Il punto più controverso riguardava lo Stretto di Hormuz, una delle principali vie marittime mondiali per il trasporto di energia:
In sostanza, il cessate il fuoco non è stato spezzato da un solo episodio: la controversia su Hormuz ha aggravato una tregua già fragile, fino a trasformarsi in una sequenza di attacchi e rappresaglie.
Nella seconda notte della nuova campagna statunitense, il 9 luglio, gli Stati Uniti hanno colpito il porto Shahid Kalantari di Chabahar, nel sud-est dell’Iran. Si tratta di uno scalo strategico sostenuto dall’India .
La risposta iraniana si è articolata su più livelli:
Tra il 17 e il 18 luglio 2026, Stati Uniti e Iran erano entrati nella settima notte consecutiva di attacchi .
Il Comando centrale degli Stati Uniti, noto come CENTCOM, ha comunicato l’avvio dei raid alle 19:00 GMT del 17 luglio. Gli obiettivi dichiarati comprendevano siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e capacità marittime iraniane . Secondo le autorità statunitensi, nelle precedenti ondate erano state colpite più di 80 località iraniane .
Washington ha inoltre mantenuto una stretta operazione di blocco navale nello Stretto di Hormuz .
L’Iran ha colpito diversi siti militari statunitensi in Kuwait, Giordania, Bahrein e Iraq. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica ha inoltre dichiarato di aver preso di mira in precedenza 85 siti americani .
Un consigliere militare di Mojtaba Khamenei ha minacciato il passaggio a operazioni offensive su vasta scala se gli attacchi statunitensi fossero proseguiti per altri due o tre giorni .
A quel punto il memorandum provvisorio era considerato annullato da entrambe le parti, sebbene con motivazioni opposte. Non risultava in vigore alcun nuovo cessate il fuoco, mentre Washington e Teheran continuavano a descrivere il confronto come un conflitto aperto e potenzialmente prolungato .
Il punto chiave: la disputa sul controllo del traffico nello Stretto di Hormuz ha fatto saltare l’accordo. Gli attacchi alle petroliere, la ripresa dei raid americani e il ritorno delle sanzioni sul petrolio hanno poi reso quasi impossibile ricostruire la tregua. L’attacco a Chabahar ha aggiunto un ulteriore fronte politico e strategico, mentre nella settima notte di combattimenti non si vedeva ancora una soluzione diplomatica.