L’Iran incassa 18 miliardi di dollari dal petrolio in piena guerra e tregua
Il ministro iraniano del Petrolio, Mohsen Paknejad, ha annunciato che l'Iran ha venduto petrolio per un totale di 18 miliardi di dollari dall'inizio del conflitto fino al periodo di tregua: 11,5 miliardi durante la gu... Gli USA avevano concesso una deroga di 60 giorni (General License X) nell'ambito di un memorandu...
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Il ministro iraniano del Petrolio, Mohsen Paknejad, ha annunciato che l'Iran ha venduto petrolio per un totale di 18 miliardi di dollari dall'inizio del conflitto fino al periodo di tregua: 11,5 miliardi durante la gu...
Gli USA avevano concesso una deroga di 60 giorni (General License X) nell'ambito di un memorandum di pace, ma l'hanno revocata il 7 luglio 2026 dopo che i Guardiani della Rivoluzione hanno attaccato tre petroliere nel...
Secondo le stime degli analisti, con un accordo di pace completo l'Iran potrebbe generare oltre 60 miliardi di dollari all'anno di entrate petrolifere se venissero ripristinati i livelli produttivi pre conflitto (3,5–...
Search & fact-check with cited sources for What key points did Iran's Oil Minister Mohsen Paknejad announce regarding the country's oil saleIran maintained oil exports throughout the conflict and ceasefire, according to Oil Minister Mohsen Paknejad.
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Il ministro del Petrolio iraniano, Mohsen Paknejad, ha diffuso a luglio 2026 una serie di dati che raccontano una storia sorprendente: Teheran è riuscita a vendere miliardi di dollari di greggio nonostante un conflitto attivo con gli Stati Uniti, un blocco navale americano e la revoca di una temporanea esenzione dalle sanzioni. Le cifre, rilanciate dai media statali e dalle agenzie internazionali, sollevano interrogativi sull'efficacia della pressione economica americana e delineano il potenziale guadagno iraniano in uno scenario di piena normalizzazione.
Il conto totale: 18 miliardi tra guerra e tregua
Paknejad ha dichiarato che l'Iran ha venduto complessivamente 18 miliardi di dollari di petrolio dall'inizio del conflitto fino al periodo di cessate il fuoco . La suddivisione è netta:
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What is the short answer to "L’Iran incassa 18 miliardi di dollari dal petrolio in piena guerra e tregua"?
Il ministro iraniano del Petrolio, Mohsen Paknejad, ha annunciato che l'Iran ha venduto petrolio per un totale di 18 miliardi di dollari dall'inizio del conflitto fino al periodo di tregua: 11,5 miliardi durante la gu...
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What should I do next in practice?
Secondo le stime degli analisti, con un accordo di pace completo l'Iran potrebbe generare oltre 60 miliardi di dollari all'anno di entrate petrolifere se venissero ripristinati i livelli produttivi pre conflitto (3,5–...
L’Iran incassa 18 miliardi di dollari dal petrolio in piena guerra e tregua
Il ministro iraniano del Petrolio, Mohsen Paknejad, ha annunciato che l'Iran ha venduto petrolio per un totale di 18 miliardi di dollari dall'inizio del conflitto fino al periodo di tregua: 11,5 miliardi durante la gu... Gli USA avevano concesso una deroga di 60 giorni (General License X) nell'ambito di un memorandu...
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Il ministro del Petrolio iraniano, Mohsen Paknejad, ha diffuso a luglio 2026 una serie di dati che raccontano una storia sorprendente: Teheran è riuscita a vendere miliardi di dollari di greggio nonostante un conflitto attivo con gli Stati Uniti, un blocco navale americano e la revoca di una temporanea esenzione dalle sanzioni. Le cifre, rilanciate dai media statali e dalle agenzie internazionali, sollevano interrogativi sull'efficacia della pressione economica americana e delineano il potenziale guadagno iraniano in uno scenario di piena normalizzazione.
Il conto totale: 18 miliardi tra guerra e tregua
Paknejad ha dichiarato che l'Iran ha venduto complessivamente 18 miliardi di dollari di petrolio dall'inizio del conflitto fino al periodo di cessate il fuoco . La suddivisione è netta:
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Secondo le stime degli analisti, con un accordo di pace completo l'Iran potrebbe generare oltre 60 miliardi di dollari all'anno di entrate petrolifere se venissero ripristinati i livelli produttivi pre conflitto (3,5–...
Il ministro ha spiegato che durante la tregua i rischi per le petroliere si sono ridotti, favorendo un aumento delle esportazioni e consentendo la vendita di una parte delle circa 100 milioni di barili di greggio e condensato stoccati . Con la minaccia navale allentata, l'Iran è riuscito a spostare volumi significativi di greggio oltre la linea del blocco e a raggiungere clienti che durante le ostilità erano irraggiungibili .
