All’apertura della conferenza, il presidente Xi Jinping ha pronunciato un discorso intitolato “Unire le forze per costruire un sistema di governance globale dell’IA giusto e ragionevole”. Nel suo intervento ha indicato quattro direttrici: mantenere apertura e cooperazione vantaggiosa per tutti; rafforzare la consapevolezza dei rischi e la sicurezza; sviluppare un’IA “per il bene”; e costruire insieme sistemi globali di governance .
Xi ha insistito su un approccio “centrato sulle persone”, presentando la Cina come sostenitrice di una governance inclusiva e multilaterale. Ha inoltre promesso di condividere tecnologie e capacità con i Paesi in via di sviluppo e ha chiesto che le regole sull’IA siano definite collettivamente, invece di essere stabilite da singoli Paesi o blocchi .
Il messaggio politico è stato netto: l’intelligenza artificiale dovrebbe essere una fonte di prosperità condivisa e sicurezza comune, non soltanto uno strumento di vantaggio nazionale .
Moonshot AI, startup cinese con sede a Pechino, ha presentato Kimi K3, un modello da 2,8 trilioni di parametri che l’azienda ha descritto come il più grande modello open-weight al mondo al momento del lancio . “Open-weight” indica che i pesi del modello possono essere messi a disposizione per l’utilizzo e l’adattamento, a differenza dei sistemi proprietari accessibili soltanto tramite servizi chiusi o API.
Le caratteristiche principali sono:
Il significato strategico di Kimi K3 va oltre il confronto nei benchmark: la Cina punta a dimostrare che un modello aperto può avvicinarsi ai sistemi proprietari più avanzati, offrendo al tempo stesso maggiore possibilità di ispezione, personalizzazione e distribuzione.
Un tema ricorrente nel discorso di Xi e negli interventi della WAIC è stato che lo sviluppo dell’IA dovrebbe concentrarsi sul benessere sociale e sui benefici per le persone, invece di essere guidato esclusivamente dalla sicurezza nazionale o dal profitto aziendale .
La dichiarazione della presidenza della conferenza ha indicato applicazioni in grado di affrontare problemi globali come la povertà, l’accesso alle cure sanitarie e le disuguaglianze nell’istruzione .
La formula “AI for good”, o “IA per il bene”, svolge così una doppia funzione: da un lato è una proposta diplomatica basata sulla cooperazione e sull’accesso equo; dall’altro rappresenta una critica implicita all’approccio che Pechino considera più competitivo e orientato alla sicurezza adottato dagli Stati Uniti .
Il debutto più spettacolare sul fronte hardware è stato quello dell’Atlas 950 SuperPoD di Huawei, un sistema di calcolo per l’IA su scala ultra-large che, secondo le informazioni presentate, è costruito senza componenti statunitensi . Un “supernodo” collega migliaia di processori in un’unica unità logica, così da accelerare l’addestramento e l’esecuzione dei modelli di grandi dimensioni.
I numeri annunciati sono i seguenti:
Le cifre sono dichiarazioni di Huawei e non equivalgono, da sole, a una verifica indipendente delle prestazioni. Il loro peso politico e industriale, tuttavia, è evidente: l’Atlas 950 è progettato per competere con le piattaforme rack-scale di Nvidia e per dimostrare che la Cina può sviluppare infrastrutture avanzate per l’IA nonostante i controlli statunitensi sulle esportazioni .
La fiera ha riunito più di 1.100 aziende e ha mostrato un ecosistema che va ben oltre i chatbot e i modelli linguistici . Tra le aree principali:
Alla WAIC hanno partecipato rappresentanti di alto livello provenienti da decine di Paesi e diverse organizzazioni internazionali. La conferenza si è conclusa con una dichiarazione che chiede di proseguire il dialogo multilaterale sugli standard di sicurezza dell’IA e sull’accesso equo alle capacità di calcolo e alle tecnologie .
La conferenza di Shanghai ha messo in scena tre dimensioni della strategia cinese sull’IA: definire il linguaggio politico della governance globale, competere sul terreno dei modelli aperti e costruire una filiera hardware nazionale. Kimi K3 e Atlas 950 non dimostrano da soli il superamento dei sistemi statunitensi, ma mostrano quanto la competizione si sia allargata: non riguarda più soltanto chi sviluppa il modello più potente, bensì anche chi decide le regole, chi controlla l’accesso e chi possiede l’infrastruttura necessaria per far funzionare l’IA su scala globale.