Tra le principali novità ci sono:
Dynatrace ha inoltre distribuito le versioni SaaS 1.343, con rollout iniziato il 14 luglio, e 1.344, il cui rollout era previsto dal 29 luglio. Tra le funzioni incluse figurano:
dt-evals, per valutare la qualità di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e agenti e trasformarla in un segnale operativo ;dtwiz, un’interfaccia a riga di comando che individua automaticamente lo stack tecnologico e facilita l’invio dei dati ;Il 1° luglio Exabeam ha ampliato la New-Scale Security Operations Platform con funzioni dedicate al rilevamento e alla protezione degli agenti AI, degli agenti digitali e dei flussi di lavoro autonomi .
La novità più immediata è il raddoppio della copertura di rilevamento focalizzata sull’AI: da 45 a 90 regole, progettate per individuare comportamenti anomali di agenti AI e lavoratori digitali .
L’aggiornamento comprende inoltre:
Le note di rilascio di luglio della piattaforma New-Scale includono anche miglioramenti al collegamento delle entità. In particolare, la normalizzazione tra indirizzo email e login principale mira a ridurre entità duplicate o isolate nei dati di identità .
Separatamente, l’aggiornamento di luglio di LogRhythm SIEM — parte dell’offerta Exabeam — introduce funzioni per semplificare la raccolta delle prove, mantenere sincronizzati i dettagli delle indagini e ridurre i passaggi manuali per analisti e amministratori .
Le due iniziative affrontano due metà dello stesso problema. Un’azienda che affida sempre più attività agli agenti AI deve poterli autorizzare e governare, ma anche osservare il loro comportamento in tempo reale e intervenire quando qualcosa si discosta dal previsto.
Dynatrace punta a trasformare l’osservabilità in un sistema di controllo operativo: gli agenti possono passare dall’individuazione di un problema all’azione correttiva, entro vincoli definiti dall’organizzazione. Exabeam affronta invece il rischio di una “zona d’ombra” nella sicurezza, offrendo strumenti per rilevare, verificare e analizzare le azioni degli agenti in produzione.
Il messaggio comune è chiaro: la prossima fase dell’AI enterprise non richiederà soltanto modelli più capaci. Serviranno piattaforme in grado di osservare, gestire, proteggere e correggere i sistemi AI mentre lavorano — senza eliminare la responsabilità umana sulle decisioni più importanti.