La dimensione media delle operazioni si è attestata intorno ai 53 milioni di dollari, un livello che conferma il peso dei grandi round nelle fasi avanzate di crescita, più che un semplice aumento del numero di finanziamenti .
Il principale catalizzatore del momento è stata l’IPO, cioè l’offerta pubblica iniziale, di SpaceX. La società avrebbe fissato il prezzo a 135 dollari per azione, con una raccolta prevista di circa 75 miliardi di dollari e una valutazione intorno agli 1.750 miliardi . Alcune ricostruzioni indicano una raccolta vicina agli 86 miliardi, considerando anche l’eventuale esercizio dell’opzione di overallotment .
Al di là della cifra finale, l’operazione ha avuto un effetto più ampio sul mercato: secondo Seraphim, per la prima volta la corsa al settore spaziale ha coinvolto anche investitori al di fuori dei fondi specializzati, ampliando la base di capitale disponibile .
La domanda avrebbe superato di molto l’offerta. Le richieste degli investitori sono state stimate in oltre 150 miliardi di dollari, più del doppio dell’obiettivo di raccolta . Questi numeri vanno letti come indicatore dell’interesse espresso dagli investitori, non come capitale effettivamente raccolto.
L’entusiasmo per l’ingresso di SpaceX sui mercati pubblici aveva già contribuito al record del primo trimestre: Seraphim aveva collegato i risultati di Q1 ai round più consistenti e all’attesa per la quotazione . Nel secondo trimestre, l’effetto è rimasto visibile anche dopo l’IPO .
I round più importanti confermano che il capitale si sta concentrando soprattutto nei segmenti con applicazioni strategiche o con ricavi potenzialmente scalabili.
Il confronto su base mobile a 12 mesi — cioè sommando i quattro trimestri fino al Q2 2026 — mostra quanto sia cambiata la scala del mercato:
| Indicatore | 12 mesi fino al Q2 2026 | 12 mesi fino al Q2 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Investimenti complessivi | 23 miliardi di dollari | circa 9,7 miliardi | +137% |
| Numero di operazioni | 620 | 582 | +6,5% |
Il capitale investito è quindi più che raddoppiato in un anno, mentre il numero di operazioni è aumentato solo moderatamente . La lettura più immediata è che la crescita sia stata alimentata soprattutto da round di dimensioni molto maggiori, non da un’espansione uniforme della base di startup finanziate.
Dopo il record di SpaceX, gli investitori stanno guardando alla prossima grande operazione capace di ridisegnare il settore. Seraphim segnala in particolare l’attenzione per un’eventuale raccolta da circa 10 miliardi di dollari da parte di Blue Origin .
Se si concretizzasse, l’operazione potrebbe prolungare il ritmo eccezionale di formazione di capitale osservato nella prima metà del 2026. Per ora, però, il dato più solido è quello già registrato: il settore continua a raccogliere somme da record, concentrate soprattutto nelle società più mature e nei comparti legati a difesa, infrastrutture, dati e connettività.