Non si è trattato di un singolo evento di insolvenza o di un improvviso deterioramento dei conti di Alphabet. Il calo è stato invece il risultato di una doppia pressione: da un lato l’aumento dei rendimenti dei titoli governativi, dall’altro l’ondata di nuove emissioni obbligazionarie legate alla corsa all’intelligenza artificiale.
Quando i rendimenti salgono, i prezzi delle obbligazioni già in circolazione scendono. L’effetto è particolarmente pronunciato sui titoli con scadenze molto lontane, perché i loro flussi di cassa vengono scontati per un periodo più lungo.
Il bond Alphabet ha una durata residua eccezionale: è la più lunga tra le obbligazioni societarie investment grade di dimensioni benchmark. Per questo presenta un’elevatissima duration, cioè una forte sensibilità alle variazioni dei tassi. Bloomberg stima che, a fronte di un aumento di 1 punto percentuale dei rendimenti, il prezzo possa diminuire di circa 15 penny .
Nel Regno Unito, i rendimenti dei gilt sono aumentati tra le preoccupazioni sull’inflazione e i timori legati al deficit pubblico . Anche il mercato statunitense ha registrato una brusca risalita: a fine luglio il rendimento del Treasury decennale ha toccato il 4,71%, il livello più alto dal gennaio 2025, mentre quello del trentennale è arrivato al 5,19% .
A contribuire al movimento sono state l’escalation del conflitto in Medio Oriente, la guerra tra Stati Uniti e Iran e il rialzo del petrolio. Il Brent è tornato a quota 100 dollari al barile, riaccendendo i timori di inflazione; i mercati hanno inoltre iniziato a scontare due aumenti dei tassi della Federal Reserve entro la fine dell’anno .
Il secondo problema è arrivato dal lato dell’offerta. I grandi gruppi tecnologici stanno ricorrendo sempre più al mercato obbligazionario per finanziare data center, chip, reti e capacità di calcolo necessaria ai servizi di intelligenza artificiale.
Solo a febbraio 2026 Alphabet ha collocato circa 32 miliardi di dollari di obbligazioni in diverse valute, mentre Oracle ne ha emesse 25 miliardi. Nel complesso, cinque grandi società tecnologiche hanno raccolto 159 miliardi di dollari sul mercato obbligazionario .
Una quantità così elevata di nuove emissioni può saturare la capacità degli investitori. Per assorbire i nuovi titoli, il mercato può richiedere rendimenti più alti e premi di rischio più ampi, esercitando pressione anche sui bond già quotati. In questo contesto, alcuni analisti hanno letto il bond secolare di Alphabet come un segnale dell’“esuberanza” dei mercati del credito, nel pieno di una corsa all’AI finanziata sempre più dal debito .
Il mercato dei bond tecnologici si trova quindi stretto tra due forze sfavorevoli.
Un segnale della possibile “indigestione” del mercato è arrivato il 24 luglio 2026. La vendita da 12,3 miliardi di dollari organizzata da BlackRock per finanziare un campus di data center di Meta a El Paso, in Texas, avrebbe raccolto una domanda debole (“soft demand”) . L’operazione è diventata così un test concreto dell’appetito degli investitori dopo mesi di emissioni legate alla costruzione dell’infrastruttura AI.
| Indicatore | Dato |
|---|---|
| Valore del bond Alphabet | 1 miliardo di sterline |
| Scadenza | 2126 |
| Cedola | 6,125% |
| Prezzo indicato il 23 luglio 2026 | 89,978 penny per sterlina nominale |
| Spread massimo sul tasso privo di rischio | 139,8 punti base |
| Rendimento del Treasury decennale | 4,71% |
| Rendimento del Treasury trentennale | 5,19% |
| Vendita di bond per il data center di Meta | 12,3 miliardi di dollari |
| Bond emessi da cinque grandi società tech | 159 miliardi di dollari |
Il caso Alphabet mostra quanto possa essere vulnerabile un’obbligazione con una scadenza estrema, anche quando l’emittente è una delle aziende tecnologiche più solide e conosciute al mondo. La matematica della duration ha amplificato l’impatto dell’aumento dei rendimenti: ogni variazione dei tassi si è riflessa in modo particolarmente forte sul prezzo.
A questo si è aggiunto il fattore strutturale della corsa all’AI. La necessità di finanziare data center e capacità di calcolo sta riversando sul mercato quantità senza precedenti di debito tecnologico. Il risultato è una doppia stretta: i tassi più elevati penalizzano meccanicamente i bond a lunga scadenza, mentre l’eccesso di nuove emissioni mette sotto pressione domanda e spread.
Il calo del bond secolare di Alphabet non dimostra, da solo, che la strategia AI dei big tech sia destinata a fallire. Mostra però che il costo e la disponibilità del finanziamento sono diventati un rischio centrale per un’espansione dell’intelligenza artificiale sostenuta sempre più dal debito.