Il trial è uno studio clinico di fase 1, cioè la prima verifica sull’uomo di un candidato vaccinale. Si svolge in tre centri in Canada, dopo l’autorizzazione di Health Canada, e dovrebbe arruolare circa 80 adulti sani .
I ricercatori valuteranno principalmente:
mRNA-1469 utilizza la stessa piattaforma a RNA messaggero impiegata da Moderna per il vaccino contro il COVID-19. In termini generali, questa tecnologia fornisce alle cellule le istruzioni temporanee per produrre una proteina bersaglio, così da preparare il sistema immunitario a riconoscere il virus. Il candidato si basa inoltre sul precedente lavoro dell’azienda sui filovirus, la famiglia di virus a cui appartiene Ebola .
L’avvio della fase 1 non dimostra ancora che il vaccino sia efficace o pronto per l’uso durante l’epidemia. Per arrivare a un’eventuale autorizzazione serviranno ulteriori studi e dati favorevoli sulla sicurezza e sulla risposta immunitaria.
I primi casi dell’epidemia sono stati segnalati il 14 maggio 2026 nella provincia di Ituri, nella RDC . Il giorno successivo la RDC e l’Uganda hanno dichiarato ufficialmente l’epidemia . Il 17 maggio, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha classificato la situazione come emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC), senza tuttavia considerarla un’emergenza pandemica .
Secondo l’aggiornamento dell’OMS al 30 luglio 2026, nella RDC risultavano:
Sono stati segnalati casi anche in Uganda e nei Paesi vicini . La trasmissione ha raggiunto più zone sanitarie e province, mentre la settimana epidemiologica conclusa a fine luglio ha registrato i numeri settimanali più elevati dall’inizio dell’epidemia: 567 casi e 296 decessi .
L’epidemia del 2014-2016 in Africa occidentale, causata dal virus Ebola Zaire, fu molto più ampia: circa 28.600 casi e 11.300 morti. L’attuale epidemia da Bundibugyo è quindi più contenuta in termini assoluti, ma è già considerata la seconda più grande epidemia di Ebola mai registrata .
La differenza tra i ceppi è decisiva per la risposta sanitaria. I vaccini e i trattamenti autorizzati esistenti sono stati sviluppati per il virus Zaire e non sono approvati per la malattia causata dal virus Bundibugyo. Per questo l’epidemia si è trovata senza contromisure specifiche già disponibili .
La Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), organizzazione internazionale che finanzia lo sviluppo di vaccini contro potenziali epidemie, ha destinato fino a 50 milioni di dollari al programma mRNA-1469 .
Il finanziamento copre lo sviluppo preclinico, lo studio di fase 1, la produzione e, se i primi risultati saranno positivi, il possibile passaggio a studi clinici più avanzati .
Il sostegno a Moderna fa parte di uno stanziamento CEPI complessivo di circa 60 milioni di dollari per tre candidati sviluppati da Moderna, Università di Oxford e International AIDS Vaccine Initiative (IAVI) .
Nel caso di un’eventuale approvazione, Moderna ha dichiarato che renderà disponibili almeno 500.000 dosi a prezzi di accesso per i Paesi a reddito basso e medio. L’azienda si è inoltre impegnata a fornire dosi alla RDC e agli altri Paesi colpiti nell’ambito della risposta all’epidemia .
Si tratta di impegni condizionati all’approvazione del vaccino: mRNA-1469 è ancora un prodotto sperimentale e non può essere considerato una soluzione immediatamente disponibile per le comunità colpite.
Moderna non è stata la prima azienda a portare un candidato contro il Bundibugyo sull’uomo. L’Università di Oxford ha avviato il 13 luglio 2026 il trial di fase 1 BD-Ebov del vaccino ChAdOx1 BDBV . Il primo volontario è stato vaccinato il 24 luglio .
Lo studio si svolge presso l’Oxford Vaccine Group, nel Regno Unito, e prevede il coinvolgimento di 50 adulti sani tra 18 e 55 anni . Il candidato utilizza la piattaforma a vettore virale ChAdOx1, la stessa tecnologia alla base del vaccino Oxford-AstraZeneca contro il COVID-19 .
| Caratteristica | Moderna: mRNA-1469 | Oxford: ChAdOx1 BDBV |
|---|---|---|
| Nome dello studio | Trial di fase 1 di mRNA-1469 | Trial BD-Ebov |
| Sede | Tre centri in Canada | Oxford, Regno Unito |
| Piattaforma | mRNA veicolato da nanoparticelle lipidiche | Vettore adenovirale di scimpanzé ChAdOx1 |
| Prima dose nell’uomo | 4 agosto 2026 | 24 luglio 2026 |
| Annuncio dell’avvio | 4 agosto 2026 | 13 luglio 2026 |
| Dimensione prevista | Circa 80 adulti | 50 adulti |
| Supporto CEPI | Fino a 50 milioni di dollari | Parte dello stanziamento CEPI complessivo di circa 60 milioni |
| Partner produttivo | Produzione interna di Moderna | Serum Institute of India |
| Passaggi successivi | Valutazione di sicurezza e immunogenicità, con possibile passaggio a fasi successive | Possibili test in contesti epidemici in Uganda più avanti nel 2026 |
Entrambi i programmi sono ancora studi iniziali, concentrati soprattutto su sicurezza e risposta immunitaria. Oxford punta a testare il proprio candidato in un contesto epidemico in Uganda nel corso del 2026; anche il programma di Moderna potrebbe accelerare verso fasi successive se i primi dati saranno incoraggianti .
La novità principale, dunque, non è ancora la disponibilità di un vaccino, ma l’apertura quasi contemporanea di due percorsi clinici contro un ceppo di Ebola finora privo di vaccini approvati. In un’epidemia che continua a crescere, la rapidità dello sviluppo dovrà ora confrontarsi con la prova più importante: dimostrare sicurezza e protezione sufficienti per un eventuale impiego reale.