Prospettive di inflazione
Lane ha affermato che la BCE prevede che l'inflazione dell'area euro torni all'obiettivo del 2% "entro il prossimo anno circa" . Ha ricordato che la BCE ha già aumentato i tassi a giugno (di 25 punti base) e li ha lasciati invariati nella riunione del 23 luglio, e che interverrà ulteriormente se necessario
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L'inflazione armonizzata (HICP) annuale nell'area euro si attestava al 3,2% a maggio 2026 (stima flash Eurostat), in aumento rispetto al 3,0% di aprile . A giugno 2026 è scesa al 2,8%
. Le proiezioni del personale BCE di giugno 2026 prevedono un'inflazione generale che raggiungerà un picco del 3,4% nella seconda metà del 2026 e rimarrà sopra il 3% fino all'inizio del 2027, trainata principalmente dall'impennata dei prezzi energetici legata al conflitto in Medio Oriente
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Reuters ha riportato che la BCE ha aumentato i tassi a giugno e "potrebbe ancora premere di nuovo il grilletto" . Economisti intervistati da Reuters all'inizio di giugno consideravano il rialzo di giugno "un dato di fatto" e un altro rialzo "probabile a settembre"
. Lo stesso Lane aveva notato a giugno che era "difficile sostenere che la BCE non avrebbe dovuto aumentare i tassi" e che l'economia dell'area euro poteva sopportare tassi leggermente più alti
. Sebbene nessuna fonte indichi esplicitamente un consenso fermo su "due o tre rialzi aggiuntivi", la direzione dei prezzi di mercato e le previsioni degli analisti puntavano a un ulteriore inasprimento nel corso del 2026.
Il tono misurato di Lane è emerso in contrasto con i segnali più cauti o allertanti di altri funzionari BCE:
La definizione di Lane dello shock come "di media entità" e la sua enfasi sul ritorno al 2% entro un anno hanno rappresentato una nota più fiduciosa e rassicurante rispetto ai colleghi che avvertivano che il canale delle pressioni sui prezzi rimaneva persistente e che lo shock potrebbe protrarsi .
Le proiezioni del personale BCE di giugno 2026 attribuiscono esplicitamente il superamento dell'inflazione a "un'impennata dell'inflazione energetica come risultato del conflitto in Medio Oriente" . La dichiarazione BCE del 23 luglio ha segnalato che le prospettive per i prezzi dell'energia "rimangono altamente volatili" e si attestano "ben al di sopra dei livelli registrati prima del conflitto"
. Lo stesso Lane ha riconosciuto a giugno che la BCE sarebbe rimasta "proattiva" contro l'inflazione alta anche dopo l'accordo con l'Iran, e che i prezzi del petrolio – sebbene in calo rispetto ai picchi – restavano elevati
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