Maggio 2026 — minimo da 37 anni: La produzione di greggio degli 11 membri dell'OPEC è scesa a 16,33 milioni di barili al giorno (b/g) a maggio, con un calo di 1,22 milioni di b/g rispetto ad aprile e il livello più basso dal 1989 (descritto da alcune fonti come un minimo da 37 anni) . Il crollo è stato causato principalmente dal blocco navale statunitense contro l'Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, che hanno paralizzato le esportazioni dell'Iran e di altri produttori del Golfo . La produzione iraniana è diminuita di circa 710.000 b/g, attestandosi a 2,34 milioni di b/g, il minimo da cinque anni .
Giugno 2026 — balzo a 19,43 milioni di b/g: In seguito al memorandum e alla riapertura dello stretto, l'OPEC ha aumentato la produzione di circa 3,3 milioni di b/g a giugno, raggiungendo circa 19,43 milioni di b/g, secondo un sondaggio Reuters riportato il 3 luglio . La cifra di 18,75 milioni di b/g citata è vicina ma leggermente inferiore a questo risultato — le medie mensili esatte possono variare a seconda della fonte e della metodologia del sondaggio. L'OPEC+ aveva inoltre concordato il 7 giugno un quarto aumento consecutivo dei contingenti di produzione (188.000 b/g a partire da luglio) .
Ancora lontani dai livelli pre-crisi: Nonostante il balzo di giugno, la produzione OPEC è rimasta ben al di sotto della linea di base prebellica di circa 29 milioni di b/g (per gli 11 membri OPEC) . La EIA (Energy Information Administration) ha stimato che le interruzioni della produzione in Medio Oriente hanno raggiunto un picco di quasi 10,8 milioni di b/g a maggio, rappresentando una perdita massiccia di offerta che richiederà molti mesi, se non anni, per essere completamente ripristinata .
Brent in calo di circa il 21%, WTI di oltre il 20%. I prezzi del petrolio sono crollati a giugno, poiché il premio per il rischio di guerra è stato rapidamente eliminato dal mercato:
Ciò ha rappresentato un crollo di circa il 21% per il Brent e di oltre il 20% per il WTI rispetto ai picchi dell'era del conflitto, cancellando completamente il premio per il rischio di guerra e riportando i prezzi al di sotto dei 71 dollari al barile, in linea con i livelli prebellici .