Regole sul clima per i data center: l’UE cede alla lobby Big Tech, rischio greenwashing
Il pacchetto europeo sull’efficienza energetica dei data center (previsto per inizio 2026) è stato ammorbidito: accetta certificati nucleari e compensazioni energetiche transfrontaliere, posticipa l’etichetta di soste... Le emissioni di Big Tech sono in forte aumento: Amazon +16% nel 2025, Google quasi +50% in 5 anni.
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Il pacchetto europeo sull’efficienza energetica dei data center (previsto per inizio 2026) è stato ammorbidito: accetta certificati nucleari e compensazioni energetiche transfrontaliere, posticipa l’etichetta di soste...
Le emissioni di Big Tech sono in forte aumento: Amazon +16% nel 2025, Google quasi +50% in 5 anni.
Il consumo elettrico dei data center UE potrebbe raggiungere 150 200 TWh entro il 2030 (5 7% della domanda totale), mentre un rapporto Accenture avverte che le emissioni globali di CO2 dell'IA potrebbero aumentare di...
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openai.com
L'Unione Europea si prepara a varare il suo pacchetto normativo più ambizioso per la sostenibilità dei data center. Tuttavia, bozze trapelate e report investigativi rivelano che le regole finali sono state significativamente ammorbidite dopo un'intensa attività di lobbying da parte delle big tech.
Il Pacchetto per l'Efficienza Energetica dei Data Center della Commissione Europea, la cui pubblicazione è prevista per l'inizio del 2026, mira a rendere i data center carbon-neutral entro il 2030 . Una serie di modifiche – tra cui l'espansione dei certificati energetici accettabili per includere il nucleare, il rinvio dell'etichetta di sostenibilità UE e la decisione di mantenere segreti i dati dei singoli impianti – ha portato i critici a definire il quadro rivisto una “concessione alle big tech” che non ridurrà significativamente le emissioni .
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What are the key points to validate first?
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What should I do next in practice?
Il consumo elettrico dei data center UE potrebbe raggiungere 150 200 TWh entro il 2030 (5 7% della domanda totale), mentre un rapporto Accenture avverte che le emissioni globali di CO2 dell'IA potrebbero aumentare di...
Regole sul clima per i data center: l’UE cede alla lobby Big Tech, rischio greenwashing
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L'Unione Europea si prepara a varare il suo pacchetto normativo più ambizioso per la sostenibilità dei data center. Tuttavia, bozze trapelate e report investigativi rivelano che le regole finali sono state significativamente ammorbidite dopo un'intensa attività di lobbying da parte delle big tech.
Il Pacchetto per l'Efficienza Energetica dei Data Center della Commissione Europea, la cui pubblicazione è prevista per l'inizio del 2026, mira a rendere i data center carbon-neutral entro il 2030 . Una serie di modifiche – tra cui l'espansione dei certificati energetici accettabili per includere il nucleare, il rinvio dell'etichetta di sostenibilità UE e la decisione di mantenere segreti i dati dei singoli impianti – ha portato i critici a definire il quadro rivisto una “concessione alle big tech” che non ridurrà significativamente le emissioni .
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What should I do next in practice?
Il consumo elettrico dei data center UE potrebbe raggiungere 150 200 TWh entro il 2030 (5 7% della domanda totale), mentre un rapporto Accenture avverte che le emissioni globali di CO2 dell'IA potrebbero aumentare di...
Un sistema di rating di sostenibilità comune UE per i data center, che copre efficienza energetica, consumo idrico, recupero del calore di scarto e approvvigionamento di energie rinnovabili .
Obblighi di rendicontazione ai sensi della Direttiva sull'Efficienza Energetica (EED 2023/1791) per tutti i data center con potenza superiore a 500 kW, che dovranno inviare KPI (PUE, efficienza del raffreddamento, consumo energetico totale, consumo idrico, riutilizzo del calore) a un database europeo .
Un nuovo regolamento delegato che modifica il quadro di rendicontazione esistente (UE/2024/1364) per ampliare la gamma di certificati energetici accettabili .
La Commissione ha anche proposto a dicembre 2025 un regolamento (COM(2025) 984) che designa i data center come settore strategico, con procedure accelerate di valutazione dell'impatto ambientale .
