Poi, a luglio, la direzione del mercato è cambiata. Il calo dei titoli tecnologici statunitensi ha fatto scattare richieste di margine simultanee da parte di diversi prime broker, tra cui Goldman Sachs e JPMorgan . In pratica, gli intermediari hanno chiesto al fondo di fornire rapidamente liquidità aggiuntiva per coprire le posizioni finanziate a debito.
Situational Awareness si è trovato davanti a due alternative: raccogliere nuovo capitale oppure vendere gli asset. Ha scelto la seconda, e con urgenza . Secondo Reuters, nel giro di pochi giorni il fondo ha liquidato quasi interamente il proprio portafoglio di azioni quotate . Il New York Times ha riferito che il valore del portafoglio, composto soprattutto da posizioni sull’AI, era sceso di circa il 67% soltanto nel mese di luglio, prima che la vendita fosse completata .
La maggior parte delle partecipazioni sarebbe stata acquistata da Citadel, la società d’investimento fondata da Ken Griffin, in un’operazione descritta come un salvataggio d’emergenza . Il fondo ha invece mantenuto gli investimenti privati, tra cui la partecipazione in Anthropic .
Il punto centrale della vicenda non è soltanto il ribasso dei titoli AI. È il modo in cui il debito ha amplificato ogni movimento del mercato.
Quando le quotazioni sono salite, la leva ha moltiplicato i guadagni. Ma quando i prezzi hanno iniziato a scendere, ha aumentato altrettanto rapidamente le perdite e ha reso impossibile aspettare una eventuale ripresa. Le richieste di margine hanno costretto il fondo a vendere proprio mentre il mercato era già sotto pressione, contribuendo a creare una spirale di vendite forzate.
Il commentatore di CNBC Jim Cramer ha detto che l’episodio «rivela i rischi nascosti della leva», mostrando quanto rapidamente il denaro preso a prestito possa amplificare le perdite e imporre la vendita degli asset . Forbes ha osservato che, quando troppo capitale si concentra su una singola operazione finanziata con debito, la tesi d’investimento può «disintegrarsi quasi istantaneamente» .
La liquidazione di Situational Awareness non è stata del tutto inattesa. A giugno, circa un mese prima della svendita, due tra i più noti gestori di hedge fund cinesi avevano già definito il rally globale dei titoli dell’intelligenza artificiale una «super bolla» insostenibile .
Wealspring Asset, il cui fondatore Yang Dong è noto in Cina per aver individuato il massimo del mercato nel 2007, ha scritto agli investitori che i titoli AI globali erano entrati in una «super bolla» e che «il punto di collasso potrebbe non essere lontano» .
Anche lo Shanghai Banxia Investment Management Center aveva sostenuto che «il fattore scatenante per lo scoppio della bolla dell’AI è già comparso», indicando tra le ragioni la pressione sulla crescita rapidissima dei ricavi di Anthropic .
Nel frattempo, altri importanti hedge fund cinesi che avevano ottenuto forti guadagni sull’AI stavano riducendo l’esposizione e avvertendo gli investitori di essere in «massima allerta» davanti ai segnali di un rally diventato insostenibile .
È il messaggio più netto. Harry Shen, analista dei mercati azionari con base a Shanghai, lo ha ripetuto tre volte in un’intervista al South China Morning Post: «Non usare la leva». A suo giudizio, questa è la lezione principale del crollo .
Il problema non riguarda soltanto i grandi hedge fund. Per un investitore, acquistare a margine significa usare denaro preso a prestito per aumentare la posizione. Se il mercato scende abbastanza, il broker può chiedere nuovo capitale oppure chiudere la posizione. Anche una perdita inizialmente gestibile può così trasformarsi in una vendita obbligata e molto più ampia.
Michael Zhang, veterano del mercato azionario cinese con base a Shanghai, ha invitato gli investitori a non «inseguire ciecamente i temi caldi», perché quando si entra in una posizione può essere proprio il momento in cui gli altri stanno uscendo .
Il rischio aumenta quando una storia d’investimento diventa affollata: tutti comprano gli stessi titoli, spesso sulla base di aspettative sempre più ottimistiche. Se il sentiment cambia, la liquidità può scomparire rapidamente e la fuga può diventare collettiva .
I segnali di prudenza erano visibili anche nei dati sui mercati cinesi. A metà luglio, gli operatori hanno ridotto le posizioni a leva al ritmo più veloce dal 2016 .
Anche i risultati di alcuni fondi mostrano quanto rapidamente possa invertirsi una scommessa vincente. Il WT China Fund, dopo essere salito del 120% nella prima metà dell’anno, ha perso il 17% nei primi 17 giorni di luglio. Il fondo di Keystone Investors Pte, con sede a Hong Kong, ha ceduto il 12% nello stesso periodo dopo un rialzo del 63% nei sei mesi precedenti .
La vicenda si è inserita in una correzione più ampia. Gli hedge fund asiatici erano stati favoriti dall’entusiasmo per l’AI e per l’hardware tecnologico, con rendimenti a due o persino a tre cifre nella prima metà del 2026. Il sell-off di luglio ha però colpito molte di queste posizioni .
In Cina, istituzioni legate allo Stato hanno inoltre mobilitato un intervento coordinato per sostenere il mercato azionario tecnologico. L’ETF ChinaAMC STAR 50, che replica un indice fortemente esposto a semiconduttori e società tecnologiche, ha registrato afflussi record pari a 13,8 miliardi di yuan, circa 2 miliardi di dollari . L’operazione è stata interpretata come un tentativo di Pechino di impedire che il ribasso dei titoli AI e dei semiconduttori si trasformasse in una crisi più ampia di fiducia .
La lezione emersa dal caso Situational Awareness è semplice, ma tutt’altro che banale: la leva rende i guadagni più rapidi quando il mercato sale, ma può trasformare una posizione vincente in una liquidazione catastrofica nel giro di pochi giorni. E quando tutti inseguono lo stesso tema, il rischio non è soltanto arrivare tardi: è scoprire che l’uscita è già diventata troppo stretta.