Il confronto con il bilancio annuale
Paknejad ha sottolineato che i 18 miliardi di dollari rappresentano oltre il 60% delle entrate petrolifere previste nel bilancio annuale iraniano. Secondo stime di bilancio indipendenti della fine del 2025, l'obiettivo di entrate lorde da greggio per l'anno iraniano 1405 (iniziato a marzo 2026) era di circa 21 miliardi di dollari, basato su vendite previste di circa 1 milione di barili al giorno a 57 dollari al barile . Il dato reale di 18 miliardi ha quindi superato le aspettative, che molti ritenevano ottimistiche persino in condizioni normali .
La deroga USA e la sua revoca
Il balzo delle vendite durante la tregua è stato reso possibile da un'inversione di rotta americana, poi rapidamente annullata:
Concessione: Come parte di un memorandum d'intesa USA-Iran per porre fine alla guerra, Washington ha concesso una deroga di 60 giorni ("General License X") che permetteva le vendite di petrolio iraniano . Annunciata il 23 giugno 2026, la deroga consentiva per la prima volta in oltre quarant'anni transazioni in dollari per il greggio iraniano .
Durata: La deroga è stata emessa circa due settimane prima della revoca, lasciando all'Iran una finestra molto breve di vendite legali .
Revoca: Il 7 luglio 2026, l'amministrazione Trump ha ritirato la deroga dopo che i Guardiani della Rivoluzione Islamica hanno attaccato tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Al posto della General License X è subentrata una licenza più restrittiva ("General License X1") che non autorizzava nuove vendite di petrolio dopo il 7 luglio .
La reazione iraniana: Paknejad ha dichiarato il 14 luglio 2026 che le esportazioni di petrolio iraniane continuavano come al solito nonostante la cancellazione, perché il ministero aveva mantenuto per anni meccanismi per aggirare e neutralizzare le sanzioni statunitensi, e li aveva tenuti in piedi anche durante la deroga temporanea . L'Iran ha preservato la sua infrastruttura di elusione delle sanzioni "dal momento in cui l'esenzione temporanea è entrata in vigore" ai sensi dell'articolo 10 del memorandum . "Il tempo ha dimostrato, dopo 15 giorni, che il nemico, fedele alla sua storia, ha violato questa clausola", ha dichiarato Paknejad .
Effetti sui livelli di produzione
Gli annunci di Paknejad arrivano in un contesto di fluttuazioni della produzione e dei volumi esportati durante il conflitto:
Durante il 2025 e l'inizio del 2026, prima del blocco e della guerra, la produzione di greggio iraniano si attestava tra 3,2 e 3,3 milioni di barili al giorno (bpd).
A marzo 2026 la produzione è scesa a circa 3,06 milioni di bpd, quando il blocco navale americano (iniziato a metà aprile 2026) ha ridotto drasticamente le esportazioni .
Durante il periodo di tregua e deroga, l'Iran ha esportato rapidamente oltre 40 milioni di barili di greggio dopo che gli USA hanno rimosso il blocco navale, secondo il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf .
La tregua ha permesso all'Iran di vendere petrolio a prezzi superiori di circa il 20% rispetto a quelli precedenti la guerra .
Il Wall Street Journal ha stimato che l'Iran abbia esportato circa 70 milioni di barili, per un valore stimato tra 5 e 6 miliardi di dollari, durante il mese di sospensione del blocco USA, ricostruendo rapidamente un cuscinetto di liquidità .
Il potenziale con sanzioni completamente rimosse
In caso di un accordo di pace completo, analisti e rapporti stimano che l'Iran potrebbe generare oltre 60 miliardi di dollari all'anno di entrate petrolifere se i livelli di produzione pre-conflitto (circa 3,5–4 milioni di bpd di greggio più condensato) venissero pienamente ripristinati e le sanzioni fossero rimosse in via permanente . I 18 miliardi di dollari ottenuti durante la guerra e la tregua rappresentano quindi circa il 30% o meno delle potenziali entrate annuali in uno scenario di piena normalizzazione . Lo stesso Paknejad aveva dichiarato in precedenza che, se le sanzioni USA fossero state rimosse, l'Iran avrebbe potuto aumentare la produzione di greggio fino a livelli vicini a quelli del 2015, circa 3,8 milioni di bpd, entro un anno .
Il contesto pre-bellico
Per dare un termine di paragone, nel 2025 le esportazioni di petrolio iraniano erano salite a livelli pluriennali grazie a spedizioni clandestine (principalmente verso la Cina), ma i guadagni effettivi del governo erano diminuiti a causa dei forti sconti e dei costi di elusione delle sanzioni . L'Iran vendeva più petrolio ma guadagnava meno per ogni barile . I 18 miliardi di dollari in tempo di guerra, pur impressionanti rispetto alle previsioni di bilancio, arrivavano in un momento in cui i prezzi globali del greggio erano aumentati a causa del conflitto stesso, fornendo una spinta favorevole che potrebbe non persistere in condizioni normali.
en.mehrnews.comIran oil sales continue despite US waiver breach
Il ministro ha spiegato che durante la tregua i rischi per le petroliere si sono ridotti, favorendo un aumento delle esportazioni e consentendo la vendita di una parte delle circa 100 milioni di barili di greggio e condensato stoccati . Con la minaccia navale allentata, l'Iran è riuscito a spostare volumi significativi di greggio oltre la linea del blocco e a raggiungere clienti che durante le ostilità erano irraggiungibili .