Come Big Tech e le associazioni di categoria hanno fatto pressione
Le associazioni di categoria – guidate da Microsoft, DigitalEurope (i cui membri includono Amazon, Google e Meta) e la European Data Centre Association (EUDCA) – hanno spinto per regole più permissive su più fronti :
Tenere segreti i dati dei singoli data center: Microsoft e DigitalEurope hanno sostenuto con successo che i dati sul consumo energetico e idrico a livello di singolo impianto non dovessero essere pubblici, adducendo la riservatezza commerciale. Un'indagine investigativa di AlgorithmWatch e Corporate Europe Observatory ha scoperto che la Commissione ha “copia-incollato” un emendamento redatto da Microsoft che mantiene nascosti i dati ambientali dei singoli data center .
Ampliamento dei certificati energetici ammissibili: L'industria ha sostenuto che limitare i certificati accettabili alla sola energia rinnovabile “nuova” fosse impraticabile e che l'energia nucleare e la compensazione transfrontaliera di energia rinnovabile (chiamata anche contabilità “market-based”) dovessero essere conteggiate ai fini del rating di sostenibilità .
Ritardo dell'etichetta: La spinta dell'industria ha contribuito a ritardare l'etichetta di sostenibilità (originariamente prevista per il 2027) in mezzo a una disputa sull'inclusione dei certificati nucleari .
Il documento di posizione ufficiale di DigitalEurope del dicembre 2025 chiedeva una tempistica di attuazione più lunga, una rendicontazione semplificata per gli impianti più piccoli e una più ampia accettazione delle Garanzie d'Origine (GO), comprese quelle nucleari .
Le modifiche specifiche apportate alle proposte originali
Secondo una bozza di regolamento trapelata riportata dal Financial Times e ripresa da molte testate, il quadro rivisto include questi ammorbidimenti chiave :
Espansione dei certificati energetici accettabili: La proposta originale più restrittiva limitava la contabilizzazione dell'energia verde a fonti rinnovabili “aggiuntive” o “nuove”. La versione rivista ora accetta le Garanzie d'Origine (GO) da centrali nucleari e consente la compensazione transfrontaliera degli acquisti di energia rinnovabile, non solo la generazione in loco o nello stesso paese .
Nessuna divulgazione pubblica obbligatoria: Invece di rendere pubblici i dati energetici e idrici dei singoli data center (come originariamente previsto), le regole riviste richiedono solo una rendicontazione aggregata o riservata alle autorità, mantenendo i dati a livello di impianto fuori dai database pubblici .
Etichetta di sostenibilità ritardata: La prevista etichetta di sostenibilità dell'UE per i data center, inizialmente in vigore dall'agosto 2027, è stata posticipata a causa della disputa sui certificati nucleari .
Cosa dicono i critici
I critici sostengono che il quadro rivisto sia stato significativamente indebolito al punto da non garantire riduzioni significative delle emissioni:
“Greenwashing tramite certificati”: Consentire le GO nucleari e la compensazione transfrontaliera significa che i data center possono dichiararsi “verdi” senza aggiungere nuove rinnovabili alla rete o ridurre le emissioni reali .
La segretezza impedisce la responsabilità: Mantenere segreti i dati dei singoli impianti impedisce a ricercatori, comunità locali e regolatori di valutare l'impatto ambientale reale di specifici data center o di confrontare le prestazioni degli operatori .
Nessun obbligo vincolante sul PUE a livello UE: Mentre la Germania ha introdotto un tetto massimo di PUE (1.2 per le nuove costruzioni dal luglio 2026), il quadro UE si basa ancora in gran parte su obiettivi volontari del settore .
Scarsa conformità: Solo il 36% dei data center UE ha finora comunicato il proprio consumo energetico nell'ambito del regime obbligatorio, sollevando dubbi sull'applicazione .
Esperti citati dal Financial Times affermano che le modifiche sono una “concessione alle big tech” guidata dalla pressione per costruire rapidamente infrastrutture per l'IA e che il quadro rivisto non porterà a reali riduzioni delle emissioni perché si basa su trucchi contabili piuttosto che su una vera decarbonizzazione .
