L’avviso riguarda le versioni di Claude Code dalla 2.1.91 alla 2.1.196 . Secondo la ricostruzione riportata dal Wall Street Journal, si tratta di release pubblicate tra aprile e giugno 2026 .
Secondo l’NVDB, nelle versioni segnalate sarebbe presente un meccanismo di monitoraggio integrato capace di inviare a server remoti informazioni sensibili senza il consenso dell’utente . Tra i dati citati figurano:
L’ente cinese ha avvertito che un simile meccanismo potrebbe rappresentare una “grave minaccia” . Le fonti disponibili attribuiscono queste conclusioni all’NVDB e non documentano, al momento, una verifica tecnica pubblica e indipendente di ogni dettaglio.
L’NVDB ha raccomandato a organizzazioni e utenti di esaminare immediatamente i sistemi interessati e di adottare una delle due misure indicate:
Per chi gestisce ambienti aziendali, l’avviso implica anche la necessità di controllare quali versioni siano installate e se il software abbia avuto accesso a dati o reti interne. Le fonti non forniscono però istruzioni tecniche più dettagliate né quantificano eventuali trasferimenti già avvenuti.
Anthropic ha respinto l’impostazione dell’avvertimento sostenendo che gli utenti in Cina non avrebbero dovuto utilizzare Claude Code. I termini della società vietano infatti l’uso dei suoi modelli da parte di aziende cinesi e di entità estere controllate da tali aziende .
La posizione di Anthropic non costituisce, di per sé, una confutazione tecnica delle accuse sull’invio di dati: chiarisce soprattutto il quadro contrattuale e l’autorizzazione all’uso del servizio.
L’allerta nazionale è arrivata dopo che Alibaba aveva classificato Claude Code come software “ad alto rischio” e, secondo quanto riportato, aveva deciso di vietarne l’uso ai dipendenti negli ambienti di lavoro dal 10 luglio 2026 .
La decisione sarebbe stata legata alle preoccupazioni per un presunto codice nascosto utilizzato per identificare o monitorare utenti cinesi . Il divieto aziendale e l’avviso dell’NVDB sono quindi due episodi distinti, ma ravvicinati, all’interno dello stesso confronto sulla sicurezza e sull’accesso agli strumenti di intelligenza artificiale statunitensi.
Le fonti disponibili per questa verifica non contengono informazioni sufficienti per confermare una parallela indagine della Camera dei rappresentanti statunitense sui modelli di IA cinesi. Questo elemento della vicenda, pertanto, resta non verificato sulla base dei materiali consultati.
Reuters e il Wall Street Journal inseriscono l’allerta nel più ampio inasprimento della competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina . Altre testate descrivono il caso come un nuovo fronte della disputa commerciale e strategica sull’IA .
Il punto centrale è dunque duplice: da una parte, l’NVDB accusa specifiche versioni di Claude Code di poter trasmettere dati identificativi e di localizzazione senza consenso; dall’altra, Anthropic sostiene che gli utenti cinesi non fossero autorizzati a usare il prodotto. Finché non emergeranno ulteriori analisi tecniche indipendenti, la presunta backdoor resta un’accusa formalmente sostenuta dall’autorità cinese, non un fatto definitivamente accertato.
In sintesi: le versioni 2.1.91–2.1.196 sono quelle indicate nell’allerta; i dati citati sono soprattutto posizione geografica e identificativi legati all’identità; la raccomandazione è disinstallare il software o aggiornarlo all’ultima release sicura . Alibaba aveva già annunciato restrizioni interne, mentre la risposta di Anthropic si concentra sul divieto contrattuale di utilizzo in Cina .
L’avviso riguarda le versioni di Claude Code dalla 2.1.91 alla 2.1.196 . Secondo la ricostruzione riportata dal Wall Street Journal, si tratta di release pubblicate tra aprile e giugno 2026 .
Secondo l’NVDB, nelle versioni segnalate sarebbe presente un meccanismo di monitoraggio integrato capace di inviare a server remoti informazioni sensibili senza il consenso dell’utente . Tra i dati citati figurano:
L’ente cinese ha avvertito che un simile meccanismo potrebbe rappresentare una “grave minaccia” . Le fonti disponibili attribuiscono queste conclusioni all’NVDB e non documentano, al momento, una verifica tecnica pubblica e indipendente di ogni dettaglio.
L’NVDB ha raccomandato a organizzazioni e utenti di esaminare immediatamente i sistemi interessati e di adottare una delle due misure indicate:
Per chi gestisce ambienti aziendali, l’avviso implica anche la necessità di controllare quali versioni siano installate e se il software abbia avuto accesso a dati o reti interne. Le fonti non forniscono però istruzioni tecniche più dettagliate né quantificano eventuali trasferimenti già avvenuti.
Anthropic ha respinto l’impostazione dell’avvertimento sostenendo che gli utenti in Cina non avrebbero dovuto utilizzare Claude Code. I termini della società vietano infatti l’uso dei suoi modelli da parte di aziende cinesi e di entità estere controllate da tali aziende .
La posizione di Anthropic non costituisce, di per sé, una confutazione tecnica delle accuse sull’invio di dati: chiarisce soprattutto il quadro contrattuale e l’autorizzazione all’uso del servizio.
L’allerta nazionale è arrivata dopo che Alibaba aveva classificato Claude Code come software “ad alto rischio” e, secondo quanto riportato, aveva deciso di vietarne l’uso ai dipendenti negli ambienti di lavoro dal 10 luglio 2026 .
La decisione sarebbe stata legata alle preoccupazioni per un presunto codice nascosto utilizzato per identificare o monitorare utenti cinesi . Il divieto aziendale e l’avviso dell’NVDB sono quindi due episodi distinti, ma ravvicinati, all’interno dello stesso confronto sulla sicurezza e sull’accesso agli strumenti di intelligenza artificiale statunitensi.
Le fonti disponibili per questa verifica non contengono informazioni sufficienti per confermare una parallela indagine della Camera dei rappresentanti statunitense sui modelli di IA cinesi. Questo elemento della vicenda, pertanto, resta non verificato sulla base dei materiali consultati.
Reuters e il Wall Street Journal inseriscono l’allerta nel più ampio inasprimento della competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina . Altre testate descrivono il caso come un nuovo fronte della disputa commerciale e strategica sull’IA .
Il punto centrale è dunque duplice: da una parte, l’NVDB accusa specifiche versioni di Claude Code di poter trasmettere dati identificativi e di localizzazione senza consenso; dall’altra, Anthropic sostiene che gli utenti cinesi non fossero autorizzati a usare il prodotto. Finché non emergeranno ulteriori analisi tecniche indipendenti, la presunta backdoor resta un’accusa formalmente sostenuta dall’autorità cinese, non un fatto definitivamente accertato.
In sintesi: le versioni 2.1.91–2.1.196 sono quelle indicate nell’allerta; i dati citati sono soprattutto posizione geografica e identificativi legati all’identità; la raccomandazione è disinstallare il software o aggiornarlo all’ultima release sicura . Alibaba aveva già annunciato restrizioni interne, mentre la risposta di Anthropic si concentra sul divieto contrattuale di utilizzo in Cina .