I tagli arrivano in due ondate. Il primo pacchetto, concordato in linea di principio a febbraio 2025 sotto la precedente guida di Oliver Blume, mirava a 3.900 posizioni . Il secondo pacchetto, approvato dal consiglio di sorveglianza il 22 luglio 2026 e annunciato cinque giorni dopo, ha aggiunto altri 5.000 tagli . Sommati ai circa 500 posti eliminati con la chiusura di alcune filiali, si arriva a un totale di circa 9.000 .
Tutti i tagli eviteranno i licenziamenti forzati. Porsche ridurrà il personale attraverso il turnover naturale (mancata sostituzione dei dipendenti che se ne vanno), misure demografiche (pensionamenti) e piani di uscita volontaria .
In cambio dei profondi tagli, Porsche ha concordato un "Pacchetto Futuro" con il consiglio di fabbrica e il sindacato IG Metall che include:
La forza lavoro di Porsche subirà significative riduzioni retributive:
Inoltre, Porsche ha eliminato per la prima volta dal 2007 il suo bonus annuale di partecipazione agli utili per l'anno fiscale 2025 — un segnale inequivocabile della tensione finanziaria .
Quattro grandi forze hanno colpito simultaneamente:
La ristrutturazione di Porsche è una risposta diretta al simultaneo crollo del business cinese, agli alti costi dell'inversione della strategia EV, alla pressione dei dazi e ai mandati di riduzione dei costi della casa madre. L'accordo scambia una profonda riduzione del personale (9.000 in nove anni) con garanzie a lungo termine sul posto di lavoro e sui siti per i lavoratori che rimangono. L'azienda scommette il suo futuro sulla 911, su modelli ultra-lusso posizionati al di sopra di essa e su un nuovo SUV elettrico — mentre taglia i costi, riduce i bonus e potenzialmente cancella la 718 elettrica prima ancora che venga lanciata.