L'aumento delle emissioni di Big Tech
Mentre fanno pressione per regole più permissive, le stesse aziende hanno visto le loro emissioni impennarsi a causa dell'accelerazione della costruzione di data center per l'IA:
Azienda
Variazione recente delle emissioni
Cumulativo dagli impegni climatici
Google (Alphabet)
+11% nel 2024 ; ulteriore aumento nel 2025
Quasi +50% in cinque anni
Amazon
+6% nel 2024 ; +16% nel 2025
+33% in cinque anni
Microsoft
Leggera diminuzione nel 2024 ma ancora del 10% sopra la baseline 2021
Consumo elettrico quasi triplicato (da 10,8 a 29,8 milioni di MWh, 2020-2024) ; aumento cumulativo del 23% dal 2020
Meta
Emissioni aumentate del 64% rispetto alla baseline pre-ChatGPT
+60% in cinque anni
Un rapporto di un'agenzia ONU ha rilevato che le emissioni indirette (Scope 2 e 3) di Amazon, Google, Meta e Microsoft sono collettivamente aumentate del 150% in tre anni, poiché l'espansione dell'IA ha spinto un consumo elettrico massiccio . Il LA Times ha riportato che le emissioni di Amazon sono aumentate del 16% solo nel 2025, spinte dalla costruzione di data center e dall'energia da combustibili fossili .
La crescita prevista: capacità dei data center UE entro il 2030
L'UE punta a data center climate-neutral entro il 2030, ma la capacità si sta espandendo così rapidamente che i guadagni di efficienza vengono travolti:
Si prevede che il consumo elettrico dei data center UE passi dagli attuali 70-80 TWh a una stima di 150-200 TWh entro il 2030, rappresentando potenzialmente il 5-7% della domanda elettrica totale dell'UE.
La Commissione Europea ha riconosciuto i data center come “settore strategico” e sta snellendo le procedure di approvazione per accelerare la costruzione .
Il Climate Neutral Data Centre Pact (autoregolamentazione del settore) fissa obiettivi PUE di 1,3 per i nuovi impianti in climi freddi entro il 2025 e 1,4 altrove, ma la crescita effettiva della capacità sta superando i guadagni di efficienza .
Accenture ha stimato che le emissioni di carbonio dei data center per l'IA a livello globale sono destinate ad aumentare di 11 volte entro il 2030.
Contesto più ampio: Come Microsoft ha scritto le regole UE sulla segretezza
Nell'aprile 2026, un'inchiesta giornalistica di AlgorithmWatch, Corporate Europe Observatory e Investigate Europe ha rivelato che la Commissione Europea ha copiato e incollato un emendamento redatto da Microsoft e DigitalEurope nel regolamento delegato che disciplina la rendicontazione dei data center .
L'emendamento in questione: i dati sul consumo energetico e idrico dei singoli data center NON devono essere resi pubblici. Saranno pubblicati solo dati aggregati. Ciò significa che cittadini, ricercatori e amministrazioni locali non possono verificare le dichiarazioni ambientali di specifici operatori di data center né confrontare gli impianti.
La Commissione ha negato l'accusa di “copia e incolla testuale” , ma il rapporto investigativo ha mostrato che il testo normativo finale corrispondeva quasi parola per parola alla formulazione proposta da Microsoft e che la Commissione ha rimosso il linguaggio precedente che avrebbe richiesto la divulgazione pubblica . Questa è ampiamente vista come una significativa vittoria di lobbying per le big tech che limita la trasparenza e la responsabilità per l'impronta energetica e idrica dei consumatori di elettricità in più rapida crescita in Europa.
Gli sforzi di lobbying dell'industria tecnologica hanno raggiunto livelli record: il settore digitale ha speso 151 milioni di euro all'anno per influenzare le decisioni dell'UE nel 2025, con un aumento del 33,6% rispetto al 2023 . Solo tra gennaio e giugno 2025, i rappresentanti delle big tech hanno tenuto 378 incontri di lobbying con alti funzionari della Commissione e eurodeputati, una media di tre incontri per giorno lavorativo .
qualenergia.it[PDF] EUROPEAN COMMISSION Brussels, XXX […](2026) XXX draft ...
Un sistema di rating di sostenibilità comune UE per i data center, che copre efficienza energetica, consumo idrico, recupero del calore di scarto e approvvigionamento di energie rinnovabili .
Obblighi di rendicontazione ai sensi della Direttiva sull'Efficienza Energetica (EED 2023/1791) per tutti i data center con potenza superiore a 500 kW, che dovranno inviare KPI (PUE, efficienza del raffreddamento, consumo energetico totale, consumo idrico, riutilizzo del calore) a un database europeo .
