Altman ha raccontato di essere riuscito a ridurre l'utilizzo a soli cinque o dieci minuti a notte, ma nemmeno questo si è rivelato sostenibile. Alla fine, la soluzione drastica: cancellare l'app dal telefono. Non solo: ha anche disattivato tutte le notifiche, comprese quelle delle app di messaggistica, definendo questa mossa un "grande miglioramento della qualità della vita" .
Il paradosso è evidente: Altman ha costruito un clone di TikTok basato proprio sui meccanismi di engagement che lui stesso aveva trovato distruttivi.
Il 6 febbraio 2026, la Commissione Europea ha emesso un parere preliminare storico: il design di TikTok — scrolling infinito, riproduzione automatica e algoritmi di raccomandazione — costituisce "design addictive" in violazione del Digital Services Act (DSA) . È la prima volta che l'Ue colpisce l'architettura della piattaforma in sé, e non solo contenuti illegali o violazioni della privacy . La Commissione ha dato a TikTok un ultimatum: modificare il design o rischiare multe fino al 6% del fatturato annuo globale . A maggio 2026, Ursula von der Leyen ha annunciato una stretta ancora più dura contro il design addictive su TikTok, Instagram e altre piattaforme .
Altman è diventato sempre più vocale sul tema del tempo davanti agli schermi per i più piccoli. Nell'aprile 2026, intervistato al podcast Mostly Human, ha dichiarato che ritarderà l'interazione di suo figlio con l'IA e limiterà l'esposizione a feed algoritmici come lo scroll infinito . Ha detto di non volere che suo figlio diventi un "iPad kid", preferendo che "giochi nella terra" e passi tempo all'aria aperta . Ha elogiato l'uso scolastico dell'IA per il tutoraggio personalizzato, ma ha messo in guardia sui potenziali rischi di un'implementazione scorretta .
Il collegamento è sorprendente: Altman ha sperimentato sulla propria pelle il potere addictive di TikTok, ha cancellato l'app e le notifiche, ha costruito e poi chiuso un clone di TikTok basato sull'IA, ha visto i regolatori europei dichiarare illegale il design addictive di TikTok, e ora parla pubblicamente della necessità di tenere i bambini lontani dagli stessi feed algoritmici che la sua azienda ha passato anni a progettare.