La data scelta si colloca tra le richieste delle parti: Paramount Skydance avrebbe preferito un processo a novembre, mentre il procuratore generale della California Rob Bonta e gli altri Stati coinvolti avevano chiesto di iniziare nell’aprile 2027 . Il risultato è un nuovo periodo di incertezza di almeno sette mesi per un’operazione valutata circa 110 miliardi di dollari .
Il calendario giudiziario pesa direttamente sui conti di Paramount Skydance. Se l’operazione non sarà conclusa entro il 30 settembre 2026, dal 1° ottobre dovrebbe scattare un “ticking fee”, cioè un compenso riconosciuto agli azionisti di Warner Bros. Discovery per ogni giorno di ritardo. L’importo è di circa 7 milioni di dollari al giorno, sulla base di un meccanismo da 0,25 dollari per azione su base trimestrale .
Con un processo fissato a marzo e una decisione attesa probabilmente alcune settimane dopo la fine del dibattimento, il solo ticking fee potrebbe superare 1,18 miliardi di dollari prima dell’eventuale chiusura dell’accordo . L’avvocato di Paramount, Jeffrey Kessler, ha dichiarato alla giudice che l’azienda subirebbe “danni molto gravi” a causa dell’accumulo del costo . Un ritardo di sei mesi, secondo quanto riferito in tribunale, porterebbe il conto a circa 1,3 miliardi di dollari .
C’è poi una seconda scadenza, ancora più pesante. Se l’acquisizione non sarà completata entro il 4 giugno 2027, l’amministratore delegato di WBD David Zaslav potrebbe sciogliere il contratto e chiedere a Paramount una penale regolamentare da 7 miliardi di dollari . Paramount ha inoltre accettato di non chiudere l’operazione prima del giugno 2027, o prima di cinque giorni dalla conclusione del processo: il margine per eventuali ritardi è quindi estremamente ridotto .
Guidata dalla California, la coalizione comprende Arizona, Colorado, Connecticut, Massachusetts, Minnesota, Nevada, New Jersey, Nuovo Messico, New York, Oregon e Washington. Gli Stati sostengono che la fusione potrebbe:
Secondo l’accusa, la combinazione di due grandi gruppi dell’intrattenimento potrebbe tradursi in meno alternative per il pubblico e in una posizione negoziale più forte nei confronti di esercenti, distributori e altri operatori del settore .
Il 14 luglio 2026, le sezioni East e West della WGA hanno presentato una causa autonoma. Il sindacato sostiene che l’unione di due dei maggiori studi di Hollywood violerebbe la normativa antitrust federale e ridurrebbe il numero di acquirenti in competizione per il lavoro creativo .
Le principali preoccupazioni riguardano:
La denuncia della WGA quantifica anche la concentrazione già presente nel mercato: tra il 2021 e il 2024, Paramount e Warner Bros. Discovery avrebbero rappresentato insieme il 35% dei lavori di scrittura cinematografica; tra il 2022 e il 2025, il 36% dei progetti televisivi; e, considerando tutti gli accordi degli sceneggiatori, il 38% del totale del settore .
Il Dipartimento di Giustizia statunitense, attraverso la sua Antitrust Division, ha chiuso l’indagine sull’operazione il 12 giugno 2026, dopo una revisione durata otto mesi e basata sull’esame di oltre due milioni di documenti .
L’agenzia ha concluso che la transazione “probabilmente non causerà danni alla concorrenza o ai consumatori americani” . Il via libera è arrivato senza obblighi di cessione di attività, rimedi comportamentali o altre concessioni: si tratta quindi di un’autorizzazione incondizionata .
Questo, tuttavia, non impedisce ai procuratori generali degli Stati di portare avanti la causa in tribunale. Il processo di marzo rappresenta dunque un fronte giudiziario distinto rispetto all’esame già concluso dal governo federale.
Per quanto riguarda il Regno Unito, le fonti disponibili non chiariscono lo stato dell’eventuale approvazione da parte della Competition and Markets Authority (CMA), l’autorità britannica per la concorrenza. Alcune informazioni indicano soltanto che l’operazione attende ancora conferme da parte delle autorità di regolamentazione, senza specificare l’esito del procedimento CMA . Questo resta quindi un elemento non documentato in modo sufficiente.
La fissazione del processo crea una sovrapposizione potenzialmente esplosiva tra calendario giudiziario e obblighi finanziari. Da ottobre 2026 Paramount potrebbe iniziare a pagare circa 7 milioni di dollari ogni giorno, mentre il 4 giugno 2027 rappresenta la scadenza oltre la quale potrebbe scattare la penale da 7 miliardi.
Se il dibattimento terminerà nella seconda metà di marzo, la decisione potrebbe arrivare tra la fine di marzo e aprile. In teoria resterebbero circa tre mesi per completare l’operazione prima della scadenza di giugno. Ma una proroga del processo, una decisione post-trial particolarmente lunga o un eventuale appello potrebbero restringere ulteriormente questo spazio.
Il rischio è quindi duplice: Paramount potrebbe dover sostenere circa 1,18 miliardi di dollari di ticking fee solo per mantenere in vita l’accordo e, se l’operazione dovesse saltare, affrontare anche la penale regolamentare da 7 miliardi di dollari . La data fissata dalla giudice non blocca ancora definitivamente la fusione, ma rende il suo esito sempre più dipendente dal ritmo con cui procederà il contenzioso.