Nello specifico, secondo l'UE, Temu non ha fornito alcune informazioni e documenti richiesti dagli investigatori durante il blitz . Un "Atto di contestazione" formale (Statement of Grounds) è stato inviato a PDD Holdings e WhaleCo, in cui si espone la conclusione preliminare secondo cui Temu ha ostacolato l'ispezione non rendendo disponibili determinate informazioni, sistemi e registri aziendali
. Agli investigatori non sarebbe stato possibile ottenere dati riguardanti l'organizzazione e la gestione delle attività di Temu nell'UE, nonché dettagli sugli strumenti IT e sui sistemi utilizzati
.
Se le accuse venissero confermate, Temu rischierebbe una multa fino all'1% del suo fatturato annuo totale .
Il blitz del dicembre 2025 faceva parte di un'indagine più ampia volta a stabilire se Temu abbia ricevuto "sussidi esteri potenzialmente distorsivi" dal governo cinese, che potrebbero averle permesso di praticare prezzi artificialmente bassi, scavalcando così i concorrenti europei . Il regolamento dell'UE sui sussidi esteri, entrato in vigore nel 2023, conferisce alla Commissione il potere di indagare sui contributi finanziari provenienti da governi extra-UE che potrebbero distorcere il mercato interno.
Temu ha respinto categoricamente le accuse. Un portavoce dell'azienda ha dichiarato che Temu "respinge fermamente la conclusione preliminare" e ha negato di aver ricevuto sussidi esteri sleali . L'azienda ha ribadito di aver collaborato pienamente durante l'ispezione e che il suo modello di business si basa sull'efficienza, non sui sussidi
. Temu avrà ora la possibilità di rispondere all'Atto di contestazione prima che la Commissione prenda una decisione definitiva.
Temu è cresciuta a ritmi vertiginosi, arrivando a servire circa 130 milioni di utenti attivi mensili in Europa, diventando così un attore di primo piano nell'e-commerce del continente . Questa crescita ha attirato un'intensa attenzione da parte delle autorità di regolamentazione.