L'uscita degli Emirati Arabi Uniti (EAU) dall'OPEC e dall'OPEC+, avvenuta il 1° maggio 2026, ha rappresentato un terremoto per il mercato petrolifero globale. Essendo il più grande produttore ad aver mai lasciato il cartello, la mossa ha innescato un immediato aumento della produzione, accelerato i piani di espansione di ADNOC, messo a dura prova la coesione dell'OPEC+ e spinto altri membri, come l'Iraq, a minacciare defezioni simili.
Impennata della produzione e record di esportazioni
- Produzione oltre 3,8 milioni di barili al giorno (bpd) a giugno 2026: Gli EAU hanno aumentato la produzione di greggio a livelli vicini ai record storici, superando i 3,8 milioni di bpd a giugno, il livello più alto da aprile 2020, dopo essersi liberati dai vincoli di produzione dell'OPEC R. Ciò ha reso giugno il secondo mese con la produzione più alta nella storia del paese RA.
- Esportazioni da record: I dati preliminari di Kpler e Vortexa mostrano che le esportazioni di greggio e condensato degli EAU hanno raggiunto un record di 3,7 milioni di bpd a giugno, superando il picco precedente dell'aprile 2020 R.
- Produzione vicina al massimo storico di circa 3,85 milioni di bpd stabilito nell'aprile 2020, superando i livelli prebellici con l'Iran RA.
L'accelerazione dei piani di espansione di ADNOC
- Investimenti da 55 miliardi di dollari: ADNOC ha accelerato i piani per assegnare fino a 55 miliardi di dollari in contratti di crescita e produzione dopo l'uscita dall'OPEC C.
- Obiettivo di capacità di 5 milioni di bpd: L'amministratore delegato di ADNOC per l'Upstream ha definito l'uscita dal cartello una "decisione sovrana" presa per interessi strategici a lungo termine, e ADNOC punta a una capacità produttiva di 5 milioni di bpd R.
- Previsioni AIE oltre i 5 milioni di bpd: L'Agenzia Internazionale per l'Energia ha previsto che la produzione petrolifera degli EAU supererà i 5 milioni di barili al giorno il prossimo anno, mentre la nazione cerca di aumentare la produzione dopo l'addio all'OPEC R.
- Progetti di tipo shale: ADNOC è pronta a portare avanti progetti petroliferi e di gas non convenzionali (tipo shale) che in precedenza erano limitati dalle quote OPEC R.
Contesto storico: attriti con l'Arabia Saudita sulle quote
- Annosa disputa sulle quote: Gli EAU erano frustrati da anni per la loro quota di base nell'OPEC+, che li costringeva a tenere inattiva una capacità produttiva di circa 1 milione di bpd, mentre ADNOC aveva investito massicciamente nell'espansione ANK.
- Unico membro OPEC, oltre all'Arabia Saudita, con una significativa capacità in eccesso: Gli EAU avrebbero potuto contribuire a calmierare i prezzi del petrolio, ma erano vincolati da quote che limitavano la produzione a 3-3,5 milioni di bpd RK.
- Uscita unilaterale: Gli EAU non hanno consultato l'Arabia Saudita né alcun altro membro prima di fare l'annuncio il 28 aprile, ponendo fine a 59 anni di membership in quella che è stata descritta come una decisione presa "con una telefonata" RN.
- Tensione di fondo: La visione degli EAU era quella di aver superato l'OPEC: non avevano più bisogno del suo quadro di riferimento e ritenevano che i propri interessi nazionali fossero meglio serviti in modo indipendente RA.
La risposta dell'OPEC+ e le pressioni sul mercato
- Aumento simbolico delle quote: Il 3 maggio, sette nazioni dell'OPEC+ (Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakhstan, Algeria e Oman) hanno concordato un aumento simbolico di 188.000 bpd delle quote per giugno, il primo incontro del gruppo senza gli EAU, con l'obiettivo di dimostrare continuità RBO.
- Indebolimento della leva del cartello: L'uscita degli EAU ha rimosso circa 3,5 milioni di bpd di quota di base dall'aritmetica dell'alleanza e ha diminuito l'influenza dell'OPEC+ sulle forniture globali e sui prezzi RRO. Tuttavia, delegati ed esperti hanno valutato che i membri rimanenti avrebbero probabilmente mantenuto la coesione R.
- Pressione al ribasso sui prezzi: Con gli EAU senza vincoli e che pompano a livelli quasi record, la concorrenza tra i produttori del Golfo si è intensificata, aggiungendo offerta globale e mettendo pressione al ribasso sui prezzi, una dinamica ulteriormente amplificata dalle successive minacce di uscita dell'Iraq RI.
Implicazioni più ampie: il rischio di ulteriori defezioni
- L'Iraq minaccia di andarsene: L'Iraq, secondo produttore dell'OPEC, ha segnalato a fine giugno che potrebbe abbandonare il cartello se non gli verrà concessa una quota di produzione più alta, seguendo l'esempio degli EAU RI. Un'uscita dell'Iraq rimuoverebbe il sesto produttore mondiale di greggio e lascerebbe l'Arabia Saudita "sempre più isolata" come garante dell'OPEC I.
- Kuwait, Kazakhstan e altri membri con capacità in eccesso si trovano ad affrontare pressioni simili, con gli analisti che notano come l'OPEC+ si stia "evolvendo da un cartello disciplinato a qualcosa di molto più lasso" O.
- Precedenti di uscite: Quella degli EAU è la quarta defezione dall'OPEC+ negli ultimi anni, dopo Angola, Ecuador e Qatar R. Ma gli EAU sono di gran lunga il più grande produttore ad aver mai lasciato il cartello.
- Nessun effetto domino immediato confermato: Sebbene i delegati credano che l'OPEC+ resisterà per ora R, la minaccia dell'Iraq è il segno più concreto che l'uscita degli EAU potrebbe innescare uno smantellamento più ampio se i membri rimanenti non otterranno concessioni sulle quote IE.
In sintesi, l'uscita degli EAU è stata rapidamente convalidata da produzione ed esportazioni record, ha sbloccato decine di miliardi di investimenti di ADNOC, ha indebolito la disciplina dell'OPEC+ e ha incoraggiato altri membri, in particolare l'Iraq, a minacciare azioni simili, mettendo la coesione a lungo termine del cartello sotto la pressione più seria degli ultimi decenni.