Anthropic ha lanciato Claude Tag il 23 giugno 2026, in sostituzione della precedente integrazione "Claude in Slack" (ritirata il 3 agosto 2026) LA. Non si tratta di un chatbot per singolo utente. Claude Tag è invece un partecipante persistente e condiviso all'interno di un canale Slack, con una propria identità, memoria e accesso a strumenti. Qualsiasi membro autorizzato del canale può taggare @Claude per assegnare compiti, e l'AI lavora in modo asincrono e alla luce del sole MSD.
Opera in una modalità "ambientale", seguendo continuamente le conversazioni, apprendendo il contesto del canale e intervenendo proattivamente per segnalare aggiornamenti o mettere in luce attività MM. I suoi permessi sono circoscritti al canale in cui risiede, non al singolo utente, consentendo agli amministratori di configurare diversi set di strumenti, accesso ai dati e limiti di spesa per ciascun canale SDR.
Dietro le quinte, ogni sessione di Claude Tag viene eseguita sul modello Opus 4.8 all'interno di una microVM Linux gestita da Anthropic, con le credenziali dei connettori mantenute all'esterno della VM, accesso di rete tramite proxy e strumenti di sola lettura per l'isolamento D. L'utilizzo del canale viene fatturato all'organizzazione alle tariffe API, non per posto, invertendo i modelli di prezzo tradizionali del software enterprise SD.
La scoperta di Tego AI non è un caso isolato. Si aggiunge ad altri due importanti incidenti della metà del 2026 che, insieme, rivelano una crisi nella sicurezza degli agenti AI aziendali.
Il 30 giugno 2026, il ricercatore indipendente "Thereallo" ha effettuato il reverse engineering di Claude Code, scoprendo codice JavaScript offuscato che raccoglieva silenziosamente l'impronta della posizione geografica degli utenti (tramite controlli del fuso orario) e modificava i prompt di sistema utilizzando caratteri Unicode simili — un apostrofo curvo invece di uno dritto, una barra invece di un trattino — per creare un segno di tracciamento occulto rilevabile dal backend di Anthropic RAA. Il National Vulnerability Database (NVDB) cinese ha emesso un avviso di sicurezza formale per "backdoor" il 8 luglio, coprendo le versioni 2.1.91 fino a 2.1.196 di Claude Code RW. Alibaba ha bandito l'uso interno di Claude Code poco dopo I. Anthropic ha definito il tutto un "esperimento anti-abuso" e lo ha rimosso il 1º luglio M.
L'infrastruttura del Model Context Protocol (MCP) che è alla base di Claude Tag e di molti altri agenti AI è stata trovata affetta da difetti di progettazione sistemici. Risultati chiave del 2026:
exec() o shell injection, e il 13% riguarda path traversal D.Le aziende che implementano Claude Tag e strumenti AI agenziali simili si trovano ad affrontare una triplice minaccia: superfici di attacco di prompt injection nel livello di attivazione dell'agente (scoperta di Tego AI), tracciamento opaco lato fornitore negli strumenti agenziali (tracker di Claude Code) e impostazioni di infrastruttura fondamentalmente insicure nell'ecosistema MCP che collega gli agenti a strumenti e dati.
I fallimenti di identità e controllo degli accessi si propagano a cascata rapidamente quando un agente persistente come Claude Tag ha un ampio accesso agli strumenti e può essere attivato da menzioni falsificate MG. La governance API tradizionale è insufficiente per i flussi di lavoro agenziali, perché gli agenti non seguono modelli di permessi per utente o schemi di richiesta-risposta M. Il rischio per la catena di fornitura è enorme: una vulnerabilità nell'implementazione di riferimento di MCP si propaga a ogni deployment a valle ML. La trasparenza e la verificabilità rimangono questioni critiche: il tracker di Claude Code era offuscato in JavaScript minificato ed è stato scoperto solo tramite reverse engineering esterno, il che significa che i team di sicurezza aziendali non possono fare affidamento sull'auto-dichiarazione del fornitore RAA.
L'escalation normativa è già in corso, con il NVDB cinese che ha emesso allerte a livello statale e aziende come Alibaba che hanno imposto divieti totali RWI. Il quadro complessivo è che la sicurezza degli agenti AI aziendali nel 2026 richiede un approccio fondamentalmente nuovo, uno che tratti gli agenti persistenti come infrastrutture critiche con controlli rigorosi di identità, accesso e catena di fornitura.
@Claude anche da fonti automatizzate, consentendo attacchi di prompt injection G.