Il governatore della regione di Ryazan, Pavel Malkov, ha riferito che diversi siti industriali hanno preso fuoco e che sei persone hanno avuto bisogno di assistenza medica . The Moscow Times e altre testate hanno riportato almeno un morto; Wildberries ha inoltre evacuato il proprio magazzino cittadino .
Secondo le autorità ucraine, l'operazione è stata condotta con droni a lungo raggio FP-1, impiegati dalle Forze per le operazioni speciali ucraine, nel quadro della campagna contro le infrastrutture energetiche e logistiche russe .
Il raid di Ryazan non è stato un episodio isolato. Dal 19-20 luglio, i centri logistici di Wildberries sono stati bersaglio di una campagna di attacchi con droni descritta dalle fonti come quasi quotidiana:
Il Cremlino ha riconosciuto il 21 luglio che le imprese stavano «subendo perdite» a causa degli attacchi ai magazzini dell'azienda . Wildberries, il principale marketplace online russo e un operatore paragonabile ai grandi colossi dell'e-commerce, gestisce oltre 20 milioni di ordini al giorno, secondo Reuters .
Le autorità ucraine hanno sostenuto che alcuni centri di Wildberries fossero collegati alla produzione di componenti per droni e sistemi di navigazione russi. Il Cremlino ha negato che l'azienda gestisca forniture militari .
Gli attacchi alle raffinerie si sono inseriti in una pressione più ampia sul settore energetico russo. Con il raid del 6 luglio contro la raffineria di Omsk, secondo United24 Media, sono state colpite tutte e 11 le maggiori raffinerie russe .
Le conseguenze sul mercato interno si sono fatte sempre più visibili:
Al Jazeera ha descritto la situazione come una «crisi profonda», mentre il governo cercava di ridistribuire le forniture, mantenere i tetti ai prezzi e limitare le esportazioni . La scarsità è stata aggravata anche dalla domanda stagionale, legata tra l'altro alle attività agricole .
Mosca ha adottato una serie di restrizioni per trattenere più carburante sul mercato interno:
L'estensione del provvedimento segnala che le autorità russe non consideravano la crisi una difficoltà temporanea facilmente risolvibile. Secondo le fonti, Mosca ha cercato di compensare la riduzione della produzione anche aumentando le importazioni e rinviando alcuni interventi di manutenzione .
Il 29 luglio, lo stesso giorno dell'attacco a Ryazan, è emerso che RWB Group, la società che gestisce Wildberries, aveva iniziato a cercare urgentemente spazi logistici in Kazakistan .
Le indiscrezioni, riferite dal quotidiano russo Kommersant sulla base di quattro fonti del mercato immobiliare commerciale, indicano che l'azienda starebbe cercando strutture per un totale di circa 100.000 metri quadrati . Una delle fonti ha affermato che Wildberries sarebbe pronta ad affittare tutti gli spazi logistici disponibili nel Paese, considerata l'offerta limitata .
L'obiettivo sarebbe mettere al riparo una parte della rete logistica da futuri attacchi con droni, trasferendo fuori dai confini russi parte delle merci dei venditori . La società sta già costruendo ad Almaty un centro logistico di oltre 100.000 metri quadrati e, secondo le fonti, sta valutando ulteriori strutture .
Parallelamente, Wildberries avrebbe discusso con il governo russo la possibilità di ricevere un sostegno finanziario per affrontare l'impatto degli attacchi sulle attività principali .
La ricerca di magazzini all'estero non equivale necessariamente a un trasferimento completo dell'azienda. Indica però che gli attacchi hanno trasformato la sicurezza fisica della catena di approvvigionamento in un problema strategico per uno dei principali operatori commerciali russi.
La campagna ucraina punta così su due vulnerabilità diverse ma collegate: le raffinerie, che alimentano il mercato interno e l'economia di guerra, e i grandi hub logistici, che distribuiscono merci su scala nazionale. Il risultato, secondo le fonti, è una pressione simultanea sulla disponibilità di carburante e sulla capacità di Wildberries di ricevere, stoccare e consegnare gli ordini.