Un nuovo regolamento delegato che modifica il quadro di rendicontazione esistente (UE/2024/1364) per ampliare la gamma di certificati energetici accettabili .
La Commissione ha anche proposto a dicembre 2025 un regolamento (COM(2025) 984) che designa i data center come settore strategico, con procedure accelerate di valutazione dell'impatto ambientale .
Come Big Tech e le associazioni di categoria hanno fatto pressione
Le associazioni di categoria – guidate da Microsoft, DigitalEurope (i cui membri includono Amazon, Google e Meta) e la European Data Centre Association (EUDCA) – hanno spinto per regole più permissive su più fronti :
Tenere segreti i dati dei singoli data center: Microsoft e DigitalEurope hanno sostenuto con successo che i dati sul consumo energetico e idrico a livello di singolo impianto non dovessero essere pubblici, adducendo la riservatezza commerciale. Un'indagine investigativa di AlgorithmWatch e Corporate Europe Observatory ha scoperto che la Commissione ha “copia-incollato” un emendamento redatto da Microsoft che mantiene nascosti i dati ambientali dei singoli data center .
Ampliamento dei certificati energetici ammissibili: L'industria ha sostenuto che limitare i certificati accettabili alla sola energia rinnovabile “nuova” fosse impraticabile e che l'energia nucleare e la compensazione transfrontaliera di energia rinnovabile (chiamata anche contabilità “market-based”) dovessero essere conteggiate ai fini del rating di sostenibilità .
Ritardo dell'etichetta: La spinta dell'industria ha contribuito a ritardare l'etichetta di sostenibilità (originariamente prevista per il 2027) in mezzo a una disputa sull'inclusione dei certificati nucleari .
Il documento di posizione ufficiale di DigitalEurope del dicembre 2025 chiedeva una tempistica di attuazione più lunga, una rendicontazione semplificata per gli impianti più piccoli e una più ampia accettazione delle Garanzie d'Origine (GO), comprese quelle nucleari .
Le modifiche specifiche apportate alle proposte originali
Secondo una bozza di regolamento trapelata riportata dal Financial Times e ripresa da molte testate, il quadro rivisto include questi ammorbidimenti chiave :
Espansione dei certificati energetici accettabili: La proposta originale più restrittiva limitava la contabilizzazione dell'energia verde a fonti rinnovabili “aggiuntive” o “nuove”. La versione rivista ora accetta le Garanzie d'Origine (GO) da centrali nucleari e consente la compensazione transfrontaliera degli acquisti di energia rinnovabile, non solo la generazione in loco o nello stesso paese .
Nessuna divulgazione pubblica obbligatoria: Invece di rendere pubblici i dati energetici e idrici dei singoli data center (come originariamente previsto), le regole riviste richiedono solo una rendicontazione aggregata o riservata alle autorità, mantenendo i dati a livello di impianto fuori dai database pubblici .
Etichetta di sostenibilità ritardata: La prevista etichetta di sostenibilità dell'UE per i data center, inizialmente in vigore dall'agosto 2027, è stata posticipata a causa della disputa sui certificati nucleari .
Cosa dicono i critici
I critici sostengono che il quadro rivisto sia stato significativamente indebolito al punto da non garantire riduzioni significative delle emissioni:
“Greenwashing tramite certificati”: Consentire le GO nucleari e la compensazione transfrontaliera significa che i data center possono dichiararsi “verdi” senza aggiungere nuove rinnovabili alla rete o ridurre le emissioni reali .
La segretezza impedisce la responsabilità: Mantenere segreti i dati dei singoli impianti impedisce a ricercatori, comunità locali e regolatori di valutare l'impatto ambientale reale di specifici data center o di confrontare le prestazioni degli operatori .
Nessun obbligo vincolante sul PUE a livello UE: Mentre la Germania ha introdotto un tetto massimo di PUE (1.2 per le nuove costruzioni dal luglio 2026), il quadro UE si basa ancora in gran parte su obiettivi volontari del settore .
Scarsa conformità: Solo il 36% dei data center UE ha finora comunicato il proprio consumo energetico nell'ambito del regime obbligatorio, sollevando dubbi sull'applicazione .
