Anche il free cash flow, cioè la liquidità generata dopo gli investimenti operativi, è risultato superiore alle attese: 19,6 miliardi di dollari nel trimestre contro una previsione di 13,44 miliardi. Il dato resta però in calo del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente .
Il motore principale della trimestrale è stato Azure, la piattaforma cloud di Microsoft. I ricavi sono aumentati del 43% nel quarto trimestre, accelerando rispetto al 41% del trimestre precedente e superando le aspettative degli analisti, ferme a circa il 40% .
Per la prima volta, Azure ha inoltre superato i 100 miliardi di dollari di ricavi annuali nel FY2026, con una crescita del 41% sull’intero esercizio . Il risultato conferma il ruolo del cloud come perno della strategia AI di Microsoft: i clienti acquistano capacità di calcolo, servizi per i modelli generativi e applicazioni integrate negli strumenti aziendali.
Il business AI della società viaggia ora a un ritmo annualizzato di circa 37 miliardi di dollari, in crescita del 123% rispetto all’anno precedente . Anche Copilot, l’assistente AI integrato nell’ecosistema Microsoft, ha superato i 20 milioni di abbonamenti a pagamento, contro i 15 milioni del trimestre precedente .
La società ha sottolineato che la domanda di capacità di calcolo Azure dedicata all’AI resta superiore all’infrastruttura disponibile . In altre parole, il limite attuale non sarebbe la mancanza di clienti, ma la velocità con cui Microsoft riesce a costruire e rendere operativi nuovi data center e sistemi di calcolo.
Per il nuovo esercizio fiscale, la dirigenza prevede una crescita a doppia cifra sia dei ricavi sia del risultato operativo . Le indicazioni più rilevanti riguardano il primo trimestre:
Microsoft si aspetta inoltre una contrazione dei margini lordi dovuta al cambiamento del mix: l’infrastruttura AI ha inizialmente margini inferiori rispetto al software. Le spese operative dovrebbero invece crescere soltanto a una cifra medio-alta, mentre il numero dei dipendenti è atteso in diminuzione . Un cambiamento contabile, che estende da 15 a 25 anni la vita utile di uffici e data center, dovrebbe compensare in parte la pressione sui margini .
Il principale punto interrogativo riguarda la dipendenza da OpenAI. Nuove informazioni indicano che circa il 70% dei 24,1 miliardi di dollari di ricavi AI di Microsoft nel FY2026 deriverebbe dalla partnership con la società che ha sviluppato ChatGPT .
La relazione ha vantaggi evidenti: Microsoft fornisce capacità di calcolo attraverso Azure, mentre OpenAI contribuisce con modelli e domanda infrastrutturale. Ma una concentrazione così elevata espone Microsoft a un rischio specifico: un rallentamento, una ristrutturazione o una modifica sostanziale dell’accordo potrebbe incidere direttamente sulla narrativa di crescita dell’AI.
Il tema si estende anche agli impegni futuri. In precedenza era emerso che OpenAI rappresentava circa il 45% dei 625 miliardi di dollari di obbligazioni commerciali residue di Microsoft, cioè ricavi già contrattualizzati ma non ancora contabilizzati . Gli analisti temono che eventuali difficoltà di OpenAI nel mantenere i propri impegni possano ridurre il valore percepito di una parte consistente del portafoglio futuro.
La stessa OpenAI ha indicato la propria dipendenza da Microsoft per finanziamenti e risorse di calcolo come un rischio in un documento simile a un prospetto per una possibile quotazione. La dipendenza, quindi, opera in entrambe le direzioni: OpenAI ha bisogno di Microsoft, ma Microsoft ha costruito una parte importante della propria storia sull’AI attorno a OpenAI .
La seconda grande preoccupazione è il ritmo della spesa. In un trimestre precedente, gli investimenti in conto capitale erano aumentati del 66%, raggiungendo 37,5 miliardi di dollari . La previsione di 255-260 miliardi per il FY2027 alimenta l’impressione, tra alcuni analisti, di una spesa senza un limite chiaramente visibile .
Il problema non è soltanto quanto Microsoft investe, ma quanto rapidamente questi investimenti si trasformano in ricavi e rendimenti. I nuovi data center richiedono esborsi iniziali enormi, mentre la monetizzazione dei servizi AI può richiedere tempo. Se la crescita dei ricavi non tenesse il passo con l’espansione dell’infrastruttura, la pressione potrebbe farsi sentire sul free cash flow e sul ritorno sul capitale investito .
Il fatto che la domanda di Azure AI superi la capacità disponibile è un segnale positivo, ma non risolve da solo il problema economico. Microsoft deve continuare a costruire infrastrutture, assicurarsi chip e alimentazione elettrica e trasformare la capacità aggiuntiva in contratti profittevoli.
Gli analisti si chiedono quindi se la crescita dei ricavi AI possa mantenere il ritmo necessario per giustificare l’entità degli investimenti . Il successo della strategia non dipenderà soltanto dal vendere più capacità, ma anche dal farlo con margini e ritorni sufficienti.
Microsoft deve inoltre fare i conti con la pressione di Google Cloud e AWS, che stanno investendo a loro volta somme ingenti nell’intelligenza artificiale. Una maggiore concorrenza potrebbe spingere i prezzi verso il basso o rendere più costoso conquistare i clienti.
Sul fronte istituzionale, le autorità britanniche ed europee stanno esaminando il legame tra Microsoft e OpenAI . Eventuali modifiche imposte alla struttura della partnership potrebbero creare un vuoto nei ricavi o rendere più complessa l’integrazione tra modelli, cloud e prodotti aziendali.
Infine, il passaggio verso l’infrastruttura AI tende a comprimere i margini iniziali rispetto al software tradizionale. Microsoft deve dunque dimostrare che la crescita di Azure e dei servizi AI potrà compensare nel tempo l’aumento dei costi, la dipendenza da OpenAI e l’enorme fabbisogno di capitale.
La trimestrale FY2026 mostra una Microsoft in piena accelerazione: ricavi record, Azure oltre i 100 miliardi annuali e un business AI che cresce a tre cifre. Le indicazioni per il FY2027 confermano che la domanda resta robusta.
Ma il prossimo capitolo sarà giudicato meno sui ricavi e più sulla qualità della crescita. Gli investitori dovranno capire se Microsoft riuscirà a diversificare la monetizzazione dell’AI, ridurre la concentrazione su OpenAI e ottenere ritorni adeguati da una spesa in conto capitale destinata a salire ancora. È qui che si giocherà la differenza tra una leadership tecnologica duratura e una scommessa infrastrutturale molto costosa.