I punti principali sono:
L’interesse preliminare è già significativo: una precedente manifestazione non vincolante ha raccolto 76 candidature relative a 60 siti in 16 Stati membri .
L’idea non è soltanto costruire nuovi data center. Per le aziende che sviluppano modelli di IA, la disponibilità di acceleratori e supercomputer è una risorsa strategica: senza capacità sufficiente, addestrare sistemi competitivi può diventare costoso, lento o dipendere da fornitori esterni.
Le Gigafactories affrontano il problema dell’infrastruttura. Il Scaleup Europe Fund interviene invece sul finanziamento delle aziende già avviate.
Il cosiddetto scaleup gap indica la difficoltà, per molte imprese europee ad alta crescita, di trovare grandi round di capitale paziente nelle fasi successive alla Serie A. Quando devono espandersi sui mercati internazionali, costruire impianti o sostenere anni di ricerca, alcune sono spinte a cercare investitori oltreoceano o a trasferire la propria sede negli Stati Uniti .
Il fondo è diventato pienamente operativo il 4 agosto 2026, dopo il completamento degli ultimi passaggi giuridici da parte della Commissione europea . La gestione è stata affidata a EQT AB, società svedese di private equity selezionata dopo una procedura competitiva che comprendeva, tra gli altri, operatori come Atomico ed Eurazeo .
Il veicolo presenta queste caratteristiche:
Il fondo ha inoltre mostrato rapidamente la propria intenzione di investire: il 5 agosto 2026 è stato annunciato il primo investimento, destinato alla startup finlandese di satelliti ICEYE .
Le due misure agiscono su due colli di bottiglia diversi ma collegati.
Una startup europea di IA potrebbe utilizzare una Gigafactory per addestrare i propri modelli su capacità di calcolo europea e, in seguito, rivolgersi al Scaleup Europe Fund per finanziare l’espansione internazionale. L’obiettivo è rendere possibile l’intero percorso — dalla ricerca alla crescita — senza dover spostare attività, proprietà intellettuale o sede fuori dal continente.
La sovrapposizione tra i due programmi è più evidente nei settori dell’IA, del calcolo quantistico e della tecnologia avanzata. Le Gigafactories forniscono la base fisica; il fondo offre il capitale necessario per trasformare la ricerca e i primi prodotti in aziende di dimensione globale.
Nel complesso, il piano delle Gigafactories mira a mobilitare circa 30 miliardi di euro tra risorse pubbliche e private . A questi si aggiunge il target da 5 miliardi di euro del fondo per le scaleup .
La sfida, ora, sarà trasformare gli annunci in capacità effettiva: costruire rapidamente le infrastrutture, garantire loro accesso competitivo e far sì che il capitale raggiunga un numero sufficiente di aziende. Se riuscirà nell’intento, l’UE non avrà soltanto più startup, ma anche maggiori possibilità di trattenerle quando arriverà il momento di crescere.