Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto della fornitura globale di petrolio, è stato il cuore del conflitto. Già all'inizio di aprile il traffico marittimo era stato ridotto a meno del 10% dei livelli normali . Il 7 luglio il livello di minaccia è stato portato a «grave» dalla coalizione navale a guida USA, che ha avvertito che un'«azione ostile deliberata» da parte dell'Iran era «probabile» . L'11 luglio i Pasdaran hanno dichiarato lo Stretto «chiuso fino a nuovo ordine» dopo aver colpito una nave che cercava di transitare su una rotta non autorizzata, minacciando una «severa risposta» a qualsiasi rappresaglia . Il 12 luglio i Guardiani hanno sparato un colpo di avvertimento contro un'altra nave in transito, ribadendo la chiusura. Il traffico commerciale è crollato a livelli quasi record: in un solo giorno sono transitate soltanto 14 navi mercantili .
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha lanciato diversi avvertimenti sempre più accesi durante il conflitto:
Israele ha mantenuto una posizione di costante prontezza. All'inizio del 2026 Netanyahu aveva fatto pressioni su Trump per azioni militari congiunte contro l'Iran . A marzo il New York Times riferiva che Israele stava cercando di colpire l'Iran con tutta la forza possibile, temendo che un cessate il fuoco potesse bloccare le operazioni . Ad aprile Netanyahu aveva dichiarato che Israele era pronto a «tornare in battaglia» contro l'Iran in qualsiasi momento . Il 9 luglio Netanyahu ha parlato direttamente con Trump dei raid americani in Iran, mentre la Casa Bianca si preparava a una escalation prolungata .
Le prospettive diplomatiche sono altamente incerte e al momento molto fosche. Il MoU del 17 giugno prevedeva un percorso per riavviare i negoziati sul nucleare , ma l'accordo è naufragato in poche settimane tra reciproche accuse di violazioni . Una delegazione iraniana si è recata in Oman a metà luglio per proseguire i negoziati indiretti tramite mediatori, mentre gli USA conducevano ulteriori raid . L'Arms Control Association ha tuttavia valutato che i negoziatori devono affrontare «ostacoli significativi» per un accordo finale, con i combattimenti che proseguono parallelamente ai colloqui . Il CFR Global Conflict Tracker osserva che il cessate il fuoco sembra «sull'orlo del collasso» mentre entrambe le parti si scambiano colpi per presunte violazioni . Al 14 luglio gli osservatori concludono che i due paesi sono «tornati a una situazione di conflitto precedente al MoU» .