Gli attacchi hanno causato vittime di massa e danni ingenti alle infrastrutture civili, ma i sistemi di difesa aerea e di comando ucraini sono rimasti operativi. La Russia non ha ottenuto alcuna svolta strategica.
L'Ucraina ha intensificato drammaticamente la sua campagna a lungo raggio tra giugno e luglio 2026: le Forze di Sistemi Senza Equipaggio hanno registrato un aumento del 1.150% dei colpi riusciti in profondità nel territorio russo dall’inizio dell’anno E. Le operazioni chiave includono:
Capacità di raffinazione — I ripetuti attacchi hanno messo fuori uso diverse raffinerie di grandi dimensioni. La sola raffineria di Mosca resterà offline per almeno sei mesi R e la capacità di raffinazione complessiva russa è al minimo da 16 anni B. Un paradosso: le esportazioni di greggio via mare russe sono salite ai massimi dall’inizio della guerra, perché le raffinerie interne non possono lavorare il greggio, lasciandone una maggiore quantità disponibile per l’esportazione T.
Carenza di carburante — I danni alle raffinerie hanno provocato una scarsità di benzina, impennate dei prezzi, limitazioni alle vendite e code interminabili ai distributori in tutta la Russia R. A giugno 2026, la situazione è degenerata in una vera e propria crisi del carburante, con la Crimea occupata che ha dichiarato lo stato di emergenza e vietato la vendita di carburante E. Un conteggio dell’Associated Press ha registrato oltre 50 attacchi ucraini contro raffinerie, depositi, terminali e altre infrastrutture petrolifere in Russia e Crimea da fine marzo 2026 A. Circa un terzo della capacità di raffinazione russa è offline, secondo una stima di una società di consulenza A.
Risposta di Mosca sulle esportazioni — Il Cremlino ha imposto una serie di restrizioni per preservare l’offerta interna:
Gli attacchi russi su Kyiv hanno causato vittime civili di massa e danni materiali, ma nessun vantaggio militare decisivo. La campagna di droni ucraina ha ottenuto un effetto asimmetrico: colpendo la capacità di raffinazione a valle anziché la produzione di greggio, ha creato una crisi interna del carburante che ha costretto Mosca a vietare le esportazioni di benzina, diesel e jet fuel — interrompendo un flusso di entrate cruciale per lo sforzo bellico. La raffinazione è al minimo da 16 anni, diverse raffinerie resteranno offline per mesi e la Russia è ora costretta a importare carburante mentre esporta più greggio non raffinato TRR.