Il percorso regolamentare si è concluso a luglio. Apple China ha completato il deposito richiesto dalla Cyberspace Administration of China, l'autorità cinese che vigila sul cyberspazio, l'8 luglio 2026 . Il 15 luglio il CAC ha inserito Apple Intelligence nell'elenco dei servizi di intelligenza artificiale generativa autorizzati, insieme a soluzioni di aziende come Huawei, OPPO, vivo, Xiaomi, Samsung e Nubia .
L'approvazione ha chiuso un'attesa durata circa due anni e ha permesso ad Apple di superare uno dei principali ostacoli all'introduzione pubblica dei suoi strumenti AI nel mercato cinese . In Cina, infatti, i servizi di intelligenza artificiale generativa destinati al pubblico devono ottenere l'autorizzazione dell'ente regolatore.
Il lancio iniziale non coincide con l'esperienza completa mostrata da Apple in altri mercati. Gli utenti cinesi potranno accedere a un gruppo più ristretto di funzioni: suggerimenti per la scrittura, riepiloghi delle notifiche, richieste Siri di base e Clean Up, lo strumento che consente di rimuovere elementi indesiderati dalle fotografie .
Le attività più semplici saranno gestite da un modello linguistico da circa 3 miliardi di parametri, eseguito direttamente sui chip Apple Silicon del dispositivo anziché affidarsi interamente all'infrastruttura cloud .
Cook ha definito questo debutto i “primi passi concreti” di Apple Intelligence in Cina. La nuova Siri AI, presentata alla Worldwide Developers Conference del 2026 e già disponibile in versione beta per sviluppatori e pubblico in altri mercati, dovrà invece attendere ancora: secondo Cook, per portarla agli utenti cinesi servirà “significativamente più tempo” .
Per adeguarsi al quadro normativo cinese, Apple sta collaborando con due aziende locali: Alibaba e Baidu . Un portavoce di Alibaba ha confermato che il modello Qwen alimenterà Apple Intelligence in Cina su iOS, iPadOS, macOS e visionOS . Baidu partecipa invece come partner tecnico .
La scelta evidenzia una differenza importante rispetto alla strategia di Apple in altri mercati: la versione cinese del servizio dovrà integrare tecnologie e partner locali per rispettare i requisiti regolamentari in materia di intelligenza artificiale e privacy .
I risultati trimestrali hanno mostrato il contrasto tra la performance complessiva di Apple e le difficoltà nel mercato cinese. Nel trimestre fiscale concluso a giugno, i ricavi della Grande Cina sono stati pari a 18,8 miliardi di dollari, contro una previsione degli analisti di 19,6 miliardi .
Anche il settore dei servizi ha mancato le stime: 30,7 miliardi di dollari rispetto ai 31,4 miliardi previsti . Queste due delusioni hanno offuscato il record complessivo di Apple e contribuito alla reazione negativa degli investitori.
Tim Cook ha riconosciuto la forte pressione esercitata dai produttori cinesi di smartphone, che hanno potuto integrare funzioni AI nei propri dispositivi mentre Apple era ancora in attesa dell'approvazione regolamentare . Aziende come Huawei e Xiaomi hanno quindi guadagnato tempo per proporre telefoni con capacità di intelligenza artificiale in uno dei mercati più competitivi al mondo .
Il ritardo di Apple non è soltanto una questione di software. Cook ha indicato anche la disponibilità di memoria come un possibile collo di bottiglia per l'espansione delle funzioni AI in Cina e ha sottolineato la necessità di un numero maggiore di fornitori per sostenere la crescita .
Per Apple, il via libera del CAC rimuove finalmente il principale ostacolo normativo. Ma il lancio iniziale e il rinvio della Siri AI completa mostrano che recuperare terreno rispetto ai rivali locali sarà un percorso a tappe, non un debutto immediato.