Poi, però, è emerso che il problema non era nella velocità della sua Alpine, bensì nel modo in cui quella velocità veniva calcolata.
La gara si è disputata domenica 7 giugno 2026. Gasly era arrivato terzo in pista, ma durante il Gran Premio aveva ricevuto due sanzioni separate per aver superato il limite di 60 km/h nella pit lane .
A Monaco non è stato l’unico caso: cinque piloti, tra cui Lewis Hamilton, George Russell e Franco Colapinto, sono stati penalizzati per la stessa infrazione, anche se le verifiche successive hanno indicato che nessuno aveva realmente superato il limite . Diverse rilevazioni erano appena sopra la soglia, con valori di 60,1 km/h, e questo aveva alimentato i dubbi sull’affidabilità del sistema di misurazione .
Subito dopo la gara, Alpine ha chiesto alla FIA un “Right of Review”, cioè la riapertura del caso sulla base di nuove prove. Tra i dati presentati c’erano anche quelli della vettura di Gasly, che mostravano l’attivazione del limitatore di velocità prima dell’ingresso nella corsia dei box .
Giovedì 11 giugno la FIA ha giudicato ammissibile la richiesta, definendo le nuove informazioni «significative» e «rilevanti» .
La svolta è arrivata da Formula One Management, il soggetto incaricato del cronometraggio ufficiale della Formula 1. La distanza di riferimento utilizzata dal sistema per calcolare la velocità era sbagliata: risultava 77 centimetri più corta rispetto alla distanza effettivamente percorribile nella pit lane di Monaco .
Il principio è semplice: la velocità viene ricavata dal rapporto tra distanza e tempo. Se il sistema considera una distanza più corta, può dedurre una velocità superiore a quella reale. Una scansione LIDAR effettuata dopo l’evento ha confermato che il percorso minimo percorribile nella corsia dei box era più lungo di quello programmato nei sistemi di cronometraggio .
In altre parole, Gasly non stava andando troppo forte: era il riferimento utilizzato per misurarlo a essere errato.
Venerdì 12 giugno i commissari della FIA hanno accolto il ricorso di Alpine e annullato entrambe le penalità di cinque secondi inflitte a Gasly . Il francese è stato così reintegrato ufficialmente al terzo posto del Gran Premio di Monaco .
La decisione ha riportato Isack Hadjar, pilota Red Bull, dalla terza alla quarta posizione. Il pilota aveva ereditato il gradino più basso del podio dopo la penalizzazione di Gasly, ma ha perso quella che sarebbe stata la sua prima presenza sul podio in Formula 1 .
Nel documento ufficiale dei commissari, la decisione è collegata all’ammissione di FOM secondo cui il calcolo del tempo trascorso era basato su «dati errati» .
Il verdetto è stato immediato, ma Gasly non ha potuto recuperare il momento più atteso: quello della cerimonia sul podio al termine della gara.
Anche Mercedes aveva presentato una richiesta di revisione, contestando sia il reintegro di Gasly sia le penalità ricevute dal proprio pilota George Russell . La FIA aveva fissato l’udienza per sabato 20 giugno .
Lo stesso giorno, però, Mercedes ha ritirato la richiesta. La squadra ha spiegato di aver visto una «chiara determinazione» da parte della Formula 1 e della FIA a correggere il problema del cronometraggio per il futuro .
La vicenda non si è chiusa con la decisione dei commissari. McLaren ha notificato formalmente il proprio ricorso martedì 16 giugno, contestando il reintegro di Gasly e sollevando questioni di «equità sportiva» .
Red Bull ha seguito la stessa strada il 17 giugno, presentando una notifica di ricorso alla Corte d’Appello Internazionale della FIA, il massimo organo giudicante dello sport .
Le due squadre sostengono che il caso non riguardi soltanto l’errore tecnico nella misurazione, ma anche la correttezza della procedura con cui le penalità sono state cancellate. McLaren ha contestato in particolare il Documento 99 dei commissari, la classifica finale modificata e gli aggiornamenti alle classifiche dei campionati .
Il 25 giugno, alla vigilia del Gran Premio d’Austria, si è verificata una scena insolita: Isack Hadjar ha consegnato a Gasly il trofeo del terzo posto di Monaco .
Gasly possiede quindi materialmente il trofeo ed è attualmente accreditato del terzo posto nella classifica piloti. Tuttavia, il risultato non è ancora definitivo: la Corte d’Appello Internazionale deve ancora esaminare e decidere sui ricorsi di McLaren e Red Bull .
Secondo le previsioni disponibili, la procedura dovrebbe richiedere «diverse settimane» e una decisione finale non sarebbe attesa prima della fine di luglio 2026 . L’iter prevede 15 giorni per la presentazione delle motivazioni, altri 15 giorni per la risposta della FIA e almeno ulteriori 15 giorni prima di un’eventuale udienza . La corte è composta da 36 giudici eletti .
Per Gasly, un terzo posto a Monaco vale più di una normale P3. Il circuito monegasco è uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario e un podio conquistato tra le strade del Principato può incidere sulla percezione di un’intera carriera .
Anche il peso sportivo è concreto: il terzo posto assegna 15 punti, contro i 6 della settima posizione. La differenza rafforza la posizione di Gasly nel campionato piloti e quella di Alpine nella classifica costruttori .
Per Alpine, il successo del Right of Review rappresenta inoltre un’importante vittoria di credibilità. La squadra ha raccolto e presentato dati tecnici sufficienti a dimostrare un errore nel sistema di cronometraggio ufficiale, in un contesto in cui le misurazioni della Formula 1 vengono raramente messe in discussione .
Resta però un paradosso difficile da ignorare: il trofeo è già stato consegnato, ma il risultato è ancora sotto esame. Se la Corte d’Appello dovesse ribaltare la decisione dei commissari, Gasly potrebbe perdere il podio una seconda volta. Sarebbe uno degli epiloghi più insoliti nella storia recente della Formula 1.