Il confronto con il bilancio annuale
Paknejad ha sottolineato che i 18 miliardi di dollari rappresentano oltre il 60% delle entrate petrolifere previste nel bilancio annuale iraniano. Secondo stime di bilancio indipendenti della fine del 2025, l'obiettivo di entrate lorde da greggio per l'anno iraniano 1405 (iniziato a marzo 2026) era di circa 21 miliardi di dollari, basato su vendite previste di circa 1 milione di barili al giorno a 57 dollari al barile . Il dato reale di 18 miliardi ha quindi superato le aspettative, che molti ritenevano ottimistiche persino in condizioni normali .
La deroga USA e la sua revoca
Il balzo delle vendite durante la tregua è stato reso possibile da un'inversione di rotta americana, poi rapidamente annullata:
Concessione: Come parte di un memorandum d'intesa USA-Iran per porre fine alla guerra, Washington ha concesso una deroga di 60 giorni ("General License X") che permetteva le vendite di petrolio iraniano . Annunciata il 23 giugno 2026, la deroga consentiva per la prima volta in oltre quarant'anni transazioni in dollari per il greggio iraniano .
Durata: La deroga è stata emessa circa due settimane prima della revoca, lasciando all'Iran una finestra molto breve di vendite legali .
Revoca: Il 7 luglio 2026, l'amministrazione Trump ha ritirato la deroga dopo che i Guardiani della Rivoluzione Islamica hanno attaccato tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Al posto della General License X è subentrata una licenza più restrittiva ("General License X1") che non autorizzava nuove vendite di petrolio dopo il 7 luglio .
La reazione iraniana: Paknejad ha dichiarato il 14 luglio 2026 che le esportazioni di petrolio iraniane continuavano come al solito nonostante la cancellazione, perché il ministero aveva mantenuto per anni meccanismi per aggirare e neutralizzare le sanzioni statunitensi, e li aveva tenuti in piedi anche durante la deroga temporanea . L'Iran ha preservato la sua infrastruttura di elusione delle sanzioni "dal momento in cui l'esenzione temporanea è entrata in vigore" ai sensi dell'articolo 10 del memorandum . "Il tempo ha dimostrato, dopo 15 giorni, che il nemico, fedele alla sua storia, ha violato questa clausola", ha dichiarato Paknejad .
Effetti sui livelli di produzione
Gli annunci di Paknejad arrivano in un contesto di fluttuazioni della produzione e dei volumi esportati durante il conflitto:
Durante il 2025 e l'inizio del 2026, prima del blocco e della guerra, la produzione di greggio iraniano si attestava tra 3,2 e 3,3 milioni di barili al giorno (bpd).
A marzo 2026 la produzione è scesa a circa 3,06 milioni di bpd, quando il blocco navale americano (iniziato a metà aprile 2026) ha ridotto drasticamente le esportazioni .
Durante il periodo di tregua e deroga, l'Iran ha esportato rapidamente oltre 40 milioni di barili di greggio dopo che gli USA hanno rimosso il blocco navale, secondo il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf .
La tregua ha permesso all'Iran di vendere petrolio a prezzi superiori di circa il 20% rispetto a quelli precedenti la guerra .
Il Wall Street Journal ha stimato che l'Iran abbia esportato circa 70 milioni di barili, per un valore stimato tra 5 e 6 miliardi di dollari, durante il mese di sospensione del blocco USA, ricostruendo rapidamente un cuscinetto di liquidità .
Il potenziale con sanzioni completamente rimosse
In caso di un accordo di pace completo, analisti e rapporti stimano che l'Iran potrebbe generare oltre 60 miliardi di dollari all'anno di entrate petrolifere se i livelli di produzione pre-conflitto (circa 3,5–4 milioni di bpd di greggio più condensato) venissero pienamente ripristinati e le sanzioni fossero rimosse in via permanente . I 18 miliardi di dollari ottenuti durante la guerra e la tregua rappresentano quindi circa il 30% o meno delle potenziali entrate annuali in uno scenario di piena normalizzazione . Lo stesso Paknejad aveva dichiarato in precedenza che, se le sanzioni USA fossero state rimosse, l'Iran avrebbe potuto aumentare la produzione di greggio fino a livelli vicini a quelli del 2015, circa 3,8 milioni di bpd, entro un anno .
Il contesto pre-bellico
Per dare un termine di paragone, nel 2025 le esportazioni di petrolio iraniano erano salite a livelli pluriennali grazie a spedizioni clandestine (principalmente verso la Cina), ma i guadagni effettivi del governo erano diminuiti a causa dei forti sconti e dei costi di elusione delle sanzioni . L'Iran vendeva più petrolio ma guadagnava meno per ogni barile . I 18 miliardi di dollari in tempo di guerra, pur impressionanti rispetto alle previsioni di bilancio, arrivavano in un momento in cui i prezzi globali del greggio erano aumentati a causa del conflitto stesso, fornendo una spinta favorevole che potrebbe non persistere in condizioni normali.
en.mehrnews.comIran oil sales continue despite US waiver breach