L’attacco ha combinato droni d’attacco, esche e diversi tipi di missili. Le forze ucraine hanno dichiarato di aver abbattuto o neutralizzato 320 obiettivi, tra cui un missile balistico, 54 missili da crociera e 265 droni . Ma il numero complessivo della salva e la presenza di un’elevata quota di missili hanno sottolineato il problema più difficile per Kyiv: i droni possono spesso essere disturbati o abbattuti con sistemi relativamente meno costosi, mentre i missili balistici richiedono intercettori sofisticati e disponibili in quantità limitate.
Secondo il Critical Threats Project, la Russia ha probabilmente cercato di sfruttare proprio la carenza ucraina di intercettori contro i missili balistici . In questo tipo di attacco, l’obiettivo non è soltanto colpire singoli bersagli, ma saturare la rete di difesa e costringere l’avversario a consumare rapidamente le munizioni più preziose.
Il riferimento di Zelensky a misure asimmetriche segnala che l’Ucraina non intende affidarsi esclusivamente alla richiesta di altri sistemi occidentali. Kyiv sta cercando anche soluzioni tecnologiche e organizzative proprie per ridurre il divario, soprattutto mentre i tempi delle consegne estere restano incerti .
Il termine «asimmetrico» indica una risposta che non replica necessariamente la capacità russa con armi dello stesso tipo, ma tenta di neutralizzarne i vantaggi attraverso tecnologia, guerra elettronica, inganno, nuove modalità d’intercettazione o cambiamenti nel dispiegamento delle forze. Le autorità ucraine, tuttavia, non hanno specificato quali progetti concreti verranno adottati.
La Russia mantiene l’iniziativa nella guerra aerea. Una salva di 358 armi dimostra la capacità di Mosca di concentrare un volume enorme di fuoco in un’unica ondata. Anche quando le percentuali di intercettazione dei droni sono elevate, la situazione è più vulnerabile sul fronte dei missili balistici.
La difesa ucraina è efficace, ma non uniforme. L’Ucraina riesce a neutralizzare una parte consistente dei droni, mentre la protezione contro i missili balistici dipende da sistemi costosi e scarsi. Finché questa carenza non verrà ridotta, gli attacchi russi potranno continuare a mettere sotto pressione infrastrutture e aree civili.
L’aiuto occidentale resta indispensabile. Dopo l’attacco, Zelensky ha ribadito agli alleati della NATO che l’Ucraina può gestire autonomamente molti altri aspetti della guerra, ma che per la difesa aerea dipende dalla determinazione dei partner . La denuncia delle forniture insufficienti o tardive mostra una tensione crescente tra l’urgenza delle necessità sul campo e i tempi della risposta internazionale.
Kyiv si sta preparando a un sostegno esterno ancora limitato. Il fatto che il briefing abbia portato, nello stesso giorno, all’approvazione di soluzioni tecnologiche e riforme per le unità militari suggerisce che la leadership ucraina stia pianificando anche uno scenario in cui gli intercettori occidentali continueranno a essere insufficienti . La strategia, quindi, combina la pressione diplomatica sugli alleati con un tentativo di accelerare l’innovazione e la riorganizzazione interna.