Il Ministero degli Esteri ha dichiarato esplicitamente che:
Questa linea è coerente con un comportamento già visto in passato: il Kazakistan ha smentito precedenti accuse russe simili riguardo ad attacchi di droni in Tatarstan (2024) e Orenburg (2025), con il portavoce del Ministero degli Esteri Aibek Smadiyarov che ha più volte dichiarato che non esiste «alcuna informazione confermata» che i droni abbiano raggiunto obiettivi russi passando attraverso il Kazakistan .
La reazione del Kazakistan è un esempio lampante della sua politica estera «multi-vettore» — una strategia che risale ai primi anni '90, volta a bilanciare i rapporti tra Russia, Cina, Occidente e potenze regionali per preservare la sovranità ed evitare di essere coinvolto in conflitti tra grandi potenze .
Gli elementi chiave di questo equilibrio sono:
In sintesi, la smentita su Omsk è una mossa diplomatica difensiva: negando rapidamente e con fermezza le narrazioni dei media russi che coinvolgevano il Kazakistan, Astana cerca di evitare di essere trascinata nel conflitto, di segnalare la propria neutralità e di impedire a Mosca di usare tali accuse per fare ulteriore pressione. Allo stesso tempo, il Kazakistan ha separatamente criticato gli attacchi ucraini alle infrastrutture del CPC quando minacciano le sue stesse esportazioni di petrolio, illustrando la natura transazionale e basata sugli interessi della sua politica estera .