Le fonti NASA descrivono chiaramente una discesa progressiva nell'arco di mezzo miliardo di anni, seguita da un'accelerazione del rallentamento negli ultimi 40 milioni di anni . Tuttavia, il comunicato NASA e il materiale associato non forniscono una singola percentuale numerica che quantifichi il calo complessivo nell'intero periodo di 500 milioni di anni.
Per questo motivo, non è possibile indicare responsabilmente una percentuale precisa senza ricorrere a dati non riportati nelle fonti principali. Il risultato più solido è la tendenza: Andromeda sta formando stelle a un ritmo sempre più basso e il declino recente è particolarmente pronunciato .
Il calo interessa gran parte del disco galattico, non una sola zona isolata . La formazione stellare recente era concentrata soprattutto nelle strutture ad anello di Andromeda, e proprio in queste regioni il tasso sta diminuendo in modo più evidente .
L'analisi di PHAT e PHAST ha permesso di confrontare le porzioni settentrionale e meridionale del disco e di ottenere una mappa spazialmente dettagliata dell'attività con cui la galassia produce nuove stelle .
L'interpretazione proposta dai ricercatori è che Andromeda stia entrando in una fase più tranquilla della propria evoluzione, passando da una spirale attiva nella formazione stellare a una galassia più quiescente, una sorta di fase di “mezza età” galattica .
Il meccanismo indicato è il progressivo esaurimento del gas, la materia prima da cui nascono le stelle. Le osservazioni di Hubble hanno consentito di seguire nel tempo il modo in cui questa riserva è stata consumata, offrendo un'immagine più chiara dell'invecchiamento delle grandi galassie .
Andromeda, inoltre, aveva già mostrato in passato un'intensa attività: studi precedenti hanno individuato un forte episodio di formazione stellare risalente a circa 2 miliardi di anni fa, probabilmente collegato all'interazione o alla fusione con un'altra galassia . Questo episodio è però distinto dal recente rallentamento osservato negli ultimi 500 milioni di anni.
La piccola galassia satellite M32, che accompagna Andromeda, compare tra gli elementi più interessanti emersi dalla mappa. Il calo degli ultimi circa 40 milioni di anni risulta particolarmente evidente nella regione più vicina a M32, dove è stata individuata una sorta di “zona morta” con poca formazione stellare .
Questo dato suggerisce una possibile connessione, ma non dimostra che M32 sia la causa del rallentamento. Le fonti NASA sullo studio non attribuiscono esplicitamente a M32 la responsabilità del declino complessivo. Le ricerche precedenti hanno esaminato possibili interazioni passate tra M32 e Andromeda, ma si tratta di un tema separato rispetto alla conclusione principale dello studio del 2026 .
Il comunicato NASA non indica uno specifico telescopio futuro incaricato di proseguire questa indagine. Gli autori sottolineano invece che la mappa realizzata con Hubble costituisce una base di riferimento sulla quale potranno lavorare gli osservatori di nuova generazione .
In sintesi, Hubble non ha misurato una percentuale unica e ufficiale per il calo nei 500 milioni di anni, ma ha mostrato con chiarezza la traiettoria di Andromeda: una diminuzione graduale della formazione stellare su vasta scala, diventata molto più rapida negli ultimi 40 milioni di anni, probabilmente mentre la galassia consuma le proprie riserve di gas.