Rubio ha parlato prima di partire per Manila, dove avrebbe partecipato a incontri ministeriali dell'area Asia-Pacifico. Il segretario di Stato ha spiegato che la parte cinese continua a inviare squadre negli Stati Uniti per preparare la visita e di non aver ricevuto informazioni che facciano pensare a un rinvio o a una cancellazione .
Il suo intervento rappresenta il segnale ufficiale più chiaro, da parte dell'amministrazione americana, del fatto che il vertice di settembre rimane una priorità. La data del 24 settembre era stata indicata per la prima volta da Trump all'inizio di luglio, mentre parlava dei progetti di ampliamento della Casa Bianca e della necessità di uno spazio abbastanza grande per accogliere il presidente cinese .
Al di là delle dichiarazioni pubbliche, diversi elementi mostrano che i contatti preparatori sono ancora attivi:
Dopo gli incontri di maggio, i due leader avevano indicato l'obiettivo di costruire un “rapporto costruttivo di stabilità strategica”, formula destinata a mantenere il dialogo anche sui dossier più controversi .
Il 16 luglio Trump ha sostenuto, in un discorso trasmesso in prima serata, che la Repubblica Popolare Cinese avrebbe realizzato quella che ha definito “la più grande compromissione di dati elettorali della storia” . Secondo la versione presentata dalla Casa Bianca, Pechino avrebbe ottenuto 220 milioni di dati relativi agli elettori statunitensi a partire dal ciclo elettorale del 2020. Trump ha inoltre annunciato la desecretazione di documenti di intelligence collegati alle accuse .
Pechino ha respinto con decisione la ricostruzione. Lin Jian ha definito le accuse “interamente fabbricate e mirate a diffamare la Cina”, aggiungendo che Pechino non ha interesse a interferire negli affari interni degli Stati Uniti . Anche un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha dichiarato che la Cina “non ha mai interferito e non interferirà mai” nelle elezioni presidenziali americane .
Le dichiarazioni di Rubio non costituiscono una valutazione indipendente delle accuse: indicano piuttosto che, sul piano diplomatico, Washington intende mantenere separati il dossier elettorale e l'organizzazione dell'incontro tra i leader. Anche il consigliere commerciale della Casa Bianca Peter Navarro ha successivamente affermato che l'indagine avrebbe dovuto concentrarsi su “attori nefasti” presenti negli Stati Uniti, sostenendo: “questa non è una storia sulla Cina” .
Il viaggio di Xi sarebbe il seguito diretto della visita di Trump a Pechino del maggio 2026. Quell'incontro aveva prodotto accordi commerciali e un impegno politico a lavorare verso una relazione di “stabilità strategica” tra le due potenze .
Il fatto che i preparativi proseguano nonostante lo scontro pubblico segnala quindi la volontà di preservare almeno un livello minimo di dialogo tra Washington e Pechino. Non significa che le divergenze siano state risolte: commercio, sicurezza, Taiwan e accuse di interferenza restano temi potenzialmente destabilizzanti. Ma il vertice offre ai due governi un'occasione per gestire le tensioni direttamente, invece di lasciare che il confronto si sposti soltanto sulle dichiarazioni pubbliche.
La data di settembre è stata collegata da Trump alla settimana di alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che si svolge a New York . In questo calendario, Xi potrebbe partecipare agli appuntamenti dell'ONU e poi recarsi a Washington per l'incontro bilaterale.
La sovrapposizione renderebbe il viaggio più efficiente dal punto di vista logistico, ma la data definitiva e il programma dettagliato dipendono ancora dai negoziati diplomatici. Per ora, il messaggio di Washington è chiaro: nonostante le nuove accuse e la replica dura di Pechino, la visita di Xi resta prevista per settembre.