JD.com ha respinto con decisione le accuse, dichiarando di non aver ricevuto alcun sussidio estero tale da distorcere l’operazione. L’azienda sostiene che il finanziamento dell’acquisizione è di natura interamente commerciale e che «è finanziato da debito bancario privato esterno e da liquidità disponibile nell’ambito delle normali attività commerciali». JD.com ha inoltre annunciato che impugnerà le conclusioni preliminari della Commissione .
JD.com può presentare una replica scritta e chiedere un’audizione orale. Può anche proporre rimedi (impegni comportamentali o concessioni strutturali) per rispondere alle preoccupazioni dell’UE. Se la Commissione dovesse concludere che i sussidi hanno distorto l’operazione, può vietare la transazione, imporre condizioni o chiedere la restituzione degli aiuti .
L’operazione ha già superato diversi passaggi autorizzativi nazionali e comunitari:
Il caso JD.com si inserisce in un’escalation molto più ampia della politica commerciale europea nei confronti dell’e-commerce cinese.
Nel 2024, il 91% di tutte le spedizioni di e-commerce di valore inferiore a 150 euro in ingresso nell’UE proveniva dalla Cina . Ogni giorno arrivano nell’Unione circa 16 milioni di pacchi low-cost dalla Cina
. I policymaker europei hanno avvertito che questo fenomeno sta causando la «desertificazione» del commercio al dettaglio urbano e sta dando alle piattaforme cinesi (Temu, Shein, JD.com) un vantaggio sleale rispetto ai rivenditori europei
.
Dal 1° luglio 2026 è stata abolita la storica franchigia doganale di 150 euro per i pacchi di basso valore . È stato introdotto un dazio forfettario temporaneo di 3 euro per articolo su tutte le spedizioni di valore pari o inferiore a 150 euro importate da Paesi extra-UE
. Questa tariffa fissa resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, dopodiché verranno gradualmente introdotti i normali dazi doganali nell’ambito di una più ampia riforma doganale dell’UE
. In parallelo, l’UE ha varato misure per proteggere la sua industria siderurgica e affrontare lo squilibrio commerciale con la Cina
.
In sintesi, l’operazione JD.com-Ceconomy rappresenta il banco di prova più importante dell’FSR europeo contro la Cina, e si svolge in parallelo a una repressione sistemica dell’UE contro il volume e il vantaggio di prezzo delle importazioni cinesi di e-commerce.