Il 26 giugno, durante la consueta conferenza stampa mattutina, Sheinbaum ha risposto invitando il futuro presidente colombiano a concentrarsi sulle responsabilità del proprio Paese nella lotta alla criminalità organizzata.
«Ognuno dovrebbe occuparsi della propria parte: la Colombia della sua parte e noi della nostra» .
La presidente messicana ha ricordato che in Colombia operano gruppi criminali sui quali il Messico non punta il dito. Secondo Sheinbaum, la strada corretta è quella della collaborazione tra le istituzioni, non delle dichiarazioni unilaterali che trasformano organizzazioni criminali in bersagli militari .
Il tono è stato fermo, ma non ha chiuso la porta ai rapporti bilaterali: Sheinbaum ha detto che si congratulerà comunque con de la Espriella per la vittoria e che il Messico vuole mantenere una «buona relazione» con la Colombia . Le forze armate dei due Paesi, ha aggiunto, dispongono già di meccanismi di collaborazione .
De la Espriella è un avvocato milionario di estrema destra, si descrive come un outsider e ha espresso apertamente la propria ammirazione per Donald Trump . La sua campagna è stata costruita sulla promessa di «eradicare il narcoterrorismo» e di adottare una strategia molto più aggressiva contro i gruppi armati e il traffico di droga .
La sua vittoria al ballottaggio del 21 giugno, con il 49,66% dei voti contro il 48,70% del senatore di sinistra Iván Cepeda, è arrivata con uno dei margini più stretti nella storia elettorale recente del Paese . Il risultato segna un netto cambio di direzione rispetto al governo uscente di Gustavo Petro, che aveva dato priorità ai negoziati di pace .
Tra le principali promesse del presidente eletto figurano:
Il confronto tra Sheinbaum e de la Espriella va oltre la singola polemica sui cartelli messicani. Riflette due visioni sempre più distanti del modo in cui l’America Latina dovrebbe affrontare criminalità organizzata, narcotraffico e gruppi armati.
Da una parte si sta consolidando un blocco vicino a Trump e al modello di Bukele. I suoi sostenitori propongono l’impiego diretto delle forze armate, la detenzione di massa e la classificazione dei cartelli come obiettivi «terroristici» o «militari» . L’adesione annunciata dalla Colombia allo «Shield of the Americas» inserisce de la Espriella in questa rete regionale di governi favorevoli a politiche di sicurezza più muscolari .
La reazione di Sheinbaum riflette invece la tradizionale opposizione del Messico alle ingerenze esterne nelle proprie questioni di sicurezza. All’inizio di giugno la presidente aveva già rimproverato l’ambasciatore statunitense Ron Johnson, accusandolo di interferire nella politica messicana .
La linea sostenuta da Città del Messico privilegia la cooperazione bilaterale e il coordinamento tra autorità, mantenendo separata la responsabilità di ciascun governo. In questo quadro, la designazione unilaterale di gruppi stranieri come obiettivi militari rischia di alimentare tensioni diplomatiche, anche quando le organizzazioni criminali operano oltre i confini nazionali.
La vittoria risicata di de la Espriella segnala anche il malcontento di una parte dell’elettorato colombiano verso la violenza e verso l’approccio negoziale del governo Petro . Le promesse di ordine, controllo territoriale e repressione più severa hanno favorito un candidato che si colloca nel campo della destra radicale e che guarda apertamente a Trump e Bukele.
In sintesi: Sheinbaum ha respinto la definizione dei cartelli messicani come «obiettivi militari» in Colombia e ha chiesto a de la Espriella di occuparsi innanzitutto dei problemi di criminalità del proprio Paese. Lo scontro fotografa una divisione regionale concreta: da un lato il modello militarizzato e repressivo sostenuto dal presidente colombiano eletto, dall’altro la difesa messicana della sovranità e di una strategia fondata sulla cooperazione.