Da un lato, la domanda cresce grazie alla corsa agli investimenti, all’aumento delle valutazioni azionarie e agli effetti sulla ricchezza. Dall’altro, l’IA potrebbe aumentare la produttività e quindi l’offerta di beni e servizi. Ma l’entità e i tempi di questi guadagni restano incerti e variano tra settori e Paesi .
Il risultato è un quadro difficile da interpretare: crescita, occupazione e inflazione possono muoversi in direzioni diverse o compensarsi parzialmente. Un’accelerazione della spesa, per esempio, potrebbe sostenere l’inflazione nel breve periodo, mentre eventuali aumenti di produttività potrebbero esercitare pressioni opposte più avanti.
La BIS evidenzia diversi segnali della portata finanziaria del boom:
Questa dinamica aumenta la sensibilità dell’economia a eventuali delusioni sui ricavi o sulla produttività dell’IA. Se la spesa rallentasse bruscamente, il contraccolpo potrebbe propagarsi dagli investimenti ai mercati del credito e alla domanda complessiva.
Nel suo Rapporto economico annuale del 28 giugno 2026, la BIS aveva già indicato un eventuale crollo degli investimenti nell’IA tra le minacce più preoccupanti per la prosperità globale, insieme all’inflazione e alle tensioni fiscali . L’istituzione ha osservato che la dimensione dell’attuale boom ricorda precedenti fasi di forte entusiasmo che si sono concluse con un’inversione degli investimenti e recessioni diffuse.
Anche Fitch Ratings ha segnalato la vulnerabilità del mercato dell’IA a una correzione, mentre Moody’s ha rilevato finora un impatto misurabile limitato sulla produttività, nonostante l’adozione dell’IA da parte del 70% delle imprese. Questi elementi rafforzano il dubbio della BIS sulla rapidità e sull’ampiezza dei benefici dal lato dell’offerta.
La BIS invita quindi le autorità monetarie a procedere in modo graduale e dipendente dai dati. In particolare, sconsiglia di sostituire il giudizio umano con modelli basati sull’IA: in una fase in cui gli effetti sulla domanda e sull’offerta sono difficili da separare in tempo reale, anche un modello sofisticato può interpretare male i segnali dell’economia.
L’indicazione è di evitare mosse preventive fondate su ipotesi ancora fragili e di attendere segnali ciclici più chiari prima di modificare i tassi . Per le banche centrali, il punto non è soltanto capire quanto l’IA farà crescere l’economia, ma anche distinguere tra una crescita trainata dalla domanda e un miglioramento strutturale della capacità produttiva.