Il quadro non è però uniforme. A maggio le esportazioni verso i Paesi dell’Unione europea sono diminuite dell’1,1%, mentre quelle verso i Paesi extra-UE sono aumentate del 3,6%. Le spedizioni negli Stati Uniti, il principale mercato di sbocco tedesco, hanno registrato un balzo del 23,1% . Il dato conferma comunque il ruolo delle esportazioni nel sostenere l’economia tedesca: nel primo trimestre del 2026 l’export di beni e servizi era già aumentato del 3,3% dopo la contrazione dell’ultimo trimestre del 2025 .
Un surplus commerciale più ampio significa, in termini semplici, che il valore delle merci e dei servizi venduti all’estero supera quello degli acquisti dall’estero. Non determina da solo il cambio, ma può rafforzare la percezione che l’economia tedesca — e quindi l’area euro — stia mostrando una tenuta superiore alle attese.
Questa lettura ha fornito un sostegno all’euro contro il dollaro canadese. I tassi di riferimento della Banca centrale europea mostrano EUR/CAD in area 1,59-1,60 nei primi giorni di maggio, con una salita verso 1,606-1,609 a metà mese . Il 9 luglio il tasso mid-market rilevato da XE era di 1 euro per 1,61975 dollari canadesi, molto vicino alla soglia di 1,6210 .
Il dato tedesco non è l’unica spiegazione del movimento, ma ha rafforzato l’idea che l’euro disponesse di un appoggio fondamentale proprio mentre il dollaro canadese affrontava una serie di fattori contrastanti.
Il cosiddetto loonie, il soprannome del dollaro canadese, è spesso sensibile all’andamento del petrolio perché il Canada è un importante esportatore di greggio. Nel 2026 il mercato energetico ha però offerto segnali molto volatili.
L’effetto sul CAD è stato quindi alterno: la discesa del petrolio dai picchi geopolitici ha pesato sul dollaro canadese tra fine maggio e giugno, mentre il nuovo aumento di inizio luglio gli ha garantito un sostegno soltanto temporaneo. Nel complesso, EUR/CAD è rimasto vicino a 1,62: il supporto dell’euro e l’incertezza sul Canada hanno prevalso sull’impatto favorevole, ma intermittente, del petrolio.
La Bank of Canada ha mantenuto il tasso obiettivo overnight al 2,25% e, secondo un sondaggio Reuters, la maggioranza degli economisti prevedeva una pausa per il resto del 2026 . Anche le tabelle previsionali di TD Economics mantengono il tasso overnight al 2,25% nei trimestri del 2026 .
Non tutte le analisi, tuttavia, vedono una pausa prolungata come scenario definitivo. Scotiabank Economics prevede che la banca centrale possa restare ferma nel primo semestre e passare a circa 50 punti base di rialzi nella seconda metà del 2026, rendendo l’aumento dei tassi la prossima mossa più probabile . Al contrario, RBC non si aspettava rialzi prima del 2027, pur escludendo ulteriori tagli nel 2026 .
Il quadro macroeconomico resta moderato. Nel rapporto di politica monetaria di gennaio, la banca centrale stimava una crescita del PIL dell’1,1% nel 2026, con l’inflazione intorno al 2,5% all’inizio dell’anno e poi in rallentamento . L’aggiornamento di aprile considerava inoltre dazi statunitensi invariati e un prezzo globale del petrolio in calo verso 75 dollari entro la metà del 2027 .
Il principale rischio per il dollaro canadese rimane la politica commerciale con gli Stati Uniti. Dazi più persistenti potrebbero frenare crescita, investimenti ed esportazioni, mentre il petrolio resta esposto a improvvise oscillazioni legate alla geopolitica.
BDC indicava per il CAD un intervallo di 0,70-0,72 dollari USA, con la possibilità di un recupero moderato nel 2026, ma sottolineava che l’incertezza può provocare movimenti rapidi in entrambe le direzioni . Le proiezioni di TD Economics, dal canto loro, descrivono un tasso ufficiale canadese fermo al 2,25% nel 2026 e un differenziale dei tassi con gli Stati Uniti lievemente più favorevole al CAD nel tempo .
Per EUR/CAD, però, la combinazione di un euro sostenuto dai dati commerciali tedeschi, della volatilità del petrolio e dei dubbi sul commercio nordamericano continua a lasciare il cambio su livelli elevati. Finché il surplus tedesco resterà una sorpresa positiva e il sostegno del petrolio al CAD rimarrà episodico, la soglia di 1,62 continuerà a essere un riferimento importante per il mercato.