Il risultato si vede già nei prezzi di RAM, smartphone, schede video e PC. In alcuni segmenti la memoria consumer costa fino a 5-6 volte più dei minimi di fine 2024, mentre gli analisti non prevedono un ritorno ai prezzi del 2024-2025 nemmeno dopo l’attenuazione della crisi.
“RAMaggedon” è un termine informale usato per descrivere la carenza pluriennale di chip DRAM e HBM iniziata a intensificarsi nel 2025. La DRAM è la memoria utilizzata da computer, notebook, smartphone e server tradizionali; la HBM è una variante più avanzata, progettata per fornire enormi quantità di dati ai processori grafici e agli acceleratori IA .
La crisi attuale si distingue dalla carenza di semiconduttori del 2020-2023. Allora il problema era legato soprattutto alla domanda eccezionale durante la pandemia, alle interruzioni della catena di fornitura e agli squilibri nelle scorte. Oggi, invece, i produttori stanno scegliendo deliberatamente di destinare una parte crescente delle fabbriche ai chip per l’intelligenza artificiale .
Google, Microsoft, Amazon e Meta stanno costruendo infrastrutture sempre più grandi per addestrare ed eseguire modelli di IA. Questi sistemi richiedono acceleratori dotati di grandi quantità di memoria ad alta velocità. Secondo Deloitte, gli investimenti dei grandi operatori cloud potrebbero superare 1.000 miliardi di dollari nel 2026, con una quota rilevante destinata proprio alla memoria .
Il mercato HBM, stimato intorno ai 5 miliardi di dollari nel 2023, potrebbe raggiungere circa 35-40 miliardi nel 2026 . Per i produttori si tratta di un’opportunità molto più redditizia rispetto alla DRAM standard destinata ai dispositivi consumer.
C’è poi un problema tecnico: realizzare HBM richiede molta più capacità produttiva rispetto a un chip DRAM convenzionale. Secondo le stime riportate dalle analisi di settore, ogni modulo HBM può consumare circa 3-4 volte la capacità dei wafer necessaria per una memoria DRAM standard . Quando Samsung, SK hynix e Micron convertono le proprie linee produttive verso HBM, rimane meno spazio per DDR5 e LPDDR5, le memorie che finiscono in PC, notebook e smartphone.
Deloitte descrive l’attuale squilibrio come “diverso per natura, non soltanto per intensità”: la domanda dei data center IA sta crescendo a un ritmo difficile da sostenere con fabbriche che richiedono anni per essere progettate, costruite e portate a regime .
Le previsioni non indicano una soluzione rapida e, pur differendo sull’orizzonte finale, concordano sul fatto che il 2026 e il 2027 resteranno difficili.
In altre parole, il primo possibile miglioramento potrebbe arrivare nel 2028, ma un riequilibrio completo del mercato potrebbe richiedere ancora più tempo.
L’aumento non riguarda un solo tipo di memoria. I dati di mercato e i prezzi al dettaglio mostrano rincari molto marcati in diverse categorie:
I valori in dollari riportati dai tracker internazionali non corrispondono automaticamente ai prezzi praticati in Italia, dove incidono cambio, IVA, distribuzione e disponibilità. Indicano però la direzione del mercato: acquistare memoria oggi è molto più costoso che nel 2024.
L’aumento dei componenti si sta trasferendo sull’intera elettronica di consumo. Nvidia ha lanciato la RTX 5090 con 32 GB di GDDR7 a 1.999 dollari e la RTX 5080 con 24 GB a 1.199 dollari, cifre superiori di 400-500 dollari rispetto ai prezzi consigliati dei predecessori. L’azienda ha indicato nei costi di memoria e packaging il principale fattore alla base del rincaro .
Anche i produttori di PC stanno applicando sovrapprezzi. Dell, HP e Lenovo hanno introdotto adeguamenti legati al costo della memoria, nell’ordine del 12-18%, per alcuni computer aziendali e consumer a partire dal primo trimestre del 2026 .
La pressione riguarda inoltre le console: negli Stati Uniti, Xbox Series X è passata da 499,99 a 799,99 dollari e PlayStation 5 è arrivata a 649 dollari. La Steam Machine da 512 GB di Valve è stata distribuita a 1.049 dollari, sopra il precedente obiettivo interno stimato tra 700 e 800 dollari .
Nel mercato smartphone, Xiaomi e altri produttori hanno indicato l’aumento del costo della LPDDR tra le ragioni dei rincari da 80 a 150 dollari applicati ad alcuni modelli top di gamma del 2026 . Per il consumatore, questo significa che la corsa all’IA nei data center può trasformarsi in un telefono o un notebook più costoso anche quando il prodotto non integra direttamente funzionalità IA avanzate.
Secondo IDC, nel secondo trimestre del 2026 le spedizioni mondiali di PC sono diminuite del 4,9% su base annua, scendendo a 68,2 milioni di unità. È il primo calo dopo nove trimestri consecutivi di crescita . Counterpoint ha registrato una contrazione simile, pari al 4% .
Il problema non è soltanto che i consumatori stanno rinviando l’acquisto. I produttori hanno anticipato gli ordini e utilizzato le scorte disponibili, ma l’offerta non è bastata a contenere i prezzi. IDC ha quindi evidenziato una “disconnessione tra unità e dollari”: si vendono meno computer, ma i ricavi possono ancora aumentare perché i prezzi crescono più rapidamente della domanda .
I fornitori più piccoli sono particolarmente esposti e potrebbero non riuscire a sostenere costi e disponibilità dei componenti . Apple ha fatto eccezione, con una crescita del 10,1%, favorita secondo IDC da una migliore assegnazione della memoria e da vantaggi nella propria catena di approvvigionamento .
Il mercato DRAM è storicamente ciclico: dopo una fase di domanda elevata, i produttori aumentano la capacità, le scorte crescono e i prezzi crollano. In passato, questi cicli tendevano a risolversi nell’arco di 6-12 trimestri.
RAMaggedon presenta però caratteristiche diverse:
Samsung, SK hynix e Micron stanno aumentando gli investimenti, ma la direzione conta più dell’importo complessivo. Deloitte prevede che la spesa in conto capitale dell’intera industria dei semiconduttori superi i 200 miliardi di dollari nel 2026 . Le nuove risorse sono però destinate in larga parte alla memoria per l’IA e alle tecnologie di packaging necessarie per collegare HBM e acceleratori.
Reuters ha descritto i piani dei grandi produttori come un “buffer limitato” contro una futura fase negativa, segnalando che non è in corso un’espansione della DRAM tradizionale abbastanza ampia da risolvere rapidamente la carenza . Anche gli investimenti di Samsung in HBM4 e packaging di nuova generazione non hanno modificato la previsione dell’azienda: forniture tese almeno fino al 2028 .
RAMaggedon è il risultato di una scelta industriale precisa: la capacità produttiva più avanzata viene indirizzata verso la memoria HBM richiesta dai data center IA, mentre PC e smartphone devono competere per una disponibilità più limitata di DRAM convenzionale.
Per ora non ci sono segnali di un rapido ritorno ai prezzi del 2024. Il primo possibile sollievo è atteso non prima dell’inizio del 2028 secondo IDC, mentre Deloitte considera plausibile una normalizzazione più lenta, tra il 2029 e il 2030. Nel frattempo, il rincaro della memoria continuerà a influenzare il prezzo di computer, telefoni, schede video, console e SSD.