Ecco un briefing dettagliato e basato sulle fonti più recenti.
Damasco ha ripetutamente condannato le incursioni di terra e i bombardamenti d'artiglieria israeliani a Quneitra e Daraa, definendoli "nuovi attacchi israeliani" e violazioni della propria sovranità . Il Ministero degli Esteri siriano sostiene che queste operazioni costituiscono:
La posizione ufficiale di Damasco, ribadita dall'agenzia di stampa SANA e dal Ministero degli Esteri , cita anche episodi specifici come l'uccisione di un civile in un attacco a una casa a Turnejeh (nord di Quneitra) e le molestie ai residenti come prova delle "violazioni flagranti" da parte di Israele
.
Parlamento Arabo — Il 30 novembre 2025, il Parlamento Arabo ha condannato gli attacchi israeliani "nei termini più forti", affermando che costituiscono una flagrante violazione della sovranità della Siria, una chiara infrazione del diritto internazionale e della Carta dell'ONU, e una grave minaccia per la sicurezza e la stabilità regionale .
Arabia Saudita — Il Ministero degli Esteri saudita ha emesso molteplici condanne. Il 26 agosto 2025 ha denunciato le continue incursioni israeliane come una "flagrante violazione" della sovranità siriana e del diritto internazionale . Il 21 marzo 2026, l'Arabia Saudita ha condannato i raid israeliani contro i campi dell'esercito siriano come "aggressione", chiedendo l'intervento della comunità internazionale
. Insieme a Qatar e Kuwait, Riyadh ha anche condannato il tour del Primo Ministro israeliano Netanyahu nel territorio siriano occupato come "violazione palese"
.
Qatar — Il Qatar si è unito all'Arabia Saudita nel condannare i bombardamenti e le incursioni israeliane nel sud della Siria, respingendo ogni appello alla divisione o separazione del territorio siriano . L'agenzia di stampa qatariota (QNA) ha anche riportato le operazioni di detenzione israeliane a Daraa e Quneitra
.
Altri stati — Anche la Turchia e il Kuwait hanno condannato le operazioni. La Turchia, in particolare, ha definito i raid israeliani una "pericolosa escalation" .
A seguito della caduta del regime di Assad l'8 dicembre 2024, Israele ha invaso la zona cuscinetto smilitarizzata nel sud-ovest della Siria (adiacente alle alture del Golan occupate) e vi mantiene una presenza militare . Il quadro generale include:
La portata delle violazioni — Le forze israeliane hanno effettuato almeno 1.672 violazioni in territorio siriano tra agosto 2025 e maggio 2026, secondo un'organizzazione siriana di monitoraggio. Il marzo 2026 ha segnato un picco con oltre 321 operazioni militari, tra cui raid terrestri, attacchi aerei, bombardamenti di artiglieria e lavori infrastrutturali .
Incursioni di terra e posti di blocco — Tra il 26 e il 29 giugno 2026, l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha segnalato sei incursioni di terra a Daraa e Quneitra, che hanno comportato perquisizioni domiciliari, posti di blocco temporanei e interrogatori ai residenti . Le forze israeliane hanno istituito posti di blocco per la perquisizione di veicoli in entrambe le province il 31 maggio 2026, fermando e perquisendo i civili
.
Detenzioni di civili — Le forze israeliane hanno arrestato arbitrariamente numerosi civili siriani:
A partire da metà 2025, gli USA hanno facilitato colloqui indiretti tra funzionari israeliani e siriani per affrontare la sicurezza dei confini e lo status dell'Accordo di Disimpegno del 1974 .
Sviluppi chiave:
Stato dell'accordo del 1974 — L'accordo è ampiamente considerato crollato nella pratica a causa dell'invasione unilaterale israeliana della zona cuscinetto e del rifiuto di ritirarsi. Tuttavia, entrambe le parti continuano a farvi riferimento come quadro giuridico di base per qualsiasi futuro accordo di sicurezza .
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Damasco denuncia le incursioni di terra e i bombardamenti israeliani a Quneitra e Daraa come 'nuovi attacchi israeliani' e gravi violazioni della sovranità nazionale [1][2].
Damasco denuncia le incursioni di terra e i bombardamenti israeliani a Quneitra e Daraa come 'nuovi attacchi israeliani' e gravi violazioni della sovranità nazionale [1][2]. Secondo il Ministero degli Esteri siriano, queste operazioni violano l'Accordo di Disimpegno del 1974, le risoluzioni dell'ONU e il diritto internazionale [2][6][8].
Il Parlamento Arabo, l'Arabia Saudita e il Qatar hanno condannato le operazioni israeliane, definendole una 'flagrante violazione' della sovranità siriana e una minaccia alla stabilità regionale [6][7][12][13].