Saudi Aramco dovrebbe ridurre sensibilmente i prezzi ufficiali di vendita (OSP) per le consegne di agosto 2026 ai compratori asiatici, spingendo il greggio Arab Light ai minimi di quattro mesi. La riapertura dello Stretto di Hormuz e l’aumento delle esportazioni saudite stanno riducendo il premio geopolitico e ripor...
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L’Arabia Saudita si prepara, secondo le attese del mercato, a varare per agosto 2026 uno dei tagli più marcati dell’anno ai prezzi ufficiali di vendita del greggio destinato all’Asia. Gli OSP (official selling prices) sono i prezzi fissati da Saudi Aramco per i suoi diversi gradi di petrolio e vengono generalmente calcolati rispetto ai benchmark regionali, tra cui la media Oman/Dubai.
Per il greggio di riferimento Arab Light, i raffinatori interpellati da Reuters stimano una riduzione compresa tra 6,50 e 8 dollari al barile, che porterebbe il prezzo ai minimi di quattro mesi . La pressione sui listini nasce dall’incrocio di tre fattori: il ritorno dei traffici nello Stretto di Hormuz, il passaggio dei futures in contango e il rallentamento della domanda delle raffinerie asiatiche.
Lo Stretto di Hormuz era rimasto di fatto chiuso dalla fine di febbraio 2026, dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, provocando una grave crisi nelle forniture energetiche . A metà giugno, l’annuncio di un accordo provvisorio tra Washington e Teheran per riaprire la rotta ha immediatamente spinto il petrolio ai livelli più bassi dall’inizio di marzo .
La ripresa dei transiti dovrebbe consentire di immettere sul mercato milioni di barili rimasti bloccati nel Golfo Persico, proprio mentre gli operatori temono un eccesso di offerta . Secondo gli analisti di Kpler, il traffico navale potrebbe tornare in un mese a quasi metà dei livelli precedenti al conflitto: circa 40 navi al giorno, contro le 100 che attraversavano lo stretto prima della crisi .
Anche l’Arabia Saudita ha aumentato le proprie esportazioni. La combinazione tra il ripristino dei passaggi a Hormuz e l’offerta saudita aggiuntiva ha ridotto bruscamente il premio legato al rischio geopolitico, contribuendo al calo di circa il 4% dei futures sul WTI e sul Brent, scesi ai minimi di quattro mesi .
L’ondata di offerta attesa ha spinto la curva dei futures sul petrolio in contango per la prima volta dall’inizio della crisi . In pratica, i contratti con consegna ravvicinata vengono scambiati a un prezzo inferiore rispetto a quelli con consegna più lontana.
È un segnale tipicamente associato a un mercato ben rifornito: gli operatori si aspettano molti barili disponibili nell’immediato e sono disposti a pagare di più per riceverli in futuro. Gli analisti parlano infatti di un “surplus di breve periodo” mentre le esportazioni mediorientali aumentano .
Il contango può inoltre incentivare lo stoccaggio, anche su navi cisterna, e scoraggiare gli acquisti sul mercato spot. Il risultato è un’ulteriore pressione sui prezzi fisici del greggio e sui differenziali che Saudi Aramco utilizza per determinare i propri OSP.
L’Asia è il principale sbocco per il greggio saudita, ma la domanda regionale si è indebolita su più fronti:
Saudi Aramco aveva già ridotto i prezzi ufficiali di luglio per i clienti asiatici, in un contesto di domanda più debole e di premi spot mediorientali più contenuti . Per agosto, tuttavia, il mercato si aspetta una sforbiciata ancora più ampia.
La riapertura, almeno parziale, di Hormuz sta allentando il rischio di scarsità; il contango segnala che i barili potrebbero essere troppi nel breve periodo; e le raffinerie asiatiche non sembrano avere un’urgente necessità di rifornirsi. Tutti questi elementi hanno fatto crollare i benchmark del greggio mediorientale su cui Aramco basa i propri prezzi .
Il taglio atteso non è quindi soltanto una risposta al calo delle quotazioni internazionali. È anche un modo per rendere il greggio saudita più appetibile in un mercato in cui i compratori asiatici possono permettersi di aspettare e confrontare le offerte. Per Arab Light, la riduzione stimata tra 6,50 e 8 dollari al barile porterebbe il prezzo ai minimi di quattro mesi .
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Saudi Aramco dovrebbe ridurre sensibilmente i prezzi ufficiali di vendita (OSP) per le consegne di agosto 2026 ai compratori asiatici, spingendo il greggio Arab Light ai minimi di quattro mesi.
Saudi Aramco dovrebbe ridurre sensibilmente i prezzi ufficiali di vendita (OSP) per le consegne di agosto 2026 ai compratori asiatici, spingendo il greggio Arab Light ai minimi di quattro mesi. La riapertura dello Stretto di Hormuz e l’aumento delle esportazioni saudite stanno riducendo il premio geopolitico e riportando sul mercato milioni di barili rimasti bloccati nel Golfo Persico.
Il passaggio del mercato in contango, con i prezzi a breve inferiori a quelli delle consegne future, segnala un possibile eccesso di offerta nel breve periodo.