia o nell’Estremo Oriente; soltanto una è nella Russia europea .
La quinta visita, non ancora annunciata ufficialmente dal Cremlino, dovrebbe essere a Novosibirsk. Le date restano da confermare, ma tra gli appuntamenti ipotizzati figurano l’apertura del complesso scientifico SKIF e una visita al campus universitario locale .
La pausa era stata particolarmente evidente. Tra gennaio e maggio 2026 Putin aveva lasciato ufficialmente Mosca soltanto due volte, e in entrambi i casi aveva raggiunto una delle sue residenze . La precedente visita regionale risaliva invece a Samara, nel novembre 2025 .
L’unica tappa nella Russia europea del nuovo ciclo è stata Kazan, capitale del Tatarstan e importante centro del distretto federale del Volga.
Putin è arrivato in città il 17 giugno 2026 per partecipare al vertice Russia-ASEAN, in programma su due giorni. Secondo Meduza, si è trattato del suo primo viaggio al di fuori di Mosca e San Pietroburgo in sette mesi . Durante la visita sono state adottate misure di sicurezza particolarmente rigide .
Mosca, San Pietroburgo e Valdaj costituiscono un caso diverso: sono località dove Putin dispone di residenze fortificate, circostanza che potrebbe spiegare perché continuino a comparire tra le sue destinazioni .
Il 29 dicembre 2025 il ministero degli Esteri russo accusò l’Ucraina di aver lanciato durante la notte un attacco massiccio contro la residenza di Putin a Valdaj, sostenendo che fossero coinvolti 91 droni . In seguito il ministero della Difesa russo diffuse un video che avrebbe mostrato un drone abbattuto, presentandolo come elemento a sostegno della propria versione .
L’accusa è però rimasta fortemente contestata:
I resoconti pubblicati il 7 agosto 2026 descrivono esplicitamente l’allontanamento di Putin dalle regioni europee russe come una conseguenza degli attacchi con droni . Altri media riferiscono che il presidente sta scegliendo destinazioni considerate fuori dalla portata dei droni ucraini .
Il dato più significativo è la coincidenza temporale: dopo l’incidente di Valdaj, Putin ha ripreso i viaggi regionali privilegiando quasi esclusivamente Siberia ed Estremo Oriente e lasciando ai margini le aree europee regolarmente raggiunte dai droni. Questa sequenza suggerisce che la sicurezza personale possa essere diventata un criterio centrale nella pianificazione degli spostamenti, anche se non esiste una conferma ufficiale di questa motivazione.
Che rifletta un rischio reale, una scelta precauzionale o anche un messaggio politico, il nuovo itinerario rappresenta un limite operativo per la presidenza russa. Gli impegni nelle regioni più vulnerabili possono essere rinviati, trasferiti o sostituiti da visite in aree ritenute più sicure.
La tendenza mostra inoltre come la campagna ucraina di attacchi con droni a lunga distanza, sempre più capace di raggiungere il territorio russo in profondità, possa influenzare le decisioni del Cremlino ai massimi livelli .