Ecco un'analisi completa e basata sulle fonti dei risultati del sondaggio Consulum–HarrisX e dei fattori chiave alla base della fiducia degli investitori nel Golfo in un contesto di conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Cosa rivela il sondaggio Consulum–HarrisX
Il sondaggio internazionale Consulum–HarrisX, pubblicato a luglio 2026, mostra che l'82% degli investitori globali è fiducioso nel futuro economico della regione del Golfo, nonostante il conflitto in corso tra USA e Iran
. L'indagine ha raccolto opinioni da oltre 3.800 cittadini e residenti in quattro mercati del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG)
. I risultati principali includono:
- Circa il 70% degli investitori internazionali prevede che l'importanza economica globale dei paesi del CCG crescerà nei prossimi cinque anni
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- Una netta maggioranza prevede una crescita economica sostenuta, un ruolo internazionale più forte per il CCG e una soluzione negoziata alle attuali tensioni
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- Il 92% degli intervistati negli Emirati Arabi Uniti rimane fiducioso nell'economia e il 91% ritiene che il paese sia "sulla strada giusta", nonostante i rischi legati al conflitto
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- Un sondaggio separato di Consulum–HarrisX in Qatar ha rilevato che la fiducia nell'economia e nel governo del Qatar rimane elevata nonostante le tensioni regionali
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I fattori chiave alla base della fiducia degli investitori
1. Attività record dei fondi sovrani
I fondi sovrani del Golfo hanno intensificato le loro operazioni durante il conflitto, smentendo le aspettative che la guerra con l'Iran avrebbe frenato la loro propensione agli investimenti.
- I cinque maggiori investitori — tra Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar — hanno speso collettivamente quasi 26 miliardi di dollari tra marzo, aprile e maggio 2026, con la maggior parte del capitale investito al di fuori della regione
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- I fondi sovrani del Golfo hanno rappresentato il 43% della spesa totale globale dei fondi sovrani nel 2025, diventando attori dominanti in settori come l'intelligenza artificiale
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- Questa attività di investimento all'estero segnala riserve di capitale profonde e un impegno strategico a lungo termine, rassicurando gli investitori internazionali sulla stabilità finanziaria della regione
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2. Diversificazione economica e crescita non petrolifera
La spinta pluridecennale del Golfo verso la riduzione della dipendenza dagli idrocarburi sta ora producendo una resilienza tangibile.
- Le economie del CCG dovrebbero rimanere resilienti nel 2026, sostenute da una forte domanda interna, dall'espansione dei settori non petroliferi e da un contesto economico globale generalmente stabile
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- La Banca Mondiale ha sottolineato che la robusta crescita non petrolifera è un importante supporto strutturale, anche se il conflitto mette sotto pressione le entrate legate al petrolio
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- I CEO del Medio Oriente identificano Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto come i paesi con il maggior potenziale di investimento intraregionale, con gli Emirati Arabi Uniti che si classificano come la quarta destinazione più attraente a livello globale (dietro solo a Stati Uniti, India e Cina) secondo il Global Investor Survey di PwC
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3. Previsioni di crescita della Banca Mondiale (pre e post conflitto)
Le previsioni della Banca Mondiale per il CCG dipingono un quadro complesso: uno slancio sottostante forte, parzialmente interrotto dal conflitto.
- Prospettive pre-conflitto (autunno 2025): La Banca Mondiale prevedeva una crescita del CCG al 4,5% nel 2026, trainata dal previsto allentamento dei tagli alla produzione OPEC+ e dalla robusta espansione del settore non petrolifero
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- Revisione post-conflitto (aprile 2026): La Banca Mondiale ha tagliato le sue previsioni di crescita per il 2026 per l'intera regione del Medio Oriente dal 3,6% all'1,8%, riflettendo l'impatto del conflitto con l'Iran
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- Previsioni contrastanti a breve termine: ICAEW e Oxford Economics prevedono che le economie del CCG si contraggano collettivamente dello 0,2% nel 2026 a causa del forte shock geopolitico
. Il FMI ha previsto contrazioni nette per i singoli stati del Golfo: Qatar al -14,7%, Kuwait al -4,2%, Bahrain al -3,8%, Emirati Arabi Uniti al -1,9% e Arabia Saudita all'-1,4%
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La sfumatura chiave: la fiducia a lungo termine rimane alta perché gli investitori considerano la contrazione come uno shock geopolitico temporaneo per economie strutturalmente solide, sempre più diversificate e con profondi cuscinetti fiscali.
4. Analisi del sentiment per area geografica e per stato del Golfo
Per area geografica degli investitori:
- Il sondaggio completo di Consulum–HarrisX non ha fornito una ripartizione geografica dettagliata del sentiment. Tuttavia, dati di mercato più ampi mostrano che la fiducia degli investitori nordamericani è effettivamente aumentata (da 118 a 132 su un indice di investimento geopolitico) durante il periodo della guerra in Iran, indicando che il capitale considerava il Golfo come un rifugio relativamente stabile all'interno della regione
. Gli investitori istituzionali europei e asiatici hanno mostrato un crescente interesse nell'allocazione verso i mercati dell'Asia-Pacifico e quelli emergenti, con il Golfo che ha beneficiato come destinazione chiave in questo riequilibrio
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Per stato del Golfo:
- Emirati Arabi Uniti: Il performer di punta. Consulum–HarrisX ha rilevato una fiducia pubblica del 92% nell'economia e un 91% che ritiene il paese "sulla strada giusta"
. Il Kearney FDI Confidence Index 2026 ha classificato gli Emirati Arabi Uniti come l'economia più ottimista al mondo per gli investitori internazionali nei prossimi tre anni
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- Qatar: Il sondaggio Consulum–HarrisX ha specificamente misurato una forte fiducia nell'economia e nel governo del Qatar, con 826 intervistati che riflettono un ottimismo continuo
. Il fondo sovrano del Qatar (QIA) rimane un importante operatore globale, sebbene il FMI preveda per il Qatar la contrazione del PIL più marcata nel CCG, pari al -14,7%, a causa della sua esposizione al GNL
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- Arabia Saudita: Continua ad essere considerata il più grande progetto di diversificazione della regione, con il suo fondo sovrano (PIF) tra i maggiori spenditori a livello globale. La Banca Mondiale ha notato che l'Arabia Saudita era meglio posizionata rispetto ai suoi pari per "assorbire lo shock" del conflitto
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In sintesi
Il sondaggio Consulum–HarrisX (82% di fiducia) rivela che gli investitori internazionali stanno distinguendo tra perturbazione geopolitica a breve termine e solidità strutturale a lungo termine nel Golfo. I fattori chiave sono la potenza di fuoco dei fondi sovrani (quasi 26 miliardi di dollari investiti nel solo secondo trimestre del 2026), l'accelerazione della diversificazione non petrolifera, i forti cuscinetti fiscali e l'emergere degli Emirati Arabi Uniti come destinazione di investimento globale di prim'ordine. Questo ottimismo persiste anche se le previsioni del PIL a breve termine sono state fortemente riviste al ribasso: la visione dominante è che i fondamentali del Golfo resisteranno al ciclo del conflitto.