Anche la geografia degli investimenti è concentrata. Il Regno Unito è in testa per capitale raccolto, seguito da Francia e Germania . La società londinese di infrastrutture AI Nscale ha raccolto 2,9 miliardi di euro — circa 3,3 miliardi di dollari — nel primo semestre, segnando il più grande accordo del mercato europeo del venture capital .
Otto aziende europee hanno inoltre chiuso round azionari da almeno 1 miliardo di dollari, un nuovo record per le operazioni di questa scala nel continente .
Il contesto generale, però, ridimensiona l’entusiasmo. Le startup europee di tutti i settori hanno raccolto circa 42 miliardi di dollari nel primo semestre, il 50% in più su base annua, ma ancora molto meno dei 60 miliardi del primo semestre 2021. Il confronto con il Nord America è ancora più netto: nella regione sono stati raccolti 392 miliardi di dollari .
In altre parole, il mercato europeo sta scommettendo con decisione su pochi vincitori dell’AI, invece di distribuire la crescita su una base più ampia di imprese.
L’afflusso record verso l’AI non risolve una debolezza strutturale dell’Europa: la scarsità di capitale per le aziende che hanno superato la fase iniziale e devono espandersi rapidamente.
La Commissione europea ha individuato da tempo un divario nei finanziamenti late stage, cioè nelle risorse necessarie alle startup nella fase di crescita avanzata. Quando questi capitali non sono disponibili, le aziende tecnologiche più promettenti possono essere spinte a trasferirsi all’estero o a vendere prematuramente .
Per affrontare il problema, l’Unione europea ha lanciato lo Scaleup Europe Fund, un fondo per la crescita e la fase avanzata con un obiettivo di 5 miliardi di euro. Il veicolo è destinato alle aziende deep tech — tecnologie ad alta intensità di ricerca e sviluppo — attive in settori strategici come intelligenza artificiale, calcolo quantistico, semiconduttori, robotica, energia e spazio .
Dopo una selezione competitiva che ha coinvolto società come Atomico ed Eurazeo, il consiglio del Fondo del Consiglio europeo per l’innovazione ha scelto la società svedese di private equity EQT come gestore .
La Commissione ha completato gli ultimi passaggi legali nell’agosto 2026 e il fondo ha già effettuato il primo investimento: nella startup spaziale finlandese ICEYE . L’obiettivo dichiarato è fare in modo che le scaleup europee possano crescere in Europa, invece di dover cercare all’estero i capitali necessari per competere su scala globale.
Il record dell’AI non ha cancellato le disparità nella raccolta. Le startup AI con almeno una fondatrice hanno rappresentato il 18% degli accordi conclusi dal 2023, ma hanno ricevuto soltanto il 10% del capitale complessivo: una differenza significativa tra il numero di operazioni e il loro valore economico .
Nel più ampio ecosistema tecnologico europeo, i team composti esclusivamente da donne hanno ottenuto circa l’1% di tutti i finanziamenti di venture capital, mentre quelli composti esclusivamente da uomini ne hanno raccolto circa il 90% .
Anche la diversità etnica resta fortemente sbilanciata: secondo il rapporto State of European Tech di Atomico, realizzato in collaborazione con Extend Ventures, solo l’11% del capitale investito è andato a team fondatori o dirigenti appartenenti a minoranze etniche .
Un’analisi PitchBook pubblicata a marzo 2026 ha inoltre rilevato che i team guidati da donne hanno ricevuto la quota più bassa di venture capital degli ultimi quasi dieci anni: appena l’1,2% del finanziamento totale. Nel solo comparto AI, la loro quota del valore degli accordi è stata del 12,9% .
I programmi pubblici mirati sembrano però poter cambiare il quadro. Nel portafoglio sostenuto dal Consiglio europeo per l’innovazione, il 30% delle aziende è guidato da donne e il 25% degli investimenti azionari coinvolge fondatrici: percentuali nettamente superiori alle medie storiche del venture capital europeo .
Le startup AI europee hanno raggiunto una scala globale e, per la prima volta, attirano più della metà del venture capital della regione. Ma il dato del primo semestre 2026 descrive un mercato al tempo stesso concentrato, dipendente dai mega-round, carente di capitale per la crescita avanzata e profondamente diseguale.
Lo Scaleup Europe Fund da 5 miliardi di euro è il tentativo più ambizioso dell’Unione europea per trattenere sul continente le aziende tecnologiche più promettenti. La domanda decisiva non è quindi soltanto quanto capitale riuscirà ad attirare l’AI europea, ma quante aziende — e quali fondatori — riusciranno davvero ad accedervi. La capacità di allargare la base del finanziamento, invece di aumentare soltanto le scommesse su pochi nomi, contribuirà a definire il futuro tecnologico dell’Europa nei prossimi anni.