Uno dei nodi più critici emersi dal reverse stress test riguarda la liquidità in valuta estera . Il test ha rivelato che le interazioni tra solvibilità e liquidità non sono generalmente ben catturate nei framework di stress test di molte banche. In pratica, molti istituti presumono che le loro posizioni di liquidità rimangano al di sopra delle soglie regolamentari anche in scenari geopolitici severi, senza modellare adeguatamente come uno shock di solvibilità possa innescare deflussi di liquidità simultanei.
Il problema si acuisce per le banche con esposizioni transfrontaliere significative o che dipendono da finanziamenti in valuta estera. Questi istituti hanno sottostimato la velocità e la gravità dei deflussi di liquidità in valuta estera durante una crisi geopolitica, specialmente in scenari che coinvolgono sanzioni in grado di congelare o limitare l'accesso a determinati mercati valutari .
La BCE ha rilevato incoerenze significative nel modo in cui le banche hanno affrontato l'esercizio e ha giudicato che molte delle azioni correttive proposte riflettevano un ottimismo eccessivo .