Esperti citati dal Financial Times affermano che le modifiche sono una “concessione alle big tech” guidata dalla pressione per costruire rapidamente infrastrutture per l'IA e che il quadro rivisto non porterà a reali riduzioni delle emissioni perché si basa su trucchi contabili piuttosto che su una vera decarbonizzazione .
L'aumento delle emissioni di Big Tech
Mentre fanno pressione per regole più permissive, le stesse aziende hanno visto le loro emissioni impennarsi a causa dell'accelerazione della costruzione di data center per l'IA:
Azienda
Variazione recente delle emissioni
Cumulativo dagli impegni climatici
Google (Alphabet)
+11% nel 2024 ; ulteriore aumento nel 2025
Quasi +50% in cinque anni
Amazon
+6% nel 2024 ; +16% nel 2025
+33% in cinque anni
Microsoft
Leggera diminuzione nel 2024 ma ancora del 10% sopra la baseline 2021
Consumo elettrico quasi triplicato (da 10,8 a 29,8 milioni di MWh, 2020-2024) ; aumento cumulativo del 23% dal 2020
Meta
Emissioni aumentate del 64% rispetto alla baseline pre-ChatGPT
+60% in cinque anni
Un rapporto di un'agenzia ONU ha rilevato che le emissioni indirette (Scope 2 e 3) di Amazon, Google, Meta e Microsoft sono collettivamente aumentate del 150% in tre anni, poiché l'espansione dell'IA ha spinto un consumo elettrico massiccio . Il LA Times ha riportato che le emissioni di Amazon sono aumentate del 16% solo nel 2025, spinte dalla costruzione di data center e dall'energia da combustibili fossili .
La crescita prevista: capacità dei data center UE entro il 2030
L'UE punta a data center climate-neutral entro il 2030, ma la capacità si sta espandendo così rapidamente che i guadagni di efficienza vengono travolti:
Si prevede che il consumo elettrico dei data center UE passi dagli attuali 70-80 TWh a una stima di 150-200 TWh entro il 2030, rappresentando potenzialmente il 5-7% della domanda elettrica totale dell'UE.
La Commissione Europea ha riconosciuto i data center come “settore strategico” e sta snellendo le procedure di approvazione per accelerare la costruzione .
Il Climate Neutral Data Centre Pact (autoregolamentazione del settore) fissa obiettivi PUE di 1,3 per i nuovi impianti in climi freddi entro il 2025 e 1,4 altrove, ma la crescita effettiva della capacità sta superando i guadagni di efficienza .
Accenture ha stimato che le emissioni di carbonio dei data center per l'IA a livello globale sono destinate ad aumentare di 11 volte entro il 2030.
Contesto più ampio: Come Microsoft ha scritto le regole UE sulla segretezza
Nell'aprile 2026, un'inchiesta giornalistica di AlgorithmWatch, Corporate Europe Observatory e Investigate Europe ha rivelato che la Commissione Europea ha copiato e incollato un emendamento redatto da Microsoft e DigitalEurope nel regolamento delegato che disciplina la rendicontazione dei data center .
L'emendamento in questione: i dati sul consumo energetico e idrico dei singoli data center NON devono essere resi pubblici. Saranno pubblicati solo dati aggregati. Ciò significa che cittadini, ricercatori e amministrazioni locali non possono verificare le dichiarazioni ambientali di specifici operatori di data center né confrontare gli impianti.
La Commissione ha negato l'accusa di “copia e incolla testuale” , ma il rapporto investigativo ha mostrato che il testo normativo finale corrispondeva quasi parola per parola alla formulazione proposta da Microsoft e che la Commissione ha rimosso il linguaggio precedente che avrebbe richiesto la divulgazione pubblica . Questa è ampiamente vista come una significativa vittoria di lobbying per le big tech che limita la trasparenza e la responsabilità per l'impronta energetica e idrica dei consumatori di elettricità in più rapida crescita in Europa.
Gli sforzi di lobbying dell'industria tecnologica hanno raggiunto livelli record: il settore digitale ha speso 151 milioni di euro all'anno per influenzare le decisioni dell'UE nel 2025, con un aumento del 33,6% rispetto al 2023 . Solo tra gennaio e giugno 2025, i rappresentanti delle big tech hanno tenuto 378 incontri di lobbying con alti funzionari della Commissione e eurodeputati, una media di tre incontri per giorno lavorativo .
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