A partire dal 10 luglio 2026, la situazione nello Stretto di Hormuz è estremamente volatile e piena di contraddizioni. La tregua provvisoria tra Stati Uniti e Iran, siglata a metà giugno, si è logorata in modo significativo a causa di nuovi attacchi, e non si è ancora arrivati a un accordo di pace definitivo. Ecco l'analisi nel dettaglio.
Stato della tregua e riapertura dello Stretto
- A metà giugno 2026 è stato firmato un accordo di pace provvisorio in 14 punti che prevedeva un cessate il fuoco su tutti i fronti, la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran e la rimozione del blocco navale statunitense sui porti iraniani
. Il protocollo d'intesa stabiliva che lo Stretto sarebbe stato riaperto senza pedaggi per 60 giorni
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- Dopo la firma, il traffico commerciale è ripreso rapidamente, passando da quasi zero a oltre 20 transiti al giorno
. Tuttavia, la tregua è stata messa a dura prova. Il 27 giugno, gli USA hanno effettuato nuovi attacchi dopo che una nave cisterna è stata colpita a Hormuz; l'Iran ha risposto con missili e droni su basi statunitensi in Kuwait e Bahrain
. Al 9 luglio, si sono registrate esplosioni nel sud dell'Iran e gli USA hanno condotto attacchi in risposta ad azioni contro tre navi commerciali
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