BP non è più una supermajor: la nuova CEO Meg O'Neill ridimensiona le ambizioni e punta sul petrolio
L'11 agosto 2026 la CEO Meg O'Neill ha dichiarato che è 'prudente' smettere di chiamare BP una supermajor, un cambio di rotta significativo per il colosso petrolifero britannico [1]. BP ha riportato un utile netto di 3,91 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, più del doppio rispetto all'anno precedente, tr...
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L'11 agosto 2026 la CEO Meg O'Neill ha dichiarato che è 'prudente' smettere di chiamare BP una supermajor, un cambio di rotta significativo per il colosso petrolifero britannico [1].
BP ha riportato un utile netto di 3,91 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, più del doppio rispetto all'anno precedente, trainato dal conflitto USA Iran che ha fatto schizzare i prezzi di petrolio e gas [4]...
L'utile core (underlying replacement cost profit) è stato di 5,7 miliardi di dollari, il più alto dal 2022 e ben sopra le attese degli analisti [2][4].
O'Neill ha riorganizzato BP in due divisioni (upstream e downstream), eliminato l'unità 'low carbon energy' e tagliato gli investimenti nelle rinnovabili, tornando a focalizzarsi su petrolio e gas [7][9].
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Ecco una panoramica chiara e completa delle ultime notizie su BP, dalla nuova strategia della CEO Meg O'Neill ai risultati finanziari del secondo trimestre 2026.
Il commento sulla fine dell'era 'supermajor'
L'11 agosto 2026, la CEO di BP Meg O'Neill ha dichiarato che è 'prudente' smettere di definire BP una supermajor. Un cambiamento radicale nel modo in cui vuole che gli investitori giudichino la società. Invece di cercare di eguagliare colossi molto più grandi come ExxonMobil e Chevron, O'Neill ha sostenuto che BP dovrebbe essere valutata per quello che è realmente, mentre lavora per invertire anni di sottoperformance .
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L'11 agosto 2026 la CEO Meg O'Neill ha dichiarato che è 'prudente' smettere di chiamare BP una supermajor, un cambio di rotta significativo per il colosso petrolifero britannico [1].
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L'11 agosto 2026 la CEO Meg O'Neill ha dichiarato che è 'prudente' smettere di chiamare BP una supermajor, un cambio di rotta significativo per il colosso petrolifero britannico [1]. BP ha riportato un utile netto di 3,91 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, più del doppio rispetto all'anno precedente, trainato dal conflitto USA Iran che ha fatto schizzare i prezzi di petrolio e gas [4]...
What should I do next in practice?
L'utile core (underlying replacement cost profit) è stato di 5,7 miliardi di dollari, il più alto dal 2022 e ben sopra le attese degli analisti [2][4].
Risultati del secondo trimestre 2026 trainati dal conflitto in Medio Oriente
BP ha pubblicato i risultati del secondo trimestre 2026 l'11 agosto 2026:
Utile core (underlying replacement cost profit): 5,7 miliardi di dollari, il più alto dal 2022 e più del doppio rispetto a 1,62 miliardi di dollari del Q2 2025 . L'utile netto è stato di 3,91 miliardi di dollari .
Cosa lo ha trainato: La guerra USA-Iran (il 'conflitto in Medio Oriente') ha fatto salire bruscamente i prezzi di petrolio e gas. BP ha anche beneficiato di una performance eccezionale del trading e di margini di raffinazione più elevati . Solo le migliori realizzazioni petrolifere hanno incrementato gli utili di 1,8-2,1 miliardi di dollari .
Fattori di compensazione: Il conflitto ha anche interrotto alcune operazioni: la produzione e la lavorazione delle raffinerie sono state colpite da manutenzione programmata e disrupzioni in Medio Oriente. La società ha inoltre segnalato circa 1 miliardo di dollari di svalutazioni (impairment), principalmente legate alle attività di transizione energetica . BP ha anche tagliato le previsioni di produzione e capex .
I cambiamenti strategici di O'Neill da quando è subentrata
O'Neill è diventata il quinto CEO di BP il 1° aprile 2026. Le sue mosse chiave finora:
Ha riorganizzato la società in due divisioni — upstream (produzione di petrolio e gas) e downstream (raffinazione, distribuzione di carburante, vendita al dettaglio) — smantellando la precedente struttura complessa di BP che includeva l'unità separata 'low carbon energy' .
Ha eliminato l'unità di business low-carbon energy, riducendo le rinnovabili alla voce 'altre attività e corporate' .
Ha inasprito la disciplina finanziaria, dicendo agli investitori che la società deve fare 'meno scelte, ma migliori' e stringere la spesa .
Ha rinnovato i vertici esecutivi e rimodellato il team di leadership .
È uscita dal Mare del Nord.
Nel complesso, sta riportando BP al suo core business di petrolio e gas, invertendo gran parte della rapida strategia di transizione green perseguita dal predecessore Bernard Looney .