L’accordo è modellato in parte sul quadro di governance dello Stretto di Malacca, un concetto che anche l’Europa sta valutando, a condizione che i pagamenti siano volontari e approvati dall’Organizzazione Marittima Internazionale dell’ONU . Una fonte del Golfo ha riferito a Reuters il 28 luglio che la proposta ha il sostegno dei Paesi della regione .
Iran e Oman stanno avanzando visioni fondamentalmente diverse per il futuro dello stretto .
I negoziati si svolgono in un contesto di conflitto militare incessante. Gli Stati Uniti conducono raid aerei notturni contro obiettivi militari iraniani. Al 22 luglio, gli Usa avevano lanciato attacchi per 11 notti consecutive, colpendo sistemi di difesa aerea iraniani, sorveglianza costiera e capacità missilistiche .
Il 13 luglio Trump ha ripristinato un blocco navale delle spedizioni iraniane e proposto la tassa del 20% per il passaggio sicuro, segnando un’inversione di rotta significativa rispetto alla precedente opposizione degli Usa a qualsiasi sistema di pedaggio . Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che gli attacchi sono «progettati per continuare a degradare la capacità dell’Iran di minacciare il trasporto commerciale» .
Trump ha minacciato di autorizzare attacchi contro infrastrutture civili iraniane, come ponti e centrali elettriche, se l’Iran continuerà a prendere di mira le navi nello stretto . La situazione ha coinvolto anche il Regno Unito, con rapporti che indicano un coordinamento Usa-Regno Unito per una potenziale azione militare, mentre le nazioni europee stanno valutando proposte che consentirebbero pedaggi volontari di navigazione sotto l’egida dell’ONU .
Il Memorandum d’Intesa (MoU) tra Stati Uniti e Iran, firmato a metà giugno, prevedeva un periodo di negoziazione di 60 giorni durante il quale l’Iran aveva accettato di rinunciare ai pedaggi . Quel periodo è ormai avanzato e Trump ha avvertito che riprenderanno gli attacchi se non si raggiungerà una soluzione diplomatica . Ad Ankara per un vertice NATO il 7 luglio, Trump ha segnalato di considerare potenzialmente nullo il MoU, dicendo di «non essere sicuro» di volere un accordo .
Gli sforzi per trovare una via d’uscita diplomatica continuano nonostante i combattimenti:
L’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha dichiarato che lo stretto «rimarrà aperto, ma con nuove condizioni da definire da funzionari iraniani e omaniti» .
La situazione comporta gravi rischi di un conflitto